La Gdf stana a Imola e mazzola 3 furbetti del fisco: scoperta una maxi frode da 6 milioni tra Svizzera e Caraibi

22 Giugno 2026 - 19:28
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La Gdf stana a Imola e mazzola 3 furbetti del fisco: scoperta una maxi frode da 6 milioni tra Svizzera e Caraibi

Stanati a Imola 3 furbetti dell’evasione fiscale e una maxi frode da oltre 6 mln di euro nascosti nei paradisi fiscali

Tra paradisi fiscali e furbetti del fisco e delle tasse nascosti nel limbo di escamotage che alla fine li spedisce direttamente nel girone infernale delle colpe fiscali da espiare secondo una legge del contrappasso che non ammette deroghe, ma commina sequestri e denunce. Ed è proprio su questa scia investigativa che i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno inferto un duro colpo alla grande evasione formato internazionale di esportazione nostrana. Le Fiamme Gialle della Compagnia di Imola hanno infatti individuato oltre 6 milioni di euro mai dichiarati al fisco, detenuti oltreconfine da tre contribuenti italiani residenti nel Nuovo Circondario Imolese.

La Gdf stana anonimi furbetti dell’evasione fiscale

L’attività è partita da un’analisi su larga scala delle banche dati in uso al Corpo. E fondamentale si è rivelato l’utilizzo dei dati del Crs (Common Reporting Standard), il sistema internazionale guidato dall’Ocse per lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra Paesi. L’operazione cioè è il frutto di un’accurata analisi incrociata delle banche dati e del suo incrocio con un sistema tecnologico avanzato per cui i finanzieri hanno tracciato con precisione chirurgica conti correnti e investimenti schermati in Svizzera, Stati Uniti e in noti paradisi fiscali come Bahamas e Antigua, riuscendo a risalire molto indietro nel tempo e arrivando al decennio compreso tra il 2015 e il 2024.

Scoperti a Imola oltre 6 mln di euro nascosti in paradisi fiscali

Così, proprio la ricerca sui capitali dirottati nei Caraibi ha fatto scattare la presunzione legale. E non essendo stata giustificata la provenienza del denaro, la legge ha imposto di considerare l’intero ammontare come reddito sottratto alla tassazione italiana. Spiega nel dettaglio dell’indagine l’Adnkronos: «Grazie a questi strumenti, le Fiamme Gialle hanno ricostruito l’esatta consistenza di conti correnti e investimenti finanziari oltreconfine. Sono stati così quantificati i redditi esteri accumulati sotto forma di dividendi, interessi e altri proventi lordi».

E ancora. «I controlli si sono concentrati su tre cittadini italiani. Tra il 2015 e il 2024, i tre hanno trasferito e mantenuto disponibilità finanziarie in Svizzera. Bahamas. Antigua e Stati Uniti, per oltre 6 milioni di euro. Omettendo di indicarle nel quadro sul monitoraggio fiscale della dichiarazione dei redditi».

Come la Gdf ha scoperto i conti esteri

Non solo. «Per uno dei contribuenti, che aveva trasferito capitali alle Bahamas e ad Antigua, è scattata la presunzione legale prevista per i Paesi considerati “paradisi fiscali“. Non essendo stata giustificata la provenienza del denaro, la normativa ha imposto di considerare tali somme come redditi sottratti interamente alla tassazione italiana». Pertanto, in conclusione, «il conto finale presentato dall’Erario ai tre evasori ha portato a recuperi a tassazione per 2 milioni di euro circa». A cui si aggiungono, peraltro, «ulteriori sanzioni per omesso monitoraggio. E per l’evasione nei paradisi fiscali per oltre 2,2 milioni di euro».

Dunque, il conto presentato dall’Erario ai tre evasori è pesantissimo. E il risultato raggiunto straordinario. Specie nella misura in cui dimostra come l’intelligenza investigativa e la cooperazione internazionale siano oggi armi letali per stanare chi pensa di poter aggirare le regole, a danno della collettività.

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