Quali sono i migliori filtri solari per la tua pelle?
Quando si parla di sole e protezione ci si chiede sempre quali sono i filtri migliori. Ma soprattutto, come si sceglie il filtro solare in base al tipo pelle? Trovare la giusta protezione solare infatti, è il modo migliore per riuscire ad utilizzarla ogni giorno dell’anno e non solo nel momento in cui il sole inizia a splendere nell’alto dei cieli.
Perché ricordiamolo, il danno solare si accumula nel corso del tempo e non solo quando ci si espone in estate in spiaggia. Usare una crema con protezione solare aiuta a prevenire i segni dell’invecchiamento, ma anche (e soprattutto) la comparsa di melanomi e tumori cutanei. Ed è qui che la formula della crema solare gioca un ruolo fondamentale: se risulta troppo pesante o troppo unta sulla pelle si è poco invogliati ad applicarla e ri-applicarla con costanza, ma un formula leggera ed efficace aiuta a trasformare la prevenzione in un’abitudine. Ma quindi quali sono i filtri migliori per ogni tipo di pelle?
Personalmente odio le creme solari che lasciano l’alone bianco, che non si assorbono bene e che impastano il trucco. Ma soprattutto, per me che ho la pelle delicata e reattiva, ce ne sono alcune che mi irritano la pelle, tanto che sento quasi bruciore nel momento in cui le applico.
Sole protezione: qual è la differenza tra filtri solari chimici e minerali?
Partiamo dal presupposto che trovare la protezione solare giusta per la propria pelle è un po’ fortuna e un po’ doversi rassegnare a qualche trial and error. Come con i fidanzati insomma. E non è detto che una crema solare che abbiamo amato per anni sia per sempre: in questo caso non bisogna aver paura a lasciar andare e cercare qualcosa di nuovo.

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«I filtri UV si dividono principalmente in due grandi categorie: filtri minerali e filtri chimici (più correttamente definiti filtri organici). Entrambi hanno lo stesso obiettivo, ovvero proteggere la pelle dai raggi UV, ma funzionano in modo diverso e offrono esperienze sensoriali differenti», spiega Ilenia Gebennini, co-founder e Product Manager di Darling.
«I filtri minerali aiutano principalmente a riflettere e disperdere parte dei raggi UV creando una barriera protettiva sulla superficie della pelle. Poiché questi ingredienti hanno naturalmente un colore bianco, possono lasciare più facilmente una patina visibile sulla pelle, soprattutto sulle carnagioni più scure o nelle formule ad alta protezione», continua l’esperta.
«I filtri chimici, invece, assorbono l’energia dei raggi UV prima che possa danneggiare la pelle e la trasformano in una quantità minima di energia non dannosa, come il calore. I filtri solari di nuova generazione hanno oggi raggiunto livelli molto avanzati di performance e tollerabilità: permettono texture più leggere, trasparenti e cosmeticamente eleganti, con una protezione sole molto stabile e uniforme. Negli ultimi anni sono inoltre stati sviluppati filtri innovativi che combinano meccanismi di assorbimento, riflessione e dispersione dei raggi UV, migliorando ulteriormente fotostabilità, comfort e tollerabilità cutanea. È proprio grazie a queste tecnologie che oggi esistono SPF sempre più leggeri, invisibili e piacevoli da utilizzare quotidianamente.
Come riconoscere i filtri solari nell’INCI
«Riconoscere i filtri minerali nell’INCI è abbastanza semplice, perché compaiono con nomi molto riconoscibili come Zinc Oxide e Titanium Dioxide», spiega Gebennini.
«I filtri chimici sono invece numerosi e hanno nomi più tecnici, spesso difficili da identificare per il consumatore. Tra i più utilizzati nelle formule moderne troviamo ingredienti con denominazioni lunghe e scientifiche, spesso contenenti termini come Triazine, Salicylate o Benzoate. In generale, nei prodotti SPF i filtri UV tendono a comparire nella prima parte dell’INCI, perché devono essere presenti in quantità sufficienti per garantire la protezione dichiarata. Tuttavia non è corretto valutare una crema solare solo leggendo la posizione dei filtri nella lista ingredienti: ciò che conta davvero è l’equilibrio complessivo della formula e il sistema filtrante complessivo scelto dal laboratorio. Oggi, inoltre, molte formule combinano diversi filtri UV per ottenere una protezione più ampia, stabile e piacevole».
Sole protezione: perché la crema solare unge
Ma se la crema solare viso risulta troppo unta, pesante e fa fatica ad assorbirsi, è colpa della pelle? Questa è una delle questioni che si sollevano più frequentemente.
« Molto spesso è una questione di formula, più che di tipo di pelle. Esattamente come nella skincare, anche nel mondo SPF è fondamentale trovare il prodotto giusto per le proprie esigenze», chiarisce l’esperta.
«Oggi il mercato offre texture molto diverse tra loro: fluidi ultra-leggeri, gel cream, sieri, stick invisibili, mist e creme più ricche. Una persona che in passato ha provato un SPF pesante o occlusivo potrebbe semplicemente non aver trovato la texture adatta a sé».
«In generale, le formule basate prevalentemente su filtri chimici di nuova generazione tendono ad essere più leggere, trasparenti e sensorialmente piacevoli rispetto alle formule minerali. Questo perché i filtri minerali possono rendere la texture più corposa e visibile sulla pelle, mentre i filtri chimici si integrano più facilmente nella formula, permettendo finish più invisibili e meno pesanti».
«La sensazione di untuosità dipende però anche dall’intera struttura della formula. Alcuni SPF contengono componenti lipidiche più ricche o oli emollienti pensati per migliorare comfort e resistenza, che possono risultare più percepibili su alcune pelli. Al contrario, formule moderne ben bilanciate riescono oggi a essere altamente protettive ma quasi impercettibili sulla pelle. Formulare SPF piacevoli oggi è assolutamente possibile, ma richiede moltissima ricerca e sperimentazione».
Creme solari per ogni pelle
« Più che il tipo di filtro UV utilizzato, ciò che determina se un SPF è adatto a una certa pelle è l’intera architettura della formula. In passato si tendeva a consigliare filtri minerali alle pelli sensibili, ma oggi i filtri chimici di nuova generazione sono molto più tollerabili, fotostabili e performanti rispetto al passato e possono essere perfettamente adatti anche a pelli sensibili o reattive».
«La compatibilità del filtro solare con un tipo di pelle dipende soprattutto dalla texture, dalla quantità di componenti lipidiche, dagli ingredienti skincare presenti nella formula e dal finish finale del prodotto. Una pelle grassa o acneica, ad esempio, tende generalmente a preferire texture fluide, gel o sierose, con finish leggero e ingredienti riequilibranti. Una pelle secca può invece trovarsi meglio con formule più nutrienti e confortevoli, ricche di ingredienti umettanti ed emollienti. Anche il formato può fare la differenza. Gli stick sole protezione aggiuntiva sono pratici per il ritocco, le mist per la riapplicare durante la giornata, mentre fluidi e gel cream sono i preferiti nell’uso urbano quotidiano sotto il make-up».
Crema solare viso non solo sole protezione, ma skincare
Oggi le creme solari viso non sono più dei semplici sunblock. Oltre ai filtri solari infatti, contengono ingredienti idratanti, lenitivi e antiossidanti che ne fanno delle vere e proprie formule di skincare.
«Per una pelle disidratata possono essere utili ingredienti come acido ialuronico, glicerina, betaglucani o pantenolo, che aiutano a trattenere l’idratazione e supportare la barriera cutanea. Per pelli sensibili o stressate sono molto interessanti ingredienti lenitivi e protettivi come ectoina, centella asiatica o allantoina, che aiutano a ridurre rossori e sensazione di discomfort causati da sole e stress ambientali. Chi ha una pelle tendente a macchie o colorito spento può invece orientarsi verso formule contenenti niacinamide o vitamina C, ingredienti molto apprezzati per la loro azione illuminante e uniformante».
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