Presentata a Roma Anima Mediterranea l’esposizione su Renato Guttuso
Roma, 13 ott. (askanews) – Presentata questa mattina, al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, la mostra Renato Guttuso. Anima mediterranea, l’antologica che riporta il maestro siciliano nella Capitale a oltre dieci anni dall’ultima retrospettiva romana e a 40 anni dalla morte. La rassegna, che aprirà al pubblico dal 17 ottobre e curata da Vittorio Sgarbi e Marina Giordano, è prodotta dalla società Navigare, nell’ambito di un’iniziativa culturale del Ministero della Difesa – Difesa Servizi SpA, con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Siciliana.
Una nota di Vittorio Sgarbi, rilasciata dal suo ufficio stampa Nino Ippolito presente all’inaugurazione, ha sottolineato il lavoro del curatore nelle fasi preparatorie dell’esposizione: “Vittorio Sgarbi ha creduto in questa mostra. E la sua genesi è coincisa, nei mesi scorsi, con il suo ritorno in pubblico. Nelle settimane passate tra la Maremma e il Salento si è molto adoperato perché arrivassero le opere di collezioni pubbliche e private. E alcune anche poco conosciute ai più, come “La Notte di Gibellina” del 1970, in ricordo della grande fiaccolata di solidarietà, di cittadini e intellettuali, per i terremotati del Belìce: una scelta che Vittorio ha pensato anche come omaggio alla cittadina siciliana designata “Capitale italiana 2026 dell’arte contemporanea”. Siamo fiduciosi che presto Vittorio possa venire a vedere questa mostra alla quale, pur tra i difficili momenti che ha vissuto e sta vivendo, ha dato un contributo fondamentale”.
Un appuntamento di rilievo per Roma, dove Guttuso (Bagheria, 26 dicembre 1911 – Roma, 18 gennaio 1987) visse e lavorò dal 1937 fino alla morte: approdo di quella che Ezio Pagano, gallerista e amico dell’artista e curatore del progetto scientifico della mostra Renato Guttuso: 12 tappe tra arte, vita e storia, ha definito «una lunga traversata» tra la terra natia sicula e la Roma dell’impegno politico e intellettuale. Il percorso espositivo riunisce circa 60 opere tra oli, disegni, acquerelli e incisioni dagli anni Trenta agli Ottanta, provenienti in gran parte da collezioni private, tra cui Giuseppe Iannaccone, Lino Mezzacane e Leonardo La Rocca, e da istituzioni pubbliche come il Mart di Trento e Rovereto, la Fondazione Sicilia e la Banca d’Italia. La mostra è articolata in cinque sezioni tematiche – Volti; Sicilia; Natura viva, nature morte; Artista e società; Il femminile – che restituiscono una ricerca capace di intrecciare vita privata, identità e impegno civile, in dialogo con i grandi maestri del passato, da Antonello da Messina a Caravaggio, da Ingres a van Gogh, da Picasso a Grosz.
“La mostra sintetizza lo spirito più profondo di Renato Guttuso – ha dichiarato la curatrice Marina Giordano – che sa passare dall’autobiografia ai valori universali come: la vita, la morte, la memoria, il ricordo, il rapporto con la storia, il rapporto con le cose che raccontano di sé, ma raccontano un po’ di tutti noi. Ma anche il rapporto con la natura, la natura bagherese e quella di Varese, dove abitò per un lungo periodo, e poi la realtà urbana di Roma, e ancora il rapporto con la società, il rapporto col femminile. Insomma, è una mostra molto densa che attraverso cinque sezioni ci accompagna in quei topoi della pittura guttusiana che affascinano sempre perché sono davvero senza tempo”.
Nella sezione Volti, agli autoritratti si affiancano i ritratti della moglie Mimise, del dirigente comunista Mario Alicata e di altri, fino al Ritratto postumo di Kafka, immagine “di invenzione” basata su fotografie d’epoca, e al Sorriso dell’ignoto marinaio, acquaforte omaggio al Ritratto di ignoto marinaio di Antonello da Messina, per il romanzo storico di Vincenzo Consolo. Il legame con la terra natale attraversa la sezione Sicilia, dove spiccano lo Studio per La Vucciria del 1974, preparatorio al celebre dipinto, e la monumentale Eruzione dell’Etna. Alla sezione Natura viva, nature morte appartengono, tra gli altri, Natura morta con garofani e frutta, tra le prime di Guttuso, e Pannocchia di granturco, La finestra blu e i Fichi d’India, insieme ai paesaggi di Tivoli e di Varese, e alla litografia a colori I girasoli, omaggio a van Gogh. La sezione Artista e società raccoglie le opere di più aperto impegno civile: dal monumentale dipinto Pesca del pesce spada al crudo Massacro degli agnelli, dalla Marcia di contadini nel feudo, dedicata alle lotte per la riforma agraria, al celebre La notte di Gibellina, ispirato al terremoto del Belice del 1968, fino all’acquaforte Omaggio a Picasso – Colombe. Infine, Il femminile esplora il corpo e la figura della donna, dalla drammatica Donna che grida alla sensuale Ragazza bionda su poltrona nera.
A sottolineare, inoltre, l’importanza della rassegna, anche i numerosi patrocini: del Ministero della Difesa, del Ministero del Turismo, della Regione Lazio e Roma Capitale, della Presidenza ARS – Assemblea Regionale Sicilia, degli Assessorati regionali ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, del Comune di Bagheria con i musei: Museo Renato Guttuso e Museum, del Comune di Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 – MAC Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”.
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