Ponte Morandi, le prime prescrizioni nel 2032 ma in appello le condanne potrebbero essere ridotte

17 Luglio 2026 - 19:15
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Ponte Morandi, le prime prescrizioni nel 2032 ma in appello le condanne potrebbero essere ridotte
Crollo Ponte Morandi

Genova. Il giorno dopo la sentenza che ha condannato 32 ex vertici e dirigenti di Aspi, Spea e Mit per il crollo del ponte Morandi si comincia già a guardare alle prossime tappe del maxi processo. I giudici Paolo Lepri, Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori prenderanno 180 giorni per depositare le motivazioni. Da lì, grazie alla riforma Cartabia il processo d’appello dovrà essere fissato entro due anni.

Le prescrizioni degli omicidi aggravati e del crollo colposo

I 32 condannati in primo grado a partire da Giovanni Castellucci vedranno prescriversi i reati contestati tra il 7 aprile 2032 e il 14 febbraio 2036. Per l’ex ad, in particolare il reato di crollo colposo si prescriverà il 14 agosto 2033 e gli omicidi colposi aggravati il 14 febbraio 2036.

A differenza dei timori iniziali dovuti alla durata delle difficili indagini e del complesso dibattimento, le sentenze potrebbero arrivare in Cassazione prima della prescrizione dei reati.

I possibili sconti di pena in appello

Tuttavia in secondo grado, se cadessero le aggravanti degli omicidi (quella giuslavoristica è stata assorbita nella sentenza dall’aggravante stradale e poi dallo specifico reato di omicidio stradale introdotto nel 2016) si prescriverebbero tutti gli omicidi che dal punto di vista della pena significherebbe un taglio molto drastico all’ammontare delle condanne. Anche per questo la procura di Genova ha già annunciato che impugnerà la sentenza per veder riconosciute entrambi le aggravanti.

Esiste poi la possibilità, trattandosi si una sentenza di primo grado, che la Corte d’appello la ribalti completamente assolvendo gli imputati, ma sul punto al nono piano di palazzo di Giustizia non sembra al momento esserci troppa preoccupazione. L’impostazione dell’accusa che è stata accolta dai giudici è che esisteva in capo ai vertici e ai “responsabili” delle varie articolazioni di Autostrade per l’Italia, di Spea e del Mit a partire dagli anni Novanta il dovere di preoccuparsi di quella struttura futuristica ma anche molto delicata, ideata da Riccardo Morandi che aveva dato alcuni problemi in fase di costruzione. Ma quel ponte è crollato cinquant’anni dopo. Se fossero stati fatti controlli più accurati, se fossero stati colti alcuni segnali d’allarme e se non si fossero organizzate le aziende “al risparmio” anche in termini di personale, quel ponte sarebbe stato rinforzato molti anni prima e magari nel frattempo chiuso. Questo, in attesa delle motivazioni, sembra essere il senso della sentenza. E il principio della responsabilità di chi quelle aziende le gestiva è stato sancito in questi ultimi danni dalla Cassazione in vicende come quella sulla strage del bus di Avellino (per cui Castellucci sta scontando sei anni) e per la strage di Viareggio.

Infine le pene potrebbero essere tagliate – non in maniera drastica ma consentendo ad alcuni di evitare il carcere – grazie al ‘concordato in appello‘, una sorta di patteggiamento in secondo grado che consente uno sconto di pena fino a un sesto grazie a un accordo tra procura generale e difensori. Non tutti, ma alcuni degli imputati condannati a pene poco sopra ai quattro anni potrebbe approfittarne per accedere alle misure alternative

Le assoluzioni dai falsi e le conseguenze per il processo “bis”

Un’analisi a parte, ma certamente non slegata all’impostazione complessiva della sentenza riguarda i reati di falso per i quali tutti gli imputati sono stati assolti. Ad essere accusati dei falsi erano soprattutto tecnici e ispettori di Spea che avevano scritto o firmato i ‘report’ sullo stato del ponte. Tre i tipo di falso contestato.  Anzitutto le relazioni trimestrali, una sorta di sintesi dell’attività fatta dai responsabili della sicurezza di Spea che essendo però una sorta di documento interno non possono essere considerate dei falsi. Per questo gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste.

Poi ci sono i report trimestrali cartacei e digitali compilati dagli ispettori di Spea su ogni singola opera infrastrutturale, compreso appunto il ponte Morandi. Per i cartacei gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste in realtà la copia cartacea di questi report non è mai esistita, nonostante fosse prevista come procedura. Questo dato era emerso potentemente nel corso del processo, sollevato da alcuni legali, come Rinaldo Romanelli che difende tre degli ispettori imputati che sono stati tutti assolti. “Lo avevano segnalato ai giudici fin dall’inizio perché questi documenti cartacei non sono mai stati trovati e il corpo del reato ‘non c’era semplicemente perché gli ispettori caricavano i dati sul sistema ma poi non li stampavano per tenerne una copia in azienda”. Quegli stessi report, caricati sul server e inviati sia ad Aspi sia al Ministero erano contestati come falso anche “digitale”. Anche in questo caso c’è stata l’assoluzione ma perché “il fatto non costituisce reato”. “In questo caso secondo i giudici – prosegue Romanelli – è mancato l’elemento soggettivo. Questo significa che gli ispettori hanno compilato i report senza voler nascondere nulla, anche se nella procedura indicata dal manuale di Spea sui controlli c’era secondo i giudici qualcosa di sbagliato”.

 

Le assoluzioni in blocco per i falsi report potrebbero avere un’importante conseguenza sul processo noto come ‘Morandi bis’, incentrato sui presunti mancati controlli su gallerie e viadotti. In quel caso ad eccezione del crollo della Galleria Berté sulla A26 che miracolosamente non provocò né morti né feriti, i reati contestati sono tutti falsi. “In quel processo ci sono oltre sessanta imputati che rispondono di centinaia di falsi – ricorda Romanelli che nel processo bis assiste sei imputati – ma vorrei ricordare che lo stesso modello era adottato da Spea in tutta Italia e nessun’altra procura italiana in questi anni ha aperto fascicoli di questo genere”.

 

Tutte le condanne e le assoluzioni

Aspi – Dirigenti e tecnici dell’ufficio centrale

Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato, condannato a 12 anni (la richiesta della Procura era di 18 anni e 6 mesi)

Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni, condannato a 11 anni (richiesta di 15 anni e 6 mesi)

Paolo Berti, ex direttore centrale operations, condannato a 5 anni e 6 mesi (richiesta di 12 anni e 6 mesi)

Gabriele Camonilla, direttore tecnico dal 1970 al 2005, condannato a 6 anni (richiesta di 14 anni)

Mauro Malgarini, direttore dell’ufficio Manutenzione opere strutturali della rete autostradale dal 1998 al 2011, condannato a 7 anni (richiesta di 13 anni e 6 mesi).

Riccardo Mollo, ex direttore generale, condannato a 8 anni e 6 mesi (richiesta di 12 anni e 8 mesi)

Fulvio Di Taddeo, ex responsabile dell’ufficio Controllo e Rischi, condannato a 8 anni (richiesta di 12 anni)

Pierluigi Ceseri, ex direttore generale ed ex amministratore delegato, assolto (richiesta di 7 anni e 6 mesi)

Michele Santopolo, ex responsabile dell’ufficio di progettazione, sorveglianza e monitoraggio, assolto (richiesta di 5 anni)

Mario Bergamo, ex responsabile sicurezza e manutenzioni, condannato a 1 anno, 11 mesi 5 giorni (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Mariano Romagnolo, ex responsabile ufficio ponti e viadotti, condannato a 4 anni e 6 mesi (richiesta di 7 anni)

Luca Frazzica, ex responsabile ufficio coordinamento opere strutturali, assolto (richiesta di 6 anni e 9 mesi)

Matteo De Santis, ex responsabile all’interno dell’ufficio progettazione, sorveglianza e monitoraggio, condannato a 1 anno, 11 mesi 5 giorni (richiesta di 6 anni)

 

Aspi – Dirigenti e tecnici primo tronco di Genova

Igino Lai, direttore di tronco dal 94 al 96, assolto (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Nicola Spadavecchia, direttore di tronco dal 96 al 2001, assolto (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Agostino Chisari, direttore di tronco dal 2001 al 2003, assolto (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Giorgio Fabriani, direttore tronco dal 2003 al 2009, assolto (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Alessandro Melegari, direttore tronco dal 2010 al 2011, assolto (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Riccardo Rigacci, direttore di tronco dal 2011 al 2016, condannato a 4 anni e 6 mesi (richiesta di 6 anni e 6 mesi)

Stefano Marigliani, direttore di tronco dal 2016 al 2018, condannato a 4 anni 6 mesi (richiesta di 6 anni)

Aspi – Ufficio “Tecnica” primo tronco di Genova

Alessandro Natali, ex responsabile ufficio manutenzioni, assolto (richiesta di 3 anni 6 mesi)

Ugo Sartini, ex responsabile ufficio manutenzioni, assolto (richiesta di 3 anni e 6 mesi)

Paolo Agnese, ex responsabile ufficio “Tecnica”, condannato a 4 anni e 2 mesi (richiesta di 7 anni)

Marita Giordano, ex responsabile ufficio “Tecnica”, condannata a 4 anni e 2 mesi (richiesta di 6 anni)

Massimo Meliani, ex responsabile ufficio “Tecnica”, condannato a 7 anni (richiesta di 10 anni)

Paolo Strazzullo, ex responsabile dell’ufficio “Tecnica e Impianti”, condannato a 4 anni e 2 mesi (richiesta di 5 anni e 10 mesi)

Aspi – Ufficio “Esercizio” primo tronco di Genova

Michele Renzi, ex responsabile ufficio “Esercizio”, assolto (richiesta di 3 anni)

Dino Maselli, ex responsabile ufficio “Esercizio”, assolto (richiesta di 3 anni)

Federico Zanzarsi, ex responsabile ufficio “Esercizio”, assolto (richiesta di 3 anni)

Spea

Antonino Galatà, ex amministratore delegato, condannato a 5 anni e 6 mesi (richiesta di 7 anni)

Franco Rapino, ex amministratore delegato, assolto (richiesta di 7 anni e 6 mesi)

Giampaolo Nebbia, ex responsabile ufficio “funzione centrale servizi esercizio”, condannato a 8 anni e 8 mesi (richiesta di 9 anni e 6 mesi)

Marco Vezil, ex responsabile dell’ufficio tecnico di sorveglianza autostradale, condannato a 6 anni e 7 mesi (richiesta di 12 anni)

Emanuele De Angelis, ex tecnico dell’Ufficio Progettazione per l’Esercizio, condannato a 10 anni (richiesta di 13 anni)

Lucio Ferretti Torricelli, ex responsabile opere d’arte, condannato a 4 anni e 6 mesi (richiesta di 6 anni)

Maurizio Ceneri, ex responsabile dell’ufficio Collaudi e Controlli non distruttivi, condannato a 10 anni (richiesta di 13 anni)

Alberto Ascenzi, ex responsabile dell’ufficio Supporto tecnico alla sorveglianza, assolto (richiesta di 7 anni)

Carlo Casini, ex responsabile dell’ufficio tecnico di sorveglianza autostradale e della Sorveglianza, condannato a 5 anni (richiesta di 10 anni)

Serenna Allemanni, ex responsabile dell’ufficio tecnico di sorveglianza autostradale, condannata a 4 anni e 2 mesi (richiesta di 9 anni)

Fabio Sanetti, ex responsabile dell’ufficio tecnico di sorveglianza autostradale, assolto (richiesta di 6 anni e 6 mesi)

Antonino Valenti, ex responsabile dell’ufficio tecnico di sorveglianza autostradale, assolto (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Massimo Ruggeri, ex ispettore Ufficio Tecnico di Sorveglianza, assolto (richiesta di 2 anni, 4 mesi e 20 giorni)

Marco Trimboli, ex ispettore Ufficio Tecnico di Sorveglianza, assolto (richiesta di 6 anni e 6 mesi)

Giorgio Melandri (ex ispettore Ufficio Tecnico di Sorveglianza, assolto (come richiesto dalla Procura)

Ministero Infrastrutture-Anas

Mauro Coletta, ex direttore generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali, condannato a 5 anni (richiesta di 10 anni)

Vincenzo Cinelli, ex direttore generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali, assolto (richiesta di 3 anni)

Michele Franzese, ex responsabile della Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione, condannato a 1 anno, 11 mesi e 5 giorni (richiesta di 4 anni e 6 mesi)

Bruno Santoro, ex responsabile della Vigilanza tecnica e operativa della rete autostradale in concessione, assolto (richiesta di 3 anni)

Carmine Testa, ex responsabile dell’Ufficio ispettivo territoriale di Genova, condannato a 4 anni e 2 mesi (richiesta di 9 anni)

Roberto Ferrazza, ex provveditore alle opere pubbliche, assolto (richiesta di 4 anni)

Salvatore Buonaccorso, ingegnere esterno, condannato a 1 anno, 11 mesi e 5 giorni (richiesta di 4 anni)

Mario Servetto, ingegnere esterno, assolto (richiesta di 3 anni)

Giuseppe Sisca, ingegnere esterno, assolto (richiesta di 3 anni)

Antonio Brencich, docente ed ingegnere esterno, condannato a 4 anni e 2 mesi (richiesta di 8 anni)

Giovanni Proietti, ex dirigente della divisione 4 della Direzione Generale Vigilanza Concessioni Autostradali, assolto (richiesta di 3 anni e 9 mesi)

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