Patrimoniale, Landini spaventa la Schlein: “Vogliamo 26 miliardi, se i 500mila ricchi non vogliono pagare lascino l’Italia”

Se lo dice lui che la tassa “patrimoniale” è una discussione “aperta in tutto il mondo e noi ne abbiamo bisogno”, c’è da non crederci, ovviamente. Ma il segretario della Cgil, Maurizio Landini, all’iniziativa ‘Legalità e appalti: la nuova direttiva europea, parlando della proposta di patrimoniale”, si sbilancia come non mai nel segno dei “ricchi che piangono”, respingendo l’idea che questa proposta possa far fuggire i capitali all’estero. In realtà, questa patrimoniale, già velatamente bocciata dalla Schlein e da Conte e che invece piace molto a sinistra, nel mondo non gode di grande salute. La applica la Svizzera, a livello cantonale e comunale sul patrimonio netto delle persone fisiche, la Norvegia, sopra determinate soglie, la Spagna e la Colombia mentre altri Paesi, come la Francia, i Paesi Bassi e il Belgio, l’hanno abolita per manifesta inutilità, così come Germania, Austria, Danimarca, Svezia, Finlandia e Lussemburgo. Ma Landini insiste: “Se ne parla in tutto il mondo”. Forse per abolirla. “La proposta di un contributo di solidarietà che abbiamo fatto riguarda 500 mila persone su 60 milioni. Con un contributo di solidarietà dell’1,2% si possono recuperare 26 miliardi da investire in scuola, sanità e politiche industriali”, aggiunge il sindacalista.
Patrimoniale, Landini semina il panico nel campo largo
Il leader della Cgil assume toni anche minacciosi nei confronti degli odiati ricchi. “Se ne vanno se pagano un contributo di solidarietà dell’1,2%? Vadano un po’ dove vogliono, ma siamo noi a garantire loro su sanità pubblica e scuola. Gliele paghiamo noi, perché siamo noi a pagare le tasse. Non pagano un cavolo sulle successioni. Il problema è che non se ne vanno quelli che non se ne possono andare. Allora, basta”. E poi ha aggiunto: “Se nel nostro Paese hai più del 50% che non va a votare, significa che metà Paese non si sente rappresentato e rischia di sentirsi da solo e questo elemento è collegato alle disuguaglianze, che è sotto gli occhi di tutti. Affrontare in modo radicale e netto una riforma fiscale che abbia un principio costituzionale ‘chi più ha più deve contribuire’. Questa cosa deve riguardare le renditi immobiliari, le rendite, i profitti”.
La reazione, nel centrodestra, è furente. “Il Segretario Cgil Landini ha dato l’ultimo benestare, per quanto la sua idea fosse nota da tempo: ok alla patrimoniale, pazienza se i capitali fuggono e il ceto medio viene colpito. Questa ennesima presa di posizione del leader sindacale che detta l’agenda al campo largo rende tutto chiaro e senza sfumature. Dopo Pd e Avs, dopo il ripensamento di Conte prima contrario all’imposta sui patrimoni e da ieri in fase di retromarcia, ormai l’allineamento a sinistra sul programma prende forma con un solo collante: ‘più tasse’. E sconcerta come una costituenda coalizione divisa su tutto, dalla politica estera a quella ambientale, si ritrovi solo nell’obiettivo di stangare gli italiani”, afferma il deputato e responsabile nazionale organizzazione di Forza Italia Francesco Battistoni.
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