Perché della polvere stellare radioattiva continua a piovere sulla Terra
Dopo aver scoperto una piccola quantità di atomi di plutonio nascosti sul fondo oceanico, gli scienziati si sono resi conto che della polvere stellare radioattiva continua a piovere sulla Terra. Questa pioggia potrebbe essere la conseguenza a un cataclisma cosmico avvenuto oltre 100 milioni di anni fa a seguito di una collisione di due stelle di neutroni.
Le croste ferromanganesifere, che si trovano a profondità comprese tra centinaia e migliaia di metri negli abissi marini, sono depositi minerali che costituiscono archivi geologici unici. Crescono millimetro dopo millimetro nel corso di milioni di anni, assorbendo e immagazzinando materiale dall’ambiente circostante, incluse minuscole quantità di isotopi radioattivi giunti fino a noi dallo spazio molto tempo fa.
Il fisico Anton Wallner, dell’Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf, che ha condotto le ricerche e lo studio, ha affermato: “I nostri risultati suggeriscono che il plutonio abbia avuto origine da esplosioni cosmiche molto rare, come quelle che si verificano durante la fusione di due stelle di neutroni o in supernove estremamente energetiche. Da allora, si è disperso in tutto il mezzo interstellare“.
“Due di questi eventi di fusione di stelle di neutroni sono stati osservati indipendentemente negli ultimi anni tramite la rilevazione di onde gravitazionali; tuttavia, entrambi si sono verificati molto al di fuori della nostra galassia. Il team è stato anche in grado di escludere spiegazioni alternative, tra cui la recente ipotesi della collisione del Sistema Solare con una densa nube interstellare“, si legge nello studio pubblicato recentemente.
La polvere stellare radioattiva sembra piovere ancora
Il dottor Michael Hotchkis, che ha effettuato le misurazioni presso il Centro per la Scienza degli Acceleratori dell’ANSTO sull’acceleratore Vega e coautore dell’articolo pubblicato recentemente, ha dichiarato: “L’assenza dell’isotopo radioattivo del curio Cm-247 (emivita di 16 milioni di anni), prodotto anch’esso nell’esplosione, ci indica che l’evento si è verificato molto tempo fa. Ma non più di circa un miliardo di anni fa, altrimenti anche il Pu-244 sarebbe irrilevante“.
Lo studio ha spiegato che dalla collisione avvenuta più di 100 milioni di anni fa sembra che continui a piovere sulla Terra polvere stellare radioattiva. Strumenti come quelli utilizzati dall’ANSTO permetteranno di raggiungere ulteriori risultati a supporto di obiettivi di non ploriferazione nucleare.
Avere a disposizione una tale capacità presso l’ANSTO fornisce all’Australia uno strumento all’avanguardia a livello mondiale, applicabile a diverse ricerche tecnologiche e scientifiche, tra cui il monitoraggio nucleare a supporto degli obiettivi di non proliferazione nucleare del governo australiano.
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