Priolo, il Tar respinge il ricorso: valido lo scioglimento del Consiglio comunale
Il Tar di Catania ha respinto il ricorso presentato da sei consiglieri comunali di Priolo Gargallo contro lo scioglimento del Consiglio comunale disposto dalla Regione Siciliana dopo la mancata approvazione del Documento unico di programmazione 2026-2028. A presentare il ricorso erano stati Patrizia Arangio, Mariangela Musumeci, Emanuele Pinnisi, Generosa Scuotto, Diego Giarratana e Giuseppina Valenti.
La sentenza conferma così la validità del decreto con cui il presidente della Regione aveva sciolto l’assise cittadina e nominato un commissario straordinario per l’esercizio delle funzioni del Consiglio fino al rinnovo naturale degli organi comunali. I consiglieri avevano impugnato la deliberazione del 23 febbraio con cui il Dup non era stato approvato, il successivo decreto di scioglimento del Consiglio e gli atti adottati dal commissario ad acta per l’approvazione dei documenti contabili. Al centro del contenzioso c’erano le modalità con cui si era svolta la votazione sul Dup e, in particolare, la presenza del numero legale durante la seduta.
Secondo i ricorrenti, la votazione sarebbe stata condotta attraverso un sistema non conforme al regolamento consiliare, con una combinazione tra voto per alzata e seduta e appello nominale. Inoltre, al momento conclusivo della votazione sarebbero stati presenti soltanto otto consiglieri, uno in meno rispetto al quorum necessario. Il Tar ha però ritenuto infondate entrambe le contestazioni.
Quanto alle modalità di voto, i giudici hanno osservato che le eventuali irregolarità procedurali non avrebbero comunque inciso sul risultato finale. La proposta sul Dup risultava infatti non approvata con otto voti contrari e un’astensione, senza che fosse stata dimostrata un’alterazione concreta della volontà espressa dai consiglieri.
Sul numero legale, il Tribunale ha attribuito valore prevalente al verbale ufficiale della seduta, sottoscritto dal presidente del Consiglio comunale e dal segretario generale. Dal documento risulta che il quorum sia venuto meno soltanto dopo la conclusione della votazione. I ricorrenti avevano depositato anche la registrazione video della seduta, sostenendo che le immagini dimostrassero una diversa ricostruzione dei fatti. Il Tar ha tuttavia chiarito che il verbale del Consiglio comunale è un atto pubblico e fa piena prova fino a querela di falso. In assenza di tale giudizio, la videoregistrazione, anche se istituzionale, non può superare quanto attestato formalmente nel verbale.
Cadute le contestazioni sulla deliberazione del 23 febbraio, il Tar ha escluso anche l’illegittimità degli atti successivi: l’approvazione sostitutiva del Dup e del bilancio da parte del commissario ad acta e il decreto regionale di scioglimento del Consiglio comunale. Il ricorso è stato quindi respinto integralmente. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Il sindaco Pippo Gianni intende esprimere un vivo ringraziamento al presidente del Consiglio comunale per la costante fermezza, il rigore istituzionale e l’imparzialità dimostrati alla guida dell’aula: “Nonostante i ripetuti tentativi della minoranza di creare disordini, provocazioni e caos nel corso delle sedute, con il chiaro intento di paralizzare i lavori d’aula, la Presidenza ha sempre garantito il rispetto della legge, dei regolamenti e delle procedure. La pronuncia del Tribunale Amministrativo rende oggi il giusto merito a chi ha operato unicamente a tutela delle Istituzioni e della comunità. L’Amministrazione Comunale prosegue con immutata serietà e determinazione il proprio mandato istituzionale, concentrando ogni energia sui progetti, sui servizi e sul futuro di Priolo Gargallo”.
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