Onorato: “Foto di gruppo va allargata. Pd, M5s e Avs non bastano a battere Meloni”
Campo largo, Alessandro Onorato: “A settembre serve allargare la foto, non solo i volti ma i contenuti”
Il campo largo del centrosinistra torna a interrogarsi su se stesso, e questa volta a farlo è una voce che si colloca nell’area moderata e civica della coalizione. Alessandro Onorato, assessore capitolino a Sport e Grandi Eventi e leader di Progetto Civico Italia, ha usato le colonne di AdnTalks – la rubrica di interviste dell’Adnkronos condotta dal direttore Davide Desario – per rilanciare un tema che agita da mesi il dibattito interno all’opposizione: la necessità di allargare la coalizione anti-Meloni non solo nei volti, ma soprattutto nella sostanza politica.
“Pd, Movimento 5 Stelle e Avs sono senza dubbio le forze politiche che hanno condotto un’opposizione molto dura e puntuale a Meloni: rappresentano l’ossatura di questa coalizione”, ha riconosciuto Onorato, senza sconti sul lavoro fin qui svolto dai tre partiti che compongono il nucleo del campo largo. Ma è sulla domanda successiva che l’assessore romano ha voluto soffermarsi: “Basta quest’alleanza per battere Meloni? No, e lo sanno anche loro“. Un’affermazione che non suona come una bocciatura, quanto piuttosto come un invito a fare un passo ulteriore. “Ci sta che facciano delle iniziative politiche – ha proseguito Onorato – io credo che a settembre serva che quella foto sia allargata, non solo di volti e protagonismi, ma anche di contenuti”.
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Il nodo di settembre
Il riferimento è agli appuntamenti che tradizionalmente, con la ripresa autunnale, scandiscono la ripartenza della politica italiana: feste di partito, direzioni, assemblee, momenti in cui le forze di opposizione sono solite mostrare la propria tenuta e coesione attraverso immagini di leader fianco a fianco. Proprio quella iconografia – la “foto di gruppo” – è il riferimento implicito delle parole di Onorato: un’immagine che rischia di raccontare più la geometria delle alleanze che il progetto politico che le sostiene. Con la sua uscita, l’assessore romano si inserisce nel filone di chi, dentro e ai margini del centrosinistra, chiede da tempo un salto di qualità nell’elaborazione programmatica della coalizione, ritenendo che la sola convergenza anti-Meloni non sia sufficiente a costruire un’alternativa di governo credibile agli occhi degli elettori.
Il terzo polo
Quanto a Calenda: “Io credo che in Italia e nel mondo non ci siano terze vie: o sei con Trump o contro. Le terze vie e i terzi poli sono irrilevanti e in Italia chiunque voti Calenda è un voto occulto a Meloni“, ha detto Onorato, che in merito alle interlocuzioni con gli altri leader del centro – Riccardo Magi di +Europa, Enzo Maraio di Avanti Psi – parla di “una serie di iniziative insieme”. “Noi guardiamo con molta simpatia a chiunque vuole arricchire il campo del centrosinistra. Allo stesso tempo diciamo che più di parlare di alchimie politiche, è possibile immaginare anche un’unione di queste realtà. Questa unione deve avvenire su cosa vuoi fare per il Paese, non è una sommatoria di sigle”, ha detto. Rispedito al mittente, invece, l’invito di Maria Elena Boschi a entrare sotto il cappello di Italia Viva: “Unire è una via, annettere è una via sbagliata. Poi è evidente che Boschi è un’interlocutrice autorevole e molto intelligente, con la quale dobbiamo ragionare, ma non mi sembra che sia questa la via principale, anche perché ciò che noi rappresentiamo, ciò che stiamo facendo è la prova provata che esiste un popolo enorme di persone che vorrebbero votare il centrosinistra, ma non si riconoscono negli attuali partiti del centrosinistra”.
E l’ipotesi di un governo a Roma con i Cinquestelle, come vuole Gualtieri? “Il Movimento 5 stelle di oggi non è quello di Grillo, Giuseppe Conte ha fatto un miracolo, lo ha trasformato da una forza politica che era sostanzialmente contro tutto a una forza politica di governo. L’attuale Movimento 5 stelle non avrebbe fatto alcuni errori fatti del passato”, ha detto il leader di Progetto civico Italia. Mentre sulla scelta tra Campidoglio e Montecitorio: “Per fortuna i tempi sono molto netti, quindi tecnicamente le politiche sono a ottobre e le amministrative sono a maggio. Io voglio concludere il mio impegno a Roma, lo svolgo con grande amore e dedizione, poi vediamo se ci sono le condizioni per fare altro”.
Le preferenze
Poi, Onorato ha rilanciato le preferenze: “Noi amministratori siamo abituati a prendere i voti e le preferenze a differenza dei parlamentari che sono nominati in base al livello di amicizia con i loro leader. Se c’è una cosa che non ci spaventa è raccogliere le firme, siamo abituati a farlo e siamo anche molto bravi a farlo. Progetto civico, nato appena otto mesi fa, dove si è presentato alle comunali ha sempre eletto i suoi consiglieri, da Venezia a tanti altri comuni, dove il centrosinistra non è neanche andato particolarmente bene”.
“Detto questo, vediamo che legge elettorale arriverà, perché noi siamo stati i primi a denunciare una nuova proposta di legge elettorale vergognosa, fatta di liste bloccate, e siamo stati i primi ad andare in piazza a raccogliere firme sulle preferenze. Abbiamo già raccolto più di 11mila firme da fine marzo. Sono contento che anche le altre forze politiche si siano attivate. Non vorrei che, come sempre avviene, chi è in Parlamento dice che è a favore, poi nel segreto di un voto…”, ha aggiunto. Quanto al nome del campo largo, c’è da ragionarci. “Mi piace il concetto di Alleanza per la Costituzione, nel senso che gli italiani adorano la Costituzione, che è tanto bella quanto inapplicata. Forse è il caso di dire: noi ci uniamo su una Costituzione che diventi realtà”, ha concluso.
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