Pierluigi Collina risponde alle affermazioni di Trump: la difesa dell'arbitro Raphael Claus definito “molto sospetto” per il rosso a Balogun
Pierluigi Collina ha risposto con fermezza al presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo le sue dichiarazioni sull’integrità degli arbitri dei Mondiali.
Il leggendario ex arbitro italiano e ora presidente della Commissione Arbitri della FIFA, Pierluigi Collina, è intervenuto per difendere la reputazione del corpo arbitrale impegnato nel torneo dei Mondiali 2026 fra Stati Uniti, Messico e Canada e in particolare in difesa dell'arbitro brasiliano Raphael Claus, attaccato direttamente dal presidente Donald Trump per l'espulsione di Folarin Balogun che ha poi portato all'enorme caos mediatico che ha portato alla sospensione della squalifica.
Collina sostiene Claus: “una figura di grande valore”
L’arbitraggio dei Mondiali 2026 finisce sotto i riflettori della politica e la politica del calcio, direttamente interviene. Lo ha fatto Collina che ha difeso l’arbitro Claus, finito nella bufera per l’espulsione dell’attaccante Usa Folarin Balogun contro la Bosnia-Erzegovina, decisione che ha irritato la Casa Bianca.
In una nota ufficiale, Collina ha ribadito la posizione della FIFA: "La FIFA riconosce Raphael Claus come uno dei migliori arbitri al mondo e un membro di grande valore del Team One ai Mondiali FIFA. Nel corso della sua carriera, ha costantemente dimostrato i più alti standard di professionalità e integrità. È al suo secondo Mondiale, dopo Qatar 2022, ed è un arbitro esperto e molto rispettato, di cui abbiamo piena fiducia".
La critica di Trump
La polemica è nata dallo scontro tra Balogun e Tarik Muharemovic in cui con l'intervento del VAR il fallo è stato valutato da cartellino rosso per “grave scorrettezza di gioco". Da qui le chiamate di Trump verso il presidente Infantino che hanno portato poi l'organo indipendente disciplinare a sospendere la squalifica dell'attaccante USA (regolarmente sceso in campo contro il Belgio).
Nel suo intervento, Trump aveva messo in discussione le motivazioni e soprattuto il passato dell’arbitro, affermando: "Non era fallo: due atleti che andavano a tutta velocità e si sono urtati. Non puoi piantare il piede sull’altro. Erano solo due grandi atleti che si sono urtati. Questo arbitro è sospetto: se guardate il suo passato, capirete perché. Non voglio creare polemiche, ma se me lo chiederete vi dirò di più su di lui".
Politica e calcio si scontrano sulla scena mondiale
La sospensione senza precedenti della squalifica di Balogun ha permesso all’attaccante di giocare negli ottavi USA-Belgio, scatenando la frustrazione di tante componenti del mondo calcistico. Dalla federazione belga alla Uefa passando poi per le varie tifoserie rivali. L’intervento politico sul calcio ha provocato un terremoto nelle strutture direttive del torneo. Collina, già impegnato a supervisionare le recenti modifiche sulle regole arbitrali, si trova ora di fronte a una sfida diretta all’integrità del mondo arbitrale.
USA eliminati nonostante Balogun
Nonostante le manovre politiche e il ricorso vinto per far giocare il loro attaccante, gli Stati Uniti hanno chiuso i Mondiali con una cocente delusione. I co-organizzatori del torneo sono stati battuti 4-1 dal Belgio, rendendo quindi irrilevante tutta la querelle relativa alla sospensione della squalifica.
Le polemiche scatenate da Trump potrebbero però continuare, dato che la FIFA ora sta difendendo i propri arbitri. Anche se il torneo per gli Stati Uniti è finito, il dibattito sull’indipendenza degli organi giudiziari della FIFA resta aperto, soprattutto dopo che altre nazioni hanno citato il caso Balogun come precedente per i propri ricorsi.
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