Otto corsisti, 160 ore, quattro assunzioni: la scommessa vinta della meccanica varesina in CB Ferrari

Quattro nuovi tecnici specializzati in più, formati su misura per le esigenze di un’azienda che costruisce fresatrici a controllo numerico per l’industria aerospaziale e la produzione di energia. Non è il risultato di un’offerta di lavoro andata a buon fine, ma l’esito di un percorso pensato da zero: un mese di corso intensivo, 160 ore di lezione, nove docenti coinvolti, e una rete di attori locali che ha saputo lavorare nella stessa direzione.
CB Ferrari, azienda di Mornago fondata nel 1966 e oggi parte di un gruppo multinazionale con casa madre in Cina, ha presentato oggi i risultati della Academy nata in collaborazione con Confapi Varese, l’Istituto Newton e dell’agenzia Synergie Varese.
Il problema: trovare chi non c’è
«Oggi è sempre più difficile trovare nel mercato figure tecniche già formate – spiega Chiara Pintore, che ha seguito il progetto per l’azienda – E allo stesso tempo, nei prossimi anni alcuni colleghi con grande esperienza andranno in pensione. Abbiamo dovuto attrezzarci per tempo».
Il nodo è strutturale e riguarda l’intero tessuto manifatturiero varesino. La zona, storicamente vocata alla meccanica di precisione, fatica a reperire periti meccanici ed elettrici perché la domanda supera di gran lunga l’offerta e molti giovani non considerano il settore come sbocco professionale attrattivo. «C’è una concezione vecchio stile della fabbrica, ormai storicamente superata: di quelle in cui ci si sporca di grasso – osserva Vittorio Bersi, amministratore delegato di CB Ferrari – Le nostre macchine oggi non vengono più presidiate da un operatore davanti al pannello: vengono gestite da remoto, con sistemi di produzione intelligenti. È alta tecnologia. Ma questo messaggio fatica ad arrivare ai ragazzi».
La soluzione: formare chi non esiste ancora sul mercato
L’idea dell’academy nasce proprio dall’impossibilità di trovare candidati già pronti, o convinti di essere le persone giuste in quel contesto. Piuttosto che attendere figure che non arrivano, CB Ferrari — insieme a Synergie e con il supporto di Confapi Varese come associazione datoriale — ha deciso di costruire un percorso formativo ad hoc, affidando la parte didattica all’Istituto Newton di Varese.
Il corso ha coperto in quattro settimane una serie di discipline tecniche fondamentali per la manutenzione di impianti industriali, tra cui pneumatica, elettrica applicata, metrologia, lettura del disegno meccanico ed elettrico, cenni di robotica. Nove docenti del Newton si sono alternati nelle aule, affiancati dai referenti tecnici interni dell’azienda — il responsabile della produzione meccanica e il responsabile elettrico — portando in classe l’esperienza diretta dei processi reali.
«Non tutte le competenze si imparano sui libri – ha sottolineato Pintore – Molte nascono dall’affiancamento quotidiano a chi ha vent’anni di mestiere. L’academy ci aiuta a non disperdere il patrimonio di conoscenze costruito negli anni».

Chi erano i corsisti
La selezione dei candidati è stata curata da Synergie. Le selezionatrici Paola e Pamela hanno puntato su profili tra i 20 e i 35 anni, provenienti principalmente da istituti tecnici ma con percorsi di vita molto diversi tra loro: chi era appena uscito dalla scuola, chi aveva smesso di lavorare nel proprio settore di formazione, chi aveva ripiegato su mansioni non qualificate, chi aveva semplicemente perso il filo rispetto alle proprie competenze di base.
«La cosa che ho cercato di testare nei colloqui era la voglia di intraprendere un percorso che lo riqualificasse, accettando di non avere subito un lavoro – racconta Pamela – Per molti era come ricominciare a studiare qualcosa che pensavano di avere già fatto. Non è scontato convincere qualcuno a farlo». Il corso è partito con dieci iscritti, scesi a otto nel corso delle settimane — una selezione naturale, commentano gli organizzatori, che dimostra come il percorso fosse genuinamente impegnativo e raccontasse con precisione il lavoro che si sarebbe andati a fare. In tutto 160 ore, di cui 16 – due intere giornate – in azienda.
I risultati: quattro assunzioni, e non solo
Al termine del corso, CB Ferrari ha incontrato i candidati per i colloqui finali. Quattro di loro hanno iniziato a marzo un contratto a tempo determinato in azienda, con prospettive di stabilizzazione.
Gli altri quattro, pur non selezionati dall’azienda promotrice, dispongono ora di una formazione verticale e specifica che li rende immediatamente appetibili per altre realtà del territorio. «Tant’è che – racconta Alessandro Loro, direttore della sede di Varese di Synergie – ci sono già tre aziende alla porta».
Un modello replicabile
Quella di CB Ferrari non è la prima esperienza di questo tipo per Synergie e Confapi Varese sul territorio. In tre anni, le due realtà hanno realizzato cinque academy, con un tasso medio di collocazione intorno al 75%. Le iniziative sono talvolta interaziendali — la prima, per esempio, riguardava le carrozzerie della zona — e possono coinvolgere più imprese con esigenze simili.
Piero Baggi di Confapi Varese sottolinea come la chiave del modello sia proprio la dimensione territoriale: «Facciamo fatica a trasmettere attrattività nei confronti delle aziende manifatturiere. Ma quando gli stakeholder del territorio lavorano insieme — associazione datoriale, scuola, agenzia del lavoro, impresa — la risposta diventa possibile. Non è una soluzione al problema strutturale della carenza di tecnici, ma è decisamente molto di più di una toppa».
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