Roma, tra i 60 milioni di plusvalenze e la multa dell'Uefa: tutti gli scenari entro il 30 giugno
I giallorossi devonono realizzare 60 milioni di plusvalenze entro il 30 giugno: ma a Trigoria potrebbero anche accettare la multa dell'Uefa.
Mancano tre giorni alla fatidica data del 30 giugno, giorno entro il quale la Roma dovrà realizzare 50 milioni di plusvalenza. I giallorossi sono in contatto continuo con l'Uefa per capire i margini del Settlement Agreement e per valutare cosa comporterebbe un eventuale sforamento dei conti.
Il direttore sportivo Tony D'Amico, insieme alla proprietà, sta valutando tutte le opzioni con l'intenzione chiara di non svendere i pezzi pregiati della rosa di Gian Piero Gasperini, anche per evitare possibili rimostranze proprio dell'allenatore.
Al 28 giugno sono arrivati solo i 5 milioni più bonus ottenuti dalla cessione di Alessandro Romano al Cagliari, ma i giallorossi devono realizzarne altri 50. Non è semplice, anche in virtù del fatto che intorno ai giocatori che possono aver mercato si sta muovendo poco. L'Arabia Saudita ci sta provando per Matias Soulé, ma intorno ai vari Manu Koné, Wesley, Mile Svilar ed Evan N'Dicka non sembrano esserci novità importanti, anche perché la Roma non ha intenzione di cedere a prezzo di saldo calciatori importanti.
Ma quindi, quali possono essere gli scenari per la Roma dopo il 30 giugno?
SOULE'-ARABIA: COSA STA SUCCEDENDO
Il nome più caldo in uscita, in questo momento, in casa Roma è quello di Soulé. Il giocatore argentino, infatti, è finito nel mirino dell'Al-Diriyah, club dell'Arabia Saudita che, secondo quanto riporta Il Romanista, ha messo sul piatto un'offerta da 12 milioni a stagione per il giocatore e 35 per la Roma e l'argentino ci sta pensando.
Attenzione, però, perché la Roma, che ha pagato Soulé 30 milioni dalla Juventus nel 2024, cedendolo a 35 mettere a bilancio una plusvalenza tra i 12 e i 15 milioni: non abbastanza per coprire per intero i 50 richiesti dall'Uefa.
IL PUNTO SU WESLEY, SVILAR E N'DICKA
In questi giorni ci sono state molte voci sui calciatori più importanti della Roma. I giallorossi hanno rispedito al mittente l'offerta arrivata per Wesley dal Chelsea, che ha poi virato su Palestra.
N'Dicka piace all'Inter, che però non ha ancora formulato un'offerta e sta valutando altre piste come quelle di Solet e Chalobah. Anche Svilar, che ha una valutazione di circa 50 milioni, avrebbe ricevuto un'offerta dalla Serie A, come scrive il Corriere dello Sport, ma lontana dal valore reale e la Roma non ha intenzione di accettare offerte al ribasso. Con il rischio, oltre di impoverire la rosa, di non poter sostituire in modo adeguato i partenti.
KONE'-ATLETICO: TUTTO FERMO
Sul fronte Manu Koné-Atletico Madrid è tutto fermo. I colchoneros hanno mosso passi concreti, ma sarebbe tutto in stand-by. I giallorossi lo valutano intorno ai 45 milioni, ma, come riporta Matteo Moretto, l'Atletico Madrid ha altre priorità e avrebbe detto no a Koné, che sarebbe stato proposto.
COSA DEVE FARE LA ROMA ENTRO IL 30 GIUGNO
In totale la Roma, per il Settlement Agreement firmato con l'Uefa, deve realizzare 60 milioni di euro di plusvalenze. I giallorossi contano sui 5 milioni per Romano dal Cagliari e sugli incassi ottenuti da Saud (2,1), Coletta (1), Paredes (2), Plaia (0,5), Sangaré (3,9), Solbakken (0,2), Baldanzi (2,5), come scrive La Gazzetta dello Sport.
A questi vanno aggiunti altri incassi. La Roma, oltre alle plusvalenze, potrebbe sommare altre voci come i 6,5 milioni di euro derivanti dalla causa Img sui diritti tv, arrivando circa ai 18-20 milioni. In più potrebbe far leva con l'Uefa anche sull'alleggerimento del monte ingaggi, sui soldi derivanti dal contenzioso con il Basilea per Calafiori (circa 6 milioni) e sull'eventuale indennizzo assicurativo legato al problema cardiaco avuto da Edoardo Bove quando giocava alla Fiorentina, ma era di proprietà della Roma.
PIANO B: MULTA E LIMITAZIONI SULLA LISTA
Cosa succede se la Roma non riesce a rientrare? L'alternativa, in attesa del resoconto a novembre dell'Uefa, è quella di pagare una multa e accettare le limitazioni sulle liste per le competizioni europee.
La speranza dei giallorossi è di evitare conseguenze più pesanti grazie al percorso virtusoso seguito nei tre anni di monitoraggio e grazie anche alle altre iniziative prese per cercare di arrivare al target dei 60 milioni.
La Roma non vuole svendere i propri pezzi pregiati e, pertanto, a Trigoria starebbe prendendo corpo l'idea di accettare eventuali sanzioni pur di non privarsi a prezzo di saldo di calciatori molto importanti per Gasperini, proprio nell'anno del ritorno in Champions League.
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