Perché i nanorobot magnetici potrebbero rivoluzionare la cura delle lesioni spinali

11 Giugno 2026 - 17:28
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Quando la medicina rigenerativa fa passi avanti è sempre una buona notizia, perché si riaccendono le speranze per molti, soprattutto quando si parla di problematiche invalidanti legate al midollo spinale. Sarebbe davvero un sogno poter riparare i danni in questa zona del corpo umano, da sempre considerata tra le più difficili da trattare a causa delle cicatrici che bloccano la ricrescita dei nervi.

Eppure, senza gridare al miracolo, qualche speranza potrebbe arrivare grazie all'intervento di milioni di piccoli robot infusi di cellule staminali. Si parla quindi di tecnologia che va oltre ogni umana immaginazione, che in realtà è già stata oggetto dei primi test di laboratorio. Per ora le prove sono avvenute solamente sui topi, ma i risultati sono stati sorprendenti e hanno mostrato che grazie a questa tecnica innovativa le prime cellule nervose ricominciano a connettersi in meno di un mese, traducendosi in un netto miglioramento dei movimenti.

Ma come funziona nello specifico? Questi minuscoli dispositivi, descritti in uno studio sulla rivista Nature Materials, misurano appena sei micrometri di larghezza, una dimensione inferiore persino a quella di un globulo rosso.


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