Processo Hydra, Caritas e Acli solidali con i magistrati minacciati

17 Giugno 2026 - 15:12
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Processo Hydra, Caritas e Acli solidali con i magistrati minacciati
Don Massimo MapelliDon Massimo Mapelli

Ci saranno anche la Caritas ambrosiana e le Acli milanesi, insieme a circa trenta altre associazioni, nella mattinata del 18 giugno, a partire dalle 8.45 al presidio davanti all’aula bunker di San Vittore, in piazza Filangieri a Milano, prima della quarta udienza del processo Hydra sulla rete delle mafie in Lombardia.

Minacce non nuove

La mobilitazione è nata per manifestare solidarietà ai Pm titolari dell’inchiesta, Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, dopo che nelle ultime settimane le testimonianze di due collaboratori di giustizia hanno fatto emergere esplicite minacce di morte nei confronti di Cerreti: «Quella deve saltare in aria», sarebbe stato detto in ambienti del sistema criminale lombardo. Minacce non nuove nei confronti dei magistrati e della Procura di Milano, a drammatica riprova della persistenza della presenza mafiosa anche nel territorio lombardo e, dunque, dell’importanza del processo Hydra, frutto di un’inchiesta che negli ultimi anni ha portato alla luce – già con 62 condanne in primo grado nello scorso gennaio, per gli imputati che avevano chiesto il rito abbreviato – l’esistenza di un vero e proprio patto di collaborazione in Lombardia tra Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra. Un processo che dunque obbliga a guardare alla presenza mafiosa in Lombardia come un vero e proprio sistema, e non soltanto come risultato della presenza, seppur radicata, di singole famiglie criminali.

Mapelli: «Csm, una decisione che stupisce»

Anche la società civile è dunque mobilitata in modo corale, come sottolinea don Massimo Mapelli, responsabile di Caritas per la Zona VI e da anni animatore dell’impegno per la legalità sul territorio (a partire dalla Libera Masseria di Cisliano): «Insieme a tante altre realtà associative ci siamo costituiti in una rete che chiamiamo Assemblea antimafiosa, e stiamo già presidiando tutte le udienze del processo Hydra – ricorda -. Ci saremo sia per l’importanza di questo procedimento, sia, in questa occasione, per dire ai magistrati che non sono soli. Proprio la decisione presa dal Csm in questi giorni di non riconoscere Milano tra i territori ad alta densità mafiosa rischia di lasciare ancora più esposti i magistrati e lascia stupiti se si considera che proprio il processo Hydra racconta in realtà il contrario».

Da don Mapelli, dunque, anche la richiesta che il sindaco di Milano Sala – che attraverso una nota di Palazzo Marino ha già espresso la propria solidarietà ai Pm minacciati, e che ha costituito la Città metropolitana parte civile nel processo Hydra – faccia sentire la sua voce su questa valutazione del Csm, che sembrerebbe abbassare i riflettori sulla criminalità organizzate in Lombardia. Mentre, sottolinea l’associazione Libera, nel «Nord Italia la presenza criminale si manifesta attraverso modalità meno visibili, ma non per questo meno incisive».

Infine, don Mapelli rivolge un appello anche a tutta la comunità ambrosiana perché si senta coinvolta in questa battaglia: «Dal processo Hydra emerge che questi fenomeni sono presenti proprio là dove abbiamo le nostre parrocchie, le nostre comunità».

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