Raducioiu: "Modelle, vino e feste, una vita da circo. Le pasticche al Milan, le iniezioni a Brescia"

08 Ottobre 2026 - 12:35
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L'ex attaccante rumeno racconta la sua vita sregolata fuori dal campo

Florin Raducioiu, oggi 56enne, ex attaccante rumeno con trascorsi importanti in Italia a Bari, Brescia, Verona e Milan, si racconta in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Il titolo dell'intervista è eloquente per spiegare il personaggio: "Modelle, vino e feste, una vita da circo. Quelle pasticche al Milan e le iniezioni a Brescia…".


LA VITA FUORI DAL CAMPO

"Da giocatore ho sicuramente avuto dei vizi. Al Monaco andavo pazzo per il vino: compravo bottiglie da 10.000 euro, facevo cene di lusso a Montecarlo. Vivevo da pensionato, un po’ me ne pento. Potevo risparmiare qualche soldo e investirlo. Erano tempi in cui guadagnavi 80.000 euro al mese, all’epoca erano tantissimi. Voglio precisare che ora sto comunque bene economicamente".


LE FESTE

"A Milano facevamo le feste all'Hollywood quando si poteva, Maldini era il più ambito. A Verona, invece, persi la testa per una fotomodella romena. Avevo 21 anni, ero bello e ricco (ride). Ero un personaggio da circo. Quella relazione durò un anno e non mi manteneva lucido durante le partite. A fine anno retrocedemmo".


L'ANEDDOTO

"Dopo Galles-Romania, partita che ci qualificò al Mondiale '94, andai in un pub e mi ubriacai di whisky fino a svenire. Vomitai anche nel taxi. Il giorno dopo mi alzai e tornai a Milanello col jet".


BARESI

"Nell’estate '93 Franco andò da Berlusconi e disse: 'Abbiamo bisogno di un giocatore come Raducioiu'. Di fatto, fu lui a portarmi al Milan. Non lo dimenticherò mai. Avrei voluto esserci al suo funerale, ma ero a Mykonos con la mia famiglia e non sono riuscito a venire. Ho pianto tanto. Franco era un magnete umano: aveva un carisma che spingeva ogni giocatore a seguirlo e a stimarlo".


I TRATTAMENTI MEDICI IN ITALIA

"Se è vero che in Italia facevo dei trattamenti medici particolari? A Brescia facevamo delle iniezioni endovenose di un liquido rosa. Non ho mai capito bene che cosa fosse. Nessuno era obbligato a farle. I medici dicevano che erano sali minerali e la seduta durava circa mezz'ora. Al Milan, invece, i medici davano a chi voleva delle pasticche. Ogni tanto le prendevo: mi dicevano che erano vitamine. Pareva che aumentassero il fiato durante la partita".



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