Paulo Fonseca torna a parlare di Milan: "Amorim accolto da Cardinale, io sono stato lasciato solo. Anch'io volevo fare un calcio dominante, ma non mi è stato dato il tempo"
L'allenatore portoghese, oggi al Lione, si toglie più di qualche sassolino nel ricordare la breve esperienza in rossonero
Torna a parlare e lo fa anche a proposito della sua brevissima esperienza alla guida del Milan Paulo Fonseca. Nell'intervista concessa al magazine de La Gazzetta dello Sport “Sportweek”, l'allenatore del Lione analizza ciò che non ha funzionato nei 5 mesi al timone della formazione rossonera, nella stagione 2024/2025, prima dell'avvento del connazionale Sergio Conceiçao, a sua volta allontanato al termine di una parentesi di breve durata. La recente rivoluzione tecnica varata dal patron Gerry Cardinale ha portato un nuovo allenatore portoghese, Rubén Amorim, alla guida del Milan e anche di questo Fonseca ha voluto parlare.
DELUSO DAL MILAN
“Sono deluso, sì, perché due anni fa venni chiamato per un motivo: cambiare lo stile di gioco della squadra. 'Vogliamo che il Milan diventi dominante, che abbia la palla e giochi nella metà campo avversaria', mi fu detto dal club. Perfetto, risposi, è la mia stessa idea di calcio. Ma la verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile. Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Vi sembrerò arrogante, ma io ero avviato su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina”, dice Fonseca togliendosi qualche sassolino dalla scarpa attraverso l'intervista su “Sportweek”.
LASCIATO SOLO
Fonseca ne ha un po' per tutti e si lamenta anche del diverso trattamento, in termini anche di protezione mediatica, riservato a lui rispetto ai primi giorni italiani di Amorim: “Ho visto che Amorim è arrivato a Milanello e c'era Cardinale in persona ad attenderlo. Quando arrivai io invece non c'era nessuno. Ero stato voluto per cambiare mentalità. Non mi hanno dato il tempo, ma abbiamo giocato tante belle partite. E dopo di me non è più successo”.
ATTACCO AI GIOCATORI
Infine Paulo Fonseca, nel suo sfogo dalle pagine di Sportweek, riporta a galla quello che è stato il suo complicato rapporto con alcune figure influenti dello spogliatoio del Milan. I suoi problemi iniziarono quando entrò in rotta di collisione per esempio con Theo Hernandez e Rafael Leao, esclusi in occasione della partita con la Lazio dell'agosto 2024 per la scarsa propensione difensiva mostrata nella precedente sfida persa a Parma e poi protagonisti del celebre “ammutinamento” in occasione del cooling break dell'Olimpico al momento del loro ingresso in campo. “In Italia spesso i giocatori pesano più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessuno è più grande del Milan”, aggiunge Fonseca.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)