Real, Mourinho dà la colpa a Gasperini su caso Vinicius e definisce un caso clinico il presidente di Liga
Quel colpo di tacco gratuito che ha dato il la al gol del 2-1 della Roma gli è costato fischi e la sostituzione ma Vinicus resta un giocatore fondamentale per Mourinho. Il tecnico del Real Madrid torna sulla gara di Champions con i giallorossi e spiega le difficoltà incontrate dal brasiliano poi spedisce una bordata al presidente della Liga spagnola Tebas.
La difesa di Vinicius
Mourinho non accetta le tante critiche a Vinicius: “È un ragazzo fantastico, ed è facile andare d’accordo con lui. Passo del tempo da solo con lui ogni giorno. Lo stimo moltissimo perché riesce sempre a vivere e a sopravvivere con il sorriso. Se fossi al suo posto, probabilmente non sarei qui. Avrei forzato il suo trasferimento in un paese dove sarebbe stato rispettato, ma per lealtà al Real Madrid e amore per il club, è rimasto. Crede che le cose possano migliorare e ha ancora quel sorriso. Niente e nessuno può portarglielo via.”
A Roma Vinicius ha avuto una partita molto difficile. Per me, il principale responsabile della sua prestazione deludente è stato Gasperini, perché attaccava sempre sulla sua fascia. Per me, da allenatore, è stato molto difficile fare dei cambi. Nel secondo tempo la Roma è cambiata, e quello che mi ha dato fastidio è stata la natura del secondo gol, quando la partita era in equilibrio e noi non avevamo problemi. Non avrebbe dovuto fare quello che ha fatto, ma è andata così, non è un grosso problema. Ho fatto cinque cambi, non solo uno. Le sostituzioni fanno parte del calcio”.
L’attacco di Tebas
Ieri il presidente della Liga Spagnola, Javier Tebas, aveva fatto un parallelismo tra i tentativi del club madrileno di screditare gli arbitri e le tecniche utilizzate da Joseph Goebbels, capo della propaganda nazista: “Questo metodo ricorda i meccanismi di propaganda sfruttati da Goebbels, il ministro della Propaganda della Germania nazista: ripetizione sistematica, costruzione di un nemico e subordinazione dei fatti alla narrazione. Il paragone riguarda queste tecniche di propaganda, non un’ideologia né, ovviamente, i tifosi dei Blancos. Una richiesta non diventa un diritto solo perché proviene dal Real Madrid, così come un rifiuto non dimostra una persecuzione”.
La risposta di Mourinho
La società madrilena ha chiesto le dimissioni di Tebas, lo Special One è furioso: “Non voglio parlare di questo; ci sono dei limiti. È scusabile solo in un caso clinico; altrimenti, non ci sono scuse. Non voglio addentrarmi in questo argomento. I tifosi del Real Madrid capiscono cosa li aspetta. Visto il prestigio del campionato all’estero e visto che siamo i campioni del mondo in carica, è meglio che cerchiamo di tenere la cosa per noi e di non farla trapelare.”
Infine una considerazione sulle critiche che arrivano agli allenatori: “Credo che arriverà il giorno in cui l’intelligenza artificiale e i sondaggi verranno utilizzati per formare le squadre e gli allenatori si limiteranno al lavoro sul campo, ma fino ad ora, sono gli allenatori a prendere le decisioni. Credo che alcune persone esprimano le proprie opinioni perché amano il calcio e altre perché è il loro lavoro, ma queste opinioni non valgono più della mia analisi. Un allenatore testardo è un allenatore limitato. Così come un allenatore chiuso non è un buon allenatore. Io sono aperto alle opinioni del mio staff. Posso cambiare, ma posso cambiare in base alla mia analisi, non in base a ciò che pensano gli altri”.
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