Park sotterranei in centro: a Principe spunta la proposta di un privato, silos di piazza Dante al palo

01 Luglio 2026 - 17:23
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Park sotterranei in centro: a Principe spunta la proposta di un privato, silos di piazza Dante al palo
piazza dante parcheggio park

Genova. Sono tecnicamenti “congelati” i due progetti per la realizzazione di grandi auto silos sotterranei in centro. Tra vincoli archeologici, incertezze burocratiche e veti del Tar sia l’ipotesi di piazza Acquaverde a Principe sia il più volte paventato park interrato di piazza Dante sono di fatto fermi al palo e il loro futuro appare decisamente incerto. A confermare questa situazione quanto emerso oggi pomeriggio durante il question time dedicato alla mobilità cittadina, con l’assessore Emilio Robotti che ha fatto il punto su diverse situazioni rimaste in sospeso. Tra queste, appunto, la questione legate alla realizzazioe di grandi park nelle zone nevralgiche del tessuto urbano del centro cittadino.

Terreno difficile a Principe

Per il progetto di piazza Acquaverde, il terreno è complesso. Nel vero senso della parola. La zona non è di proprietà comunale, bensì di Rfi, cosa che impone il rispetto di precise normative e autorizzazioni di legge. Su questo però gli uffici dell’urbanistica hanno confermato l’esistenza di un’istanza presentata da un soggetto privato, destinata ad essere affrontata prossimamente in una dedicata conferenza dei servizi.

I problemi però sono molteplici. In primis sull’area pendono rigide prescrizioni della Soprintendenza, legate all’alto rischio di ritrovamenti archeologici nel sottosuolo. Un’eventualità che rischierebbe di rallentare o bloccare i cantieri a tempo indeterminato, con iil rischio aggiunto che si arrivi ad un lavoro “fatto a metà, come successo con piazza Portello – ha sottolineato l’assessore Robotti – dove di fatto è stata riqualificato solamente una parte della piazza”. E poi la questione cantieri: in un momento in cui la città è già pesantemente congestionata dai cantieri per i quattro assi del trasporto pubblico, l’apertura di un ulteriore scavo così invasivo in una zona centrale desta forti preoccupazioni per la tenuta del traffico.

Enigma piazza Dante

Ancora più intricata e “nebulosa” appare la situazione legata all’oramai “stagionato” progetto dell’autorimessa interrata di Piazza Dante. In questo caso si parla di un mega silos privato inizialmente strutturato su 6 livelli, progettato per ospitare 400 posti moto e 330 posti auto. L’opera, come è noto, nel corso degli anni è scivolata in un vero e proprio limbo legale ed è ferma al 2022, anno in cui il Tar della Liguria ne ha disposto la sospensione per non conformità al Puc.

Nonostante successivi tentativi di rielaborazione e modifica del progetto, l’intervento rimane congelato. A bloccare qualsiasi ipotesi di ripartenza o di previsione sui tempi concorre una fitta rete di contenziosi legali e di criticità legate alla proprietà stessa delle aree interessate dallo scavo, rendendo l’intera operazione un enigma di difficile risoluzione per l’amministrazione.

Oltre ai problemi tecnici, per entrambi progetti, pesa anche la valutazione politica della attuale amministrazione, che, come ricordato dallo stesso Robotti, punta a superare la logica della passata amministrazione di predisporre nuovi parcheggi in centro, considerata ormai anacronistica rispetto ai trend europei. L’obiettivo dichiarato è smettere di progettare grandi park nel cuore della città, disincentivando l’ingresso dei mezzi privati nelle aree centrali già sature e congestionate per puntare ad una modalità dolce e sul trasporto pubblico. Tenuta dei conti permettendo.

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