Pina Picierno aderisce a Renew Europe e attacca Conte: “Condiziona Schlein”

08 Giugno 2026 - 11:46
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Pina Picierno aderisce a Renew Europe e attacca Conte: “Condiziona Schlein”

Pina Picierno ancora al centro della cronaca politica riguardante le opposizioni. La vicepresidente del Parlamento europeo, che ha lasciato il Partito democratico per passare nei Democratici Europei e confluire così in Renew Europe, ha rilasciato un’intervista a La Stampa e ha voluto precisare quello che è accaduto nei giorni scorsi.

“Intanto, forse con una battuta, non sono andata via io” dal Pd, “forse sono loro ad aver cambiato indirizzo. Ho contribuito a fondare quel partito, dopo essere stata leader dei giovani della Margherita. Il Partito democratico era nato per tenere insieme culture politiche diverse: quella liberale, quella cattolico-democratica e quella socialista. Lo sforzo era dare una casa ai riformisti italiani. Per un partito che ha scelto l’aggettivo democratico, il pluralismo era un elemento fondativo. Oggi, invece, sotto la segreteria Schlein, le differenze non sono più percepite come una ricchezza, ma come un problema”, ha dichiarato Picierno, che poi si è soffermata su Giuseppe Conte. Secondo la vicepresidente del Parlamento Ue, il leader pentasellato influenza “molto” la segretaria dem. “Questa è una delle ragioni per cui ho deciso di lasciare il Partito democratico“, ha aggiunto Picierno. “La forza del Movimento 5 Stelle non sta più tanto nel consenso elettorale, che oggi è molto inferiore rispetto al passato, quanto nella capacità di condizionare altre forze politiche che dovrebbero mantenere una linea chiara e coerente. Questo condizionamento esiste ed è profondo“.

“Per anni molti esponenti del Pd hanno ripetuto che mancava un’iniziativa diplomatica europea. Ma discutere dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea cos’è se non una grande iniziativa diplomatica? Integrare un Paese aggredito dall’imperialismo significa trasformare la solidarietà in una scelta concreta. Significa affermare che la risposta alla violenza del regime fascista di Putin non è la neutralità, ma è l’integrazione europea. Di fronte a questa prospettiva, invece, sono prevalsi i ‘ma’, i ‘forse’, i ‘vedremo’ e i ‘no’. Per me è inaccettabile. Non riesco a immaginare nulla di più progressista dell’integrazione europea come risposta alla violenza di un regime autocratico”. 

Marattin (Pld): “Bene la scelta di Picierno, fondare Spazio Pubblico”

“Io e tutto il Partito Liberaldemocratico accogliamo con piacere la decisione di Pina Picierno di fondare uno Spazio Pubblico contro i conservatorismi, i sovranismi e i populismi”, ha scritto sui social Luigi Marattin, deputato e Segretario del Partito Liberaldemocratico. “Noi non siamo mai stati per il ‘meno siamo meglio è’ per paura di perdere ‘centralità’ o presunta tale, ma abbiamo sempre auspicato la costruzione di un’offerta politica ampia, autorevole, contendibile e non proprietaria. Se Spazio Pubblico confermerà di essere alternativo al Campo Largo, sarà un piacere rimboccarci le maniche e costruire insieme“.

Gozi, benvenuta Picierno in Partito Democratico Europeo e Renew Europe

“Sono molto felice di dare la benvenuta a Pina Picierno nel Partito Democratico Europeo e nella nostra alleanza Renew Europe. Una scelta coerente e importante, che rafforza il nostro progetto e ha un forte valore politico e simbolico: la vicepresidente del Parlamento europeo, che ha contribuito alla costruzione del Partito Democratico italiano, oggi sceglie di proseguire il suo impegno con noi, Democratici europei”, ha affermato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del PDE. “In un tempo segnato da guerre, dura competizione globale, nuovi imperialismi e rivoluzioni tecnologiche, dobbiamo lavorare per promuovere anche in Italia una forza federalista europea, riformatrice e di governo, capace di coniugare libertà e innovazione, sicurezza e diritti, potenza e democrazia transnazionale”.

Secondo Gozi, l’adesione di Picierno “è la conferma che questo spazio politico cresce in tutta Europa: il PDE continua ad attrarre movimenti, energie, competenze e leadership che non si rassegnano alle derive populiste, ai nuovi nazionalismi e alle semplificazioni ideologiche. È la scelta di entrare in una comunità che unisce riformisti, democratici e liberali, con l’obiettivo di costruire un’Europa più potente e più democratica. Una storia, quella dei Democratici europei, che affonda le radici nell’intuizione di Romano Prodi, Francesco Rutelli e François Bayrou e che oggi dimostra ancor di più la lungimiranza dei suoi fondatori”. “Il PDE cresce perché sempre più donne e uomini comprendono che il futuro non si costruisce difendendo vecchi confini politici nazionali, ma battendoci per una vera indipendenza europea”, ha concluso Gozi.

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