Ranucci eterodiretto da Lavitola, FdI: “Vogliamo la verità, è impensabile che una trasmissione Rai sia influenzata così”

09 Luglio 2026 - 20:23
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Ranucci eterodiretto da Lavitola, FdI: “Vogliamo la verità, è impensabile che una trasmissione Rai sia influenzata così”

Ranucci eterodiretto da Lavitola, FdI: “Vogliamo la verità, è impensabile che una trasmissione Rai sia influenzata così”

Il profilo giudiziario si intreccia con il caso politico-giornalistico. Il dossier Ranucci-Lavitola è tutt’altro che risolto. Di ora in ora spuntano particolari inquietanti sui rapporti tra i due, che restituiscono l’immagine di un giornalista molto condizionato dal faccendiere inquisito. Tra le ipotesi anche quella di un attentato falso per accreditare il conduttore di Report come vittima e aprirgli le porte della politica.

Ranucci, sequestrati a Lavitola 3 cellulari, 2 pen drive e 7 scritti

Se Fratelli d’Italia prosegue il pressing per conoscere la verità sull’attacco dinamitardo (per il quale è stata messa alla gogna la destra di governo) i carabinieri sono al lavoro. A Lavitola, accusato di essere il mandato dell’attentato dello scorso ottobre sotto casa del giornalista a Pomezia, sono stati sequestrati tre cellulari, due pen drive e sette manoscritti. Sul materiale è in corso l’analisi degli inquirenti. L’imprenditore-faccendiere, ex editore, convocato mercoledì per l’interrogatorio davanti ai pm, si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha reso dichiarazioni spontanee. Ha sostenuto di non avere idea di quale possa essere stato il movente. L’ipotesi degli inquirenti è che possa essere stato il mandante dell’attentato. Al momento non è prevista una nuova audizione di Ranucci per essere sentito come testimone.

Ranucci rilancia: io e Valter amici, in Parlamento tanti massoni

Il giornalista militante non indietreggia e rilancia. “Non mi pento del rapporto di amicizia con Valter. E mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria”. Così intervistato dall’inviato di Esperia Alessandro Beccalossi a margine di una tappa del suo tour teatrale a Villafranca Veronese. Ranucci rivendica l’amicizia personale ma nega la collaborazione professionale: “Io non ho collaborato con nessuno… Lavitola è un po’ una scatola nera del Paese, siamo qui per questo”.

FdI all’attacco: pretendiamo la verità sull’attentato e sui rapporti tra i due

I componenti della Vigilanza Rai di FdI  vanno all’attacco. “‘Se hai problemi con Report, vai da Lavitola’. È l’inquietante scenario che emergerebbe dalla lettura dei quotidiani oggi. E che racconterebbero di legami e condizionamenti tra il conduttore della trasmissione Report, Sigfrido Ranucci, e il pregiudicato-faccendiere Valter Lavitola, adesso accusato di strage per la bomba piazzata sotto casa del giornalista Rai”, si legge in un comunicato congiunto. “In breve, basterebbe una parola di Lavitola per influire su Ranucci. Una circostanza su cui va fatta immediata chiarezza. Perché è impensabile che una trasmissione iconica e simbolo per il servizio pubblico possa essere influenzata in maniera così pesante. In particolare, lo chiediamo come Fratelli d’Italia. Visto – continuano i parlamentari della Vigilanza Rai – che il nostro partito è stato quasi costantemente oggetto di attacchi da parte della trasmissione anche in periodo di par condicio. Va fatta chiarezza sui legami tra Ranucci e Lavitola. E se, come ricostruiscono i giornali, davvero bastava una parola del faccendiere per indirizzare la trasmissione Report”.

Speranzon: Ranucci ha il dovere di chiarire la sua versione

“Ranucci – incalza Raffaele Speranzon vicepresidente vicario dei senatori di FdI – ha il dovere di chiarire le incongruenze della sua versione. Lavitola sostiene di essere un abituale frequentatore di casa Ranucci, mentre il conduttore Rai nega questa circostanza”. Sullo sfondo la provocazione di Massimo Giletti. “Per me l’amicizia è una parola sacra. Per questo a Sigfrido Ranucci mi interesserebbe chiedere: come hai fatto a stringere un rapporto così stretto e definire amico una persona di questo tipo?”. Così dal palco del Festival del Libro di Polignano a Mare, intervistato dal direttore del Tg1 Gianmarco Chiocci.  Giletti insiste. “Ognuno può andare a mangiare con chi vuole. Ma Lavitola è un criminale, ha pagato il suo dazio, per carità. Però io non sarei mai potuto andare da Lavitola e non ci sono mai andato”.

Gasparri: la Rai ha il pieno diritto di sapere come stanno le cose

Anche Maurizio Gasparri chiede lumi sui rapporti tra i due. “Dalle cronache dei giornali, anche di quelli spesso in passato molto generosi nei confronti di Ranucci, emergono aspetti inquietanti. Lavitola sarebbe stato, secondo alcune narrazioni, una sorta di ‘ambasciatore’ presso Ranucci. Ma questo fatto è vero?”, chiede il capogruppo di Forza Italia in Senato. “Può aver influito sui contenuti di inchieste e servizi? Speriamo vivamente di no, la Rai ha il pieno diritto di capire come stanno le cose”.

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