Oratorio estivo, l’avventura dei Mille
Animatori dell'oratorio estivo (Agenzia Fotogramma)Quasi mille oratori aperti; 250 mila ragazzi, nati ormai nella seconda decade del millennio; 42 mila animatori adolescenti (con un trend in crescita negli ultimi anni) e 3 mila giovani educatori; 25 mila volontari adulti e circa 1000 figure educative tra sacerdoti, consacrate ed educatori professionali. L’oratorio estivo è una grande avventura comunitaria: una festa, per quanto impegnativa, alimentata dall’incontro quotidiano, settimana dopo settimana.
Un Santo “vicino”
Ma da sempre l’oratorio “feriale” vuole essere anche un’occasione di scoperta e di crescita, anche attraverso il riferimento a storie di santità, più o meno vicine nel tempo, che di giorno in giorno si svelano ai ragazzi. Quest’anno la scelta non poteva che cadere su San Francesco, nell’ottocentesimo anniversario della morte. Chissà se il Santo di Assisi avrebbe salutato i suoi compagni con «Bella Fra!», adottando la formula complice e immediata comunissima tra i più giovani che, non a caso, è stata scelta anche come slogan dell’oratorio di quest’anno. Certamente nelle prossime settimane i ragazzi potranno scoprire la figura di un Santo che, a dispetto della distanza tra la sua epoca e la nostra, è molto più vicino alla loro esperienza di quanto non possano pensare.
A partire, nota monsignor Giuseppe Como, Vicario per l’Educazione e presidente della Fom (Fondazione oratori milanesi), «dal suo lungo cammino di ricerca prima della conversione, dall’attenzione per chi era ai margini, e, naturalmente, dal suo desiderio di fraternità, vissuta insieme a compagni che condividevano il suo ideale». Da qui l’augurio di monsignor Como, che questi tratti della vita di Francesco possano diventare sempre più familiari a tutti i ragazzi impegnati nell’oratorio estivo. Insieme, aggiunge, all’amore per il Crocifisso: «Un crocifisso risorto – sottolinea -, che indica cioè un modo di morire che dà la vita».

Un’esperienza comune a tutti
Quella di Francesco, insomma, è una storia di santità esemplare ed eloquente, osserva il presidente della Fom, «che può essere conosciuta facilmente attraverso i gesti che ha compiuto». Ma una storia che, allo stesso tempo, merita di essere raccontata in modo non scontato. Così le settimane dell’oratorio estivo si snoderanno non solo attraverso gli episodi significativi della vita di Francesco, ma metteranno in luce alcuni passaggi di fede, alcuni stati d’animo e atteggiamenti di cui possono essere protagonisti anche i ragazzi di oggi: dal primo passo della conversione alla fraternità, dalla testimonianza alla missione, dalla fatica alla lode. Da qui il secondo augurio che monsignor Como rivolge ai ragazzi: cogliere che «la santità non è qualcosa di lontano e irraggiungibile: se è certamente una dimensione unica, singolare, è però allo stesso tempo a portata di mano, all’interno di un’esperienza che viviamo tutti».
Infine, guardando al Cantico delle Creature – che nelle prossime settimane verrà adottato, in particolare dai più grandi, come guida per la preghiera e come riferimento per una rilettura delle giornate -, monsignor Como rivolge ai ragazzi l’augurio di coltivare «un atteggiamento di gratitudine e di lode. Che in fondo è il primo passo di ogni cammino di fede».
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