Quando l’informazione locale alimenta le sindromi Nimby: Legambiente sull’eolico a Santa Luce, Fauglia Orciano Pisano e Crespina Lorenzana

27 Luglio 2026 - 17:05
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Quando l’informazione locale alimenta le sindromi Nimby: Legambiente sull’eolico a Santa Luce, Fauglia Orciano Pisano e Crespina Lorenzana

In riferimento all’articolo pubblicato ieri da Il Tirreno nella versione online. Premesso che non conosciamo il progetto in questione perché ancora non accessibile (quindi potremmo alla fine essere molto critici con alcune sue parti o con il tutto), analizzando quello che la stampa e le amministrazioni locali dicono, chiediamo che la discussione possa essere allargata anche a posizioni come le nostre che da tanti anni cerchiamo di coniugare la necessità che, a parole, tutti condividono, di accelerare la transizione energetica, con il ricorso alle buone pratiche, a una progettazione intelligente ma anche con un'informazione scientificamente corretta dei cittadini.

Il Tirreno potrebbe farsi promotore di un dibattito su questi temi dando spazio in egual misura alle varie posizioni in campo. Siamo convinti che questi temi siano troppo seri per poterli aggiungere alla lista di quelli usati troppo spesso ai fini di consenso elettorale, perché oltrepassano sicuramente gli interessi di parte ma riguardano il destino nostro e dei nostri figli.

Perplessità rispetto alla procedura democratica:

  • Il progetto non è al momento ancora pubblico: solo le amministrazioni locali lo hanno potuto vedere, quindi i cittadini ne sanno solo ben poco, tutte cose riportate a voce da alcuni amministratori locali, mentre nessun cittadino o associazione ha potuto visionare il progetto e darne una valutazione.
  • Sul sito del MASE risulta un progetto presentato a dicembre, ma la procedura è stata “Archiviata”, che potrebbe voler dire che verrà ripresentato un progetto modificato, ma al momento il progetto qui non è visibile.
  • Ci sono state tre assemblee pubbliche indette da alcuni comuni interessati dove alcuni amministratori hanno illustrato aspetti del progetto focalizzando solo sui problemi che a loro avviso sono presenti. Ovviamente si sono dichiarati favorevoli alla transizione energetica green, ma…

Perplessità rispetto ai contenuti dell’articolo:

  • Dopo aver ribadito la condivisione della necessaria transizione energetica green, si portano una serie di argomentazioni contrarie che stroncano il progetto (che solo gli amministratori pubblici conoscono), per cui si cade in modo evidente nella classica sindrome NIMBY (Not in My Back Yard, non nel mio giardino)
  • Intanto si tace su molti aspetti fondamentali per vita e la stessa sopravvivenza della nostra specie, a causa dell’attuale sistema basato sulle fonti fossili: 
    • le guerre per il controllo delle risorse, petrolio e gas per prime, che sono sotto l’occhio di tutti e stanno producendo danni di ogni tipo, anche economici,
    • la dipendenza da altri stati per l’approvvigionamento energetico,
    • il costo delle bollette in Italia più alto che nella media europea, in particolare rispetto alla Spagna, a causa del troppo utilizzo del gas e della minore diffusione delle energie rinnovabili. Mentre ARERA vuole superare il PUN (prezzo unico nazionale) introdurre le bollette zonali per premiare le zone del paese più virtuose, cioè quelle che consumano meno gas perché hanno installato più impianti di energia rinnovabile,
    • la crisi climatica evidente, con il limite di 1.5 °C di aumento della temperatura media, fissato come obbiettivo invalicabile dall’accordo di Parigi, già superato, con ondate di calore mai viste, eventi estremi in aumento, incendi che stanno divorando foreste in Italia, Spagna, Francia, Canada, bombe d’acqua, grandine pericolosa e distruttiva con danni all’agricoltura (vedi frutteti in Emilia, penetrazione del cuneo salino per molti Km alla foce del Po), siccità ed alluvioni, sconvolgimento della vita di tutte le persone, aumento dei morti (OMS parla di 200.000 morti in più in Europa negli ultimi 4 anni). Paesaggio aggredito da questi eventi che nei prossimi anni si prevede avrà cambiamenti ancora più pesanti.
    • La scienza ci dice che l’unica difesa contro tutti questi eventi negativi è realizzare una rapida transizione energetica green, con solare, agrivoltaico ed eolico, oltre a risparmio ed efficienza energetica e un cambio negli stili di vita e di consumo.
  • Ecco qui le critiche al progetto eolico come riportate da Il Tirreno:
    • Business e denaro per pochi:
      • Chi produce energia: gas, petrolio, carbone, nucleare, etc, lo fa perché guadagna, non si capisce perché con le rinnovabili faccia scandalo.
      • Per pochi? Questo è da dimostrare, non si sa cosa preveda il progetto come compensazioni, comunque la legge regionale toscana in discussione prevede per impianti di queste dimensioni il 4% degli utili annui vada in parte alle comunità locali (3%) e 1% a livello regionale. Siccome il vicesindaco di Crespina Lorenzana parlava di utili di circa 22 milioni di euro annui di utili, il 3% annuo non sarebbe una cifra da poco.
    • Paesaggio rovinato dall’eolico? Proviamo ad allargare la visuale di tutto quello che è connesso col paesaggio. Intanto dobbiamo dire che il paesaggio è in continuo cambiamento da sempre (prima di 10.000 anni fa qui avevamo la foresta primaria o savane e acquitrini, poi l’agricoltura ha modellato tutto per proprie esigenze, eliminando in modo drastico foreste, zone umide, etc). Recentemente i cambiamenti del paesaggio sono dovuti alle ondate di calore, bombe d’acqua e altri eventi estremi che stanno comportando, aridità dei suoli, erosione, etc, oltre che causati dall’impatto di un’agricoltura industriale (ancora prevalente nelle nostre zone) che fa perdere fertilità ai suoli e li rende sterili e fragili. Ci son altre cose da dire, ma al momento su questo mi fermo qui.
    • Turismo a rischio? Non mi risulta che a Chianni, Santa Luce o Casciana sia calato il turismo a causa dei due impianti eolici presenti da vari anni, quindi andrebbe dimostrato. C’è una pubblicazione di Legambiente sull’influsso positivo di diversi parchi eolici in Italia https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/Guida-Parchi-del-Vento-2025.pdf
    • Vivibilità delle famiglie compromessa? Non si capisce cosa significhi!
    • Non coinvolti imprenditori locali o toscani? È vero, ma se lo avessero proposto degli imprenditori toscani cosa sarebbe cambiato per tutte le critiche verso il progetto di eolico? Forse si vuole intendere impatto sul lavoro? L’occupazione aggiuntiva, oltre che per costruzione (in fabbrica), c’è per l’installazione e la manutenzione. Questa ci sarà senz’altro e sarà significativa rispetto alle fonti fossili con cui va sempre fatto il confronto.
    • Multinazionale olandese? Può darsi, ma quando compriamo il gas (GNL dagli USA) o la benzina o gasolio (paesi arabi) o un’auto, un cellulare, non ci facciamo tanti problemi!
    • La popolazione protesta contro l’impianto eolico? Al momento non è la popolazione, almeno quella faugliese, a protestare, ma alcuni sindaci e un gruppo di persone riunite in comitato. Ci vorrebbe più informazione e più comunicazione tra amministratori e cittadini!
    • Minaccia alla tutela dei valori ambientali? Quali? Andrebbe spiegato, non dato per scontato.
    • Tutelare valori del paesaggio? Come detto sopra qui si intende il paesaggio in modo riduttivo, solo la parte visiva, ignorando tutte le interconnessioni sociali, economiche e ambientali sottese all’idea di paesaggio che sono l’essenza per la stessa possibilità di vita delle comunità. E la parte visiva sta cambiando sotto i nostri occhi, aggredita dal cambiamento climatico.
    • Tutelare agricoltura? L’eolico non ha un forte impatto sull’agricoltura:
      • gli elettrodotti non influiscono sull’agricoltura, eventualmente possono essere in parte interrati, anche su richiesta (certamente costa di più, ma potrebbe essere una richiesta in fase autorizzativa di VIA, valutazione di impatto ambientale),
      • se le strade già ci sono non vengono toccate, alcune possono essere adattate, poi ci sono i plinti che vengono completamente interrati (dopo 25 anni tutto è riportato per legge allo stato originario).
      • Quindi l’agricoltura non riceve di fatto alcun danno, basta guardare gli impianti esistenti in Toscana)
    • Tutelare valori socio economici di rilevanza strategica? Valore delle case? Anche questo è un allarme da dimostrare, non risulta che a Castellina, Chianni, Santa Luce, Casciana i due impianti eolici esistenti abbiano ridotto il valore delle case. Nessuna protesta è arrivata in tal senso.
    • Modificando il rapporto storico tra i Borghi? Il sistema agricolo circostante? E gli elementi naturali che ne costituiscono l’identità? Queste sono affermazioni gratuite non sostenute da alcun dato oggettivo.
    • Progetto calato! Sì è vero, questo è un errore strategico di chi ha presentato il progetto. Avrebbero dovuto coinvolgere le comunità locali.
    • Lago Santa Luce migratori. Linea elettrica attraverserebbe l’area protetta: nella VIA i commissari fanno valere tutte le leggi e fanno valutazioni molto scrupolose su tutti gli impatti ambientali dei progetti, ma questo a me pare pure poco significativo perché gli uccelli non muoiono sui filli delle linee elettriche.

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