OpenAI blocca la campagna di propaganda cinese più... inutile di sempre?

12 Giugno 2026 - 20:21
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OpenAI dice di aver individuato e bloccato una campagna di propaganda cinese che usava ChatGPT per generare contenuti destinati a influenzare il dibattito pubblico statunitense sui data center e sulle politiche legate all'intelligenza artificiale. Il problema è che la maggior parte dei punti della campagna... sono del tutto veri e inoppugnabili, come il fatto che queste strutture inquinano, che fanno rumore, e che consumano quantità spropositate di energia (causando aumenti notevoli delle bollette anche per le abitazioni limitrofe) e acqua (causando siccità).

Gli account coinvolti nella campagna, battezzata "Data Center Bandwagon", sono stati eliminati. Usavano ChatGPT per creare immagini, brevi fumetti, vignette e commenti in lingua inglese sugli effetti negativi dell'espansione delle infrastrutture AI. Questi contenuti venivano poi pubblicati sui social network da utenti che si spacciavano per normali cittadini statunitensi, di un po’ tutti i ceti sociali e professionali. Secondo le indagini della società di Sam Altman, dietro l’operazione c’è un team specializzato in attività di comunicazione online legato a una società tecnologica privata cinese, ma i “mandanti” sarebbero dei politici locali.

OpenAI ha anche smantellato una seconda campagna, sempre cinese, ma incentrata sulle politiche commerciali estere degli USA - naturalmente in particolare quelle relative alla Cina. Si criticavano i dazi e le restrizioni tecnologiche, come per esempio il ban di Huawei dalla corsa al 5G che l’ha sostanzialmente estromessa dal mercato smartphone internazionale e il divieto a NVIDIA, AMD e altre società di vendere nel Paese gli acceleratori AI più potenti e veloci.


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