Paulo Sousa: "Ecco quando la Juventus tornerà quella a cui siamo abituati. Vorrei allenare un club del genere"

21 Giugno 2026 - 11:39
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L'allenatore ha appena concluso la sua esperienza allo Shabab Al Ahli

Paulo Sousa, allenatore portoghese ex Fiorentina, Salernitana e nazionale della Polonia, che ha giocato in Serie A con Inter e Juventus, ha rilasciato a Tuttosport un'intervista a tinte bianconere trent'anni dopo la vittoria della Champions League:

"Il processo di rinnovamento della Juve è coinciso con il picco di altre squadre, creando un divario competitivo più ampio. Non tutti i club riescono a restare sempre al vertice, basta guardare lo United dopo l’addio di Ferguson. Serve una giusta struttura, una leadership carismatica e ambiziosa, un progetto ben definito, qualcosa che non sempre è compatibile con la pressione immediata dei risultati. Queste sono le condizioni affinché la Juventus possa tornare a ciò a cui ci ha abituati".

GLI EX COMPAGNI

"Per via della mia professione di allenatore e per i percorsi che la vita ci riserva, non conviviamo tanto quanto vorremmo. Ma una cosa è certa: vittorie di quella dimensione creano legami forti. Il rispetto che esiste tra tutti è la prova che eravamo, prima di tutto, un gruppo di uomini con l’obiettivo di vincere tutto. Con Luca è stata fin dall’inizio una relazione speciale. Chi avrebbe mai immaginato che avrebbe venduto il suo appartamento per comprarne un altro proprio accanto a quello dove vivevo io? Bussava quasi ogni giorno alla mia porta e passavamo ore a parlare di calcio. Era un leader carismatico, divertente, disciplinato e metodico, un attaccante moderno che ancora oggi farebbe la differenza. Un vero amico".

IL FUTURO

"Il Portogallo è il mio Paese, la mia patria, ma l’Italia è casa. Mi ha aiutato a crescere come calciatore professionista e come persona. Condivido con gli italiani il modo di vivere il calcio e la vita, mi mancano entrambe le cose. La Juventus è uno dei migliori club al mondo e ho avuto la fortuna di vincere con loro. Sono un allenatore di calcio professionista e so distinguere bene ogni cosa. Quello che so è che voglio allenare club e squadre che abbiano la stessa mentalità, ambizione e voglia di vincere titoli".

CONCEICAO E CHIESA

"Caratteristiche diverse, ma stessa ambizione di vincere. Federico ha una maggiore capacità di giocare vicino alla porta, spalle alla porta, con grande disponibilità a movimenti di rottura verticali e diagonali, ed è ossessionato dal segnare. Francisco possiede la stessa irriverenza competitiva, sta crescendo tatticamente, è fortissimo nell’uno contro uno da fermo e può cambiare qualsiasi partita".

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