Rai, sfratto alla musica: dopo Bollani salta anche Ruggeri. E il servizio pubblico canta sempre lo stesso ritornello
Il suo programma Gli Occhi del Musicista non tornerà in onda. Enrico Ruggeri attacca la decisione della Rai e difende uno dei pochi programmi dedicati alla musica suonata e raccontata. Dopo Stefano Bollani, un altro segnale che fa discutere: il servizio pubblico sembra preferire il muzak sanremese.
Ruggeri ai saluti: “Due no, ma non mi arrendo”
Prima la bocciatura per la stagione primaverile, poi quella definitiva per l’autunno. Il risultato è lo stesso: Gli Occhi del Musicista sparisce dai palinsesti Rai dopo tre stagioni. A comunicarlo è stato lo stesso Enrico Ruggeri con un video pubblicato sui social, nel quale non nasconde l’amarezza ma evita il vittimismo.
Il cantautore parla di un doppio rifiuto e difende il proprio lavoro ricordando come il programma abbia dato spazio, in appena diciassette puntate, a musicisti e band che difficilmente avrebbero trovato ospitalità nella televisione generalista. “Non mi metterò a piangere”, dice Ruggeri, assicurando però che continuerà a cercare interlocutori capaci di comprendere il valore culturale del progetto.
Il servizio pubblico? Ormai sembra in modalità Festival permanente
Nello sfogo, Ruggeri definisce Gli Occhi del Musicista “la migliore trasmissione di musica suonata dal vivo dai tempi di Blitz di Gianni Minà e DOC di Renzo Arbore”. Un’affermazione destinata a far discutere, ma che riporta al centro una domanda inevitabile: quale spazio dedica oggi la Rai alla musica che non vive soltanto di classifiche, talent e tormentoni?
La sensazione è che il servizio pubblico abbia progressivamente cambiato spartito. Dopo aver spesato il pregevole format di Stefano Bollani Via dei Matti n° 0, ora tocca a Ruggeri. Due programmi diversi, accomunati però dall’idea che la musica possa essere raccontata, spiegata e soprattutto suonata, anziché ridotta a colonna sonora di gossip, classifiche e passerelle. Con un’ulteriore intento: quello di aiutare a formare il gusto, non ad imbarbarirlo.
Se non passa da Sanremo, sembra non esistere
Il paradosso è tutto qui. La Rai continua a definirsi la casa della musica italiana, ma sempre più spesso sembra considerare la musica come un prodotto stagionale: nasce a febbraio, vive per qualche settimana tra classifiche e talk show e poi scompare fino al Festival successivo. Nel frattempo, gli spazi dedicati agli artisti, ai musicisti, alle contaminazioni, ai racconti e alla cultura musicale vengono progressivamente archiviati. Evidentemente il pubblico curioso, quello disposto ad ascoltare qualcosa di diverso dal tormentone di turno, non rientra più tra le priorità dei programmatori.
Ruggeri, almeno, non alza bandiera bianca. Ha già annunciato che continuerà a battersi perché Gli Occhi del Musicista torni in onda. Anche perché un servizio pubblico che rinuncia alla musica raccontata e suonata rischia di trasformarsi nell’ennesima radiovisione del Festival di Sanremo: tanto rumore, molte luci, qualche classifica e sempre meno memoria.
L'articolo Rai, sfratto alla musica: dopo Bollani salta anche Ruggeri. E il servizio pubblico canta sempre lo stesso ritornello proviene da Affaritaliani.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)