Quaranta classi, cinque licei e un’idea di scuola: lo sport incontra la storia, la letteratura e la filosofia

«Vincere non significa sempre arrivare primi». È dall’ideologia di questo suo aforisma, semplice e insieme profondamente educativa, che prende forma il percorso didattico e culturale del professor Francesco Adragna, docente di Scienze motorie e sportive presso il Liceo Classico Ernesto Cairoli, protagonista nell’anno scolastico 2025-2026 di un articolato ciclo di conferenze che ha coinvolto più di quaranta classi in cinque licei della provincia di Varese.
Oltre che per il suo liceo a cui ha riservato quest’anno una conferenza su “Sport e totalitarismo: le Olimpiadi di Berlino del ’36”, patrocinata dal Comune di Varese nella sede di “Varese Vive”, i suoi ulteriori interventi si sono susseguiti all’ISIS Newton di Varese con “Sport, guerra e pace” per il Centro Storico Italiano nell’evento annuale Il Salone della Storia, “Bullismo e Cyberbullismo” per il suo liceo E. Cairoli, “Le Olimpiadi di Carlo Airoldi” per l’Associazione EcoRun Varese, all’ISIS Valceresio di Bisuschio ha presentato la sua ultima silloge poetica “Silenzi” pubblicata nel 2024 da Tracceperlameta Edizioni e dedicata alla sua alunna Giada Bino scomparsa a causa di disturbi del comportamento alimentare. Inoltre, per il Comitato Italiano Pierre de Coubertin, nei Licei Manzoni di Varese e al Liceo Scientifico G. Galilei di Legnano, interviene su “Etica e Sport” con la sua lezione premiata nel 2023 dall’Associazione Professionisti Pratiche Filosofiche di Certaldo, FI.
Un progetto decisamente ampio e originale, che ha saputo coniugare sport, storia, letteratura e filosofia in un unico percorso formativo, capace di parlare agli studenti con un linguaggio semplice e concreto ma allo stesso tempo ricco di profondità culturale. Non semplici incontri, ma veri e propri momenti di riflessione, nei quali il corpo e il pensiero si sono incontrati per interrogarsi sul senso dell’agire umano, della competizione, dell’etica e della responsabilità.

Attraverso le diverse conferenze tenute e i tornei sportivi di pallavolo, tennistavolo e scacchi – quest’ultimo in collaborazione con il Liceo Scientifico Ferraris e l’Associazione Scacchistica di Varese – da lui organizzati nel corso di quest’anno scolastico, Adragna ha promosso un metodo educativo che supera i confini tradizionali delle discipline, proponendo lo sport non solo come pratica fisica, ma come strumento di crescita personale e consapevolezza. «Non siamo ciò che sappiamo fare, ma ciò che ne facciamo»: un altro dei suoi aforismi che sintetizza efficacemente una visione didattica orientata alla formazione integrale della persona.
Il valore del progetto risiede anche nel forte radicamento sul territorio: cinque istituti liceali coinvolti, centinaia di studenti partecipanti e una vasta rete culturale che si consolida attorno a temi centrali per il mondo giovanile. In questo contesto, la figura di Adragna emerge non solo come docente, ma come formatore e intellettuale capace di costruire ponti tra ambiti diversi del sapere. Un impegno riconosciuto anche a livello nazionale e internazionale. Dallo scorso marzo, infatti, il docente varesino è stato accolto a Roma nel Comitato Italiano Pierre de Coubertin, organismo ispirato alla figura di Pierre de Coubertin, che promuove a una panoramica internazionale i valori etici e culturali dello sport. Un ingresso che conferma l’impegno e la coerenza di un lungo percorso ormai decennale fondato sull’educazione ai valori olimpici, intesi come strumento di crescita umana e civile.
Parallelamente, prosegue anche l’attività letteraria. Adragna è infatti attualmente finalista con un poema filosofico al Premio Internazionale di Filosofia Le figure del pensiero 2026, al premio nazionale “We for Peace – Costruiamo insieme ponti di Pace” del Rotary Club Distretto 2042 legato alla promozione della pace e del dialogo tra i popoli, e al Premio “Letteratura per la Giustizia” della Fondazione dell’Avvocatura Italiana e del Consiglio Nazionale Forense. Un impegno civile che si intreccia con quello educativo, rafforzando l’idea di una scuola come
luogo di formazione non solo culturale, ma anche etica.
Scrittore e poeta, con numerose pubblicazioni e riconoscimenti all’attivo, Adragna porta nelle sue lezioni e conferenze una sensibilità che nasce dall’esperienza diretta della parola e del pensiero. «La memoria è il respiro del tempo»: un’affermazione che sembra riassumere il senso profondo del suo lavoro, capace di tenere insieme passato e presente, corpo e mente, azione e riflessione. In un’epoca in cui la scuola è chiamata a rinnovarsi, esperienze come questa indicano una possibile direzione: quella di un’educazione che sappia integrare competenze e valori, conoscenza e consapevolezza.
Un’idea di scuola, appunto, che parte dallo sport per arrivare al pensiero, e che trova nel lavoro quotidiano di docenti come il professore Adragna una concreta realizzazione.
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