RC Auto tra le più care nell’Ue, Antitrust e Ivass avviano indagine sui prezzi

20 Giugno 2026 - 11:38
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RC Auto tra le più care nell’Ue, Antitrust e Ivass avviano indagine sui prezzi

I prezzi delle polizze RC Auto italiane finiscono sotto la lente dell’Ivass e dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. I due organismi hanno avviato un’indagine conoscitiva per capire perché assicurare un’automobile in Italia continui a costare più che nel resto dell’Unione europea e quali fattori alimentino le forti differenze tra una provincia e l’altra.

Gli obiettivi dell’indagine

L’iniziativa non produrrà risultati immediati. Ivass e Antitrust intendono ricostruire il funzionamento del mercato per arrivare a possibili linee di intervento per una più efficace regolamentazione.

L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai meccanismi di compensazione tra imprese nel sistema di risarcimento diretto e al funzionamento del sistema bonus malus. Ad annunciare l’indagine è stato il presidente dell’Ivass Paolo Angelini, durante le considerazioni sulla relazione annuale 2025 dell’istituto. L’Antitrust ha spiegato che l’analisi dovrà verificare la presenza di possibili criticità concorrenziali.

Il settore RC auto ha natura obbligatoria e raccoglie ogni anno circa 13,5 miliardi di euro di premi. Proprio per questo sarà necessario accertare l’esistenza di ostacoli allo sviluppo concorrenziale. Il passaggio successivo consisterà nell’individuare eventuali interventi idonei al loro superamento.

L’analisi prende in esame diversi pilastri del settore assicurativo, come le classi di merito, il meccanismo bonus-malus e le dinamiche del risarcimento diretto. Inoltre, passa in rassegna strumenti in grado di influenzare il mercato e la mobilità degli utenti, dalle scatole nere ai comparatori di prezzo.

I dati recenti rendono questo focus quanto mai necessario. Con un incremento del 3,5% registrato nell’ultimo trimestre del 2025, il costo medio della RC Auto si attesta a quota 432 euro, uno dei più elevati in Europa. Al netto delle tasse, il premio medio ammonta a 320 euro, inferiore soltanto al Regno Unito (450 euro) e ben al di sopra sia della Francia (194 euro) sia della Spagna (197 euro).

Secondo l’Ivass, sul divario incidono soprattutto il costo delle riparazioni e il funzionamento dei sistemi di indennizzo. Nel frattempo si allarga anche la distanza territoriale, con punte particolarmente elevate in Campania e nell’alta Toscana. Le associazioni dei consumatori chiedono però che l’indagine non si limiti a fotografare una situazione già nota. Il Codacons definisce gli assicurati italiani i più tartassati d’Europa e stima inoltre un rincaro complessivo, rispetto al 2022 da quasi 2,9 miliardi. Il calcolo considera 33,9 milioni di automobili assicurate. Assoutenti contesta invece il ruolo dell’autorità di vigilanza:

“Ivass non può comportarsi da notaio del mercato”

Il riferimento è agli automobilisti che continuano a pagare di più, mentre il settore assicurativo mostra evidenti segnali di piena salute economica e tecnica. I dati dell’Ivass confermano che nel 2025 le compagnie italiane hanno migliorato patrimonio, raccolta premi, redditività e liquidità. Il comparto vita è cresciuto di oltre il 7%, spinto dalle polizze-investimento. Nei danni, il risultato d’esercizio è passato da 4,5 a 4,9 miliardi di euro, sostenuto anche dall’obbligo imposto alle imprese di stipulare le cosiddette polizze catastrofali contro le calamità naturali.

Consumatori critici

Resta aperto anche il problema dei preventivi. L’Unione nazionale consumatori sollecita un intervento urgente sul portale Preventivass, mentre Ivass e Ministero delle Imprese e del Made in Italy lavorano da gennaio a una nuova soluzione, attesa entro la fine dell’anno.

La critica dell’Unc coinvolge direttamente il ministro Adolfo Urso:

“Il ministro Urso continua a voltarsi dall’altra parte, nel totale disinteresse”

Per i consumatori, quindi, l’indagine avrà valore soltanto se sarà seguita da misure capaci di incidere davvero sui prezzi e sulla concorrenza:

“accogliamo sempre con favore le indagini conoscitive, ma poi dovrebbero seguire provvedimenti, altrimenti restano solo parole al vento”

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