Papa Leone: “L’ospedale è il luogo che accoglie la fragilità per aiutare la persona a stare meglio”
Papa Leone incontra i fragili. Nel suo primo giorno in Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio apostolico, il Pontefice ha visitato l’ospedale psichiatrico “Jean Pierre Olie” di Malabo, dove ha ascoltato alcune testimonianze. Il Santo Padre ha ricordato che “Dio ci ama veramente come siamo” e “non ci vuole sempre malati, ci vuole guarire”. Per salvarci, continua il Papa, vuole la nostra collaborazione sul piano personale e sociale, per cui “ci chiede di amare i fratelli nei fatti”. Un ospedale, ha aggiunto il Santo Padre, può diventare un “segno della civiltà dell’amore”.
Duplice sentimento
“Ogni volta che visito un ospedale, il mio sentimento è duplice: da una parte sento dolore per le persone ricoverate e per i loro familiari, dall’altra provo ammirazione e conforto per tutto ciò che lì ogni giorno si fa per servire la vita umana. Anche qui mi succede questo, ma oggi in me, e spero anche in tutti voi, prevale la gioia: la gioia di incontrarci nel nome del Signore e della cura per chi vive una condizione di fragilità. Mi hanno colpito alcune parole che ho ascoltato”.
Principio di civilità
Il Direttore ha detto: ‘Una società veramente grande non è quella che nasconde le sue debolezze, ma quella che le circonda di amore’. Sì, è così. Questo è un principio di civiltà che ha radici cristiane, perché è Cristo che nella storia dell’umanità ha riscattato la disabilità dalla maledizione e l’ha restituita a piena dignità. Ma il Salvatore non vuole e non può salvarci senza la nostra collaborazione, sia sul piano personale che su quello sociale: perciò ci chiede di amare i fratelli non a parole ma nei fatti. Una casa di cura come questa, con l’aiuto di Dio e con l’impegno di tutti, può diventare un segno della civiltà dell’amore. Il Signor Pedro Celestino ha voluto concludere con un’espressione toccante: ‘Grazie di amarci così come siamo’. Grazie a Lei, per la Sua testimonianza! Sì, Dio ci ama come siamo. Solo Dio, in realtà, ci ama veramente così come siamo. Ma non perché rimaniamo come siamo! No, Dio non ci vuole sempre malati, ci vuole guarire! Questo si vede mille volte nel Vangelo: Gesù è venuto ad amarci come siamo ma non per lasciarci così, per prendersi cura di noi! E un ospedale, specialmente se ha un’ispirazione cristiana, è proprio questo: un luogo dove la persona è accolta così com’è, rispettata nella sua fragilità, ma per aiutarla a stare meglio, in una visione integrale. A tale scopo la dimensione spirituale è essenziale – mi ha fatto molto piacere che il Direttore l’abbia sottolineato”.
Poesie quotidiane
“Infine, grazie al Signor Tarcisio per la sua poesia! Vorrei dire che in un ambiente come questo si compongono ogni giorno tante ‘poesie’ nascoste, non con parole, ma con piccoli gesti, con sentimenti, con attenzioni nei rapporti tra di voi. È un poema che solo Dio sa leggere pienamente e che consola il Cuore misericordioso di Cristo. Carissimi, vi prego di esprimere la mia vicinanza a tutti i malati dell’ospedale, specialmente a quelli più gravi e più soli. A ciascuno, pazienti, operatori sanitari e personale, impartisco di cuore la mia benedizione, affidandovi alla protezione di Maria, Salute dei malati”.
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