Razzi a propellente solido: il plasma li renderà riaccendibili nello spazio
I razzi a propellente solido sono da sempre i muscoli dell'esplorazione spaziale, proprio perché si sono dimostrati potenti, affidabili e pronti all'uso anche dopo anni di stoccaggio. Tuttavia, hanno un enorme difetto che ne limita l'impiego nelle missioni più complesse, ovvero l'impossibilità di spegnersi e riaccendersi a piacimento. Forse non tutti sanno che, una volta avviata la combustione, questa prosegue inarrestabile fino all'esaurimento del carburante.
Capite bene che questo è un limite non da poco, ma una nuova tecnologia basata sul plasma pulsato promette di riuscire a eliminare la problematica, unendo la semplicità strutturale dei motori solidi alla flessibilità di manovra tipica dei propulsori a liquido.
Tutto nasce dalla collaborazione tra la Aerospace Corporation, la University of Southern California e la Naval Postgraduate School, dove i ricercatori stanno testando un sistema chiamato scarica di plasma pulsato a nanosecondi, identificato con la sigla NPPD.
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