Organizzate, talentuose, vincenti, l’Africa al centro del Mondiale: nove su dieci qualificate ai sedicesimi

28 Giugno 2026 - 14:37
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Organizzate, talentuose, vincenti, l’Africa al centro del Mondiale: nove su dieci qualificate ai sedicesimi

Algeria, Capo Verde, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Marocco, Repubblica Democratica del Congo, Senegal e Sudafrica: sono ben 9 le squadre della CAF ad aver superato la prima fase della Coppa del Mondo. Un risultato storico, con origini e ragioni ben precise.

L’Africa si è presa i Mondiali. Certo, siamo ancora solo ai gironi (appena conclusi), ma questo primo pezzo di Coppa del Mondo ha, di certo, un vincitore ed è la Confédération Africaine de Football. Sono ben 9 le squadre qualificate alla fase a eliminazione diretta del torneo, una cifra storica e iconica, che attesta la crescita globale di un movimento confederato, di una metodologia di fare calcio.

Un continente intero è in festa, con il sogno, concreto, di portare più avanti possibile alcune squadre che hanno meritato il posto fra le prime 32 della nuova formula di Infantino.

9 SU 10 ALL’ELIMINAZIONE DIRETTA

9 SU 10 ALL’ELIMINAZIONE DIRETTA

Algeria, Capo Verde, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Marocco, Repubblica Democratica del Congo, Senegal e Sudafrica. Sono queste le africane che hanno superato il girone, una delegazione privata, rispetto all’inizio del torneo, della sola Tunisia. Per la prima volta nella storia, dunque, ci saranno ben 9 squadre africane in corsa dopo la prima fase, una fotografia della crescita esponenziale di un intero continente, di popoli e tradizioni. Di queste nove, quattro si sono prese il pass come seconda forza e quindi sarebbero passate anche con il vecchio format: non un dato banale.


QATAR 2022 ERA SOLO L’INIZIO?

QATAR 2022 ERA SOLO L’INIZIO?

I primi segnali di un miglioramento netto erano arrivati già in Qatar. Quattro anni fa, infatti, con Marocco e Senegal agli ottavi, era già stato eguagliato il record del 2014, con due squadre CAF a superare il girone. Adesso, chiaramente, siamo ai sedicesimi (o playoff, che dir si voglia) ma i traguardi raggiunti profumano già di storia, in attesa di capire se almeno una sarà in grado di eguagliare la semifinale marocchina dell’edizione qatariota. 

IL FORMAT AIUTA MA…

IL FORMAT AIUTA MA…

Ma come ha fatto l’Africa a migliorare così tanto? Premessa doverosa: 9 squadre qualificate su 10 sono tante, ma è anche vero che il format aiuta e non poco. Innanzitutto l’allargamento da 48 formazioni ha dato più possibilità e la qualificazione delle terze qualificate ha dato risvolti importanti. Basti pensare che 5 delle 9 africane qualificate sono arrivate ai sedicesimi fra le migliori terze. In più, in percentuale, l’Africa è il continente che ha avuto più benefici dall’allargamento voluto da Infantino: nel 2022, ultima edizione a 32, la CAF aveva 5 slot (il 16% dei posti); oggi, invece, con 48 partecipanti, l’Africa ha portato 10 rappresentanti, di cui una tramite playoff intercontinentali, che rappresentano il 21% del totale. In pratica, inoltre, la CAF è passata da una conversione partecipanti/superamento della fase a girone dal 40% di quattro anni fa (2 su 5) al 90% di questa edizione (9 su 10).

...IL MIGLIORAMENTO TECNICO C’È E SI VEDE

...IL MIGLIORAMENTO TECNICO C’È E SI VEDE

Certamente, quindi, va sottolineato l’aiuto che la formula dà a Senegal, Algeria e le altre. Ma è pur vero che già in campo, a prescindere dal risultato, è risultato evidente che queste squadre siano più forti del passato. E non si parla solo del talento, che in Africa c’è e c’è sempre stato (da Drogba a Eto’o), ma soprattutto di organizzazione tattica. Un esempio fulgido sono state le prove di Ghana e RD Congo contro Inghilterra e Portogallo: contro squadre tecnicamente più forti, le africane si sono difese come raramente si era visto in passato, imponendo dei pari che poi sono risultati decisivi. 

Alle origini dell’exploit, poi, c’è la “contaminazione” europea: il Marocco, per esempio, ha una rosa composta dal 77% di giocatori nati ma soprattutto cresciuti calcisticamente all’estero. Se un tempo erano le europee, Francia in primis, ad attingere dal continente africano, oggi è il contrario, come appunto Marocco ma anche Costa d’Avorio e Senegal stanno dimostrando.

LA PREDIZIONE DI SACCHI

LA PREDIZIONE DI SACCHI

Chi, nel tempo, aveva previsto questa crescita delle africane e della CAF in generale è Arrigo Sacchi. L’ex allenatore del Milan, da sempre, aveva insistito sulla possibilità che, con i giusti accorgimenti, le selezioni africane avrebbero potuto fare grandi cose durante i Mondiali, addirittura profetizzando che, presto, una sarebbe arrivata ad alzare la coppa. L’ora del definitivo upgrade sembra finalmente scoccata: dopo il Marocco in semifinale nel 2022, riuscirà qualcuno a fare ancora meglio?

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