Recensione Pebble Time 2 (2026): l'orologio più nerd che ci sia

21 Luglio 2026 - 19:35
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Recensione Pebble Time 2 (2026): l'orologio più nerd che ci sia

Proprio come l'altro smartwatch riportato in vita dal creatore originale, anche questo Pebble Time 2 ha molto dei prodotti originali. In questo caso è un mix fra il Pebble Time del 2015 e quel Pebble 2 cancellato (che avevamo comunque avuto modo di provare). È realizzato con una cornice frontale in acciaio inossidabile e interrotto da una parte centrale in plastica dello stesso colore del cinturino che sceglierete di comprare. Sul lato sinistro sono presenti tre tasti fisici in metallo, che hanno un ottimo click, decisamente migliore di quelli in plastica degli altri prodotti Pebble. C'è anche un tasto "indietro" sul lato sinistro.

Lo smartwatch supporta immersioni fino a 30 metri ed è compatibile con qualsiasi cinturino da 22 millimetri. Quello in gomma in dotazione è comodo, anche se l'estate potrebbe creare un po' di sudore. Lo schermo è un godibile pannello ePaper da 1,5 pollici a 64 colori. È una tecnologia intermedia fra l'eInk e l'LCD. Ha il vantaggio di non aver bisogno di illuminazione per essere visibile quando c'è luce ambientale. Questa retroilluminazione è però necessaria con poca luce e al buio. Rispetto al passato abbiamo ora una luce RGB e potrete quindi scegliere voi quale dev'essere il colore dell'illuminazione di sfondo. Una scelta curiosa e di fatto solamente cosmetica. Lo schermo è anche touch, ma ad oggi questa funzionalità non è abilitata. Per uno schermo di queste dimensioni e pensato per l'utilizzo con i tasti fisici ci sembra comunque una funzionalità extra non necessaria.

Peccato per l'attivazione della retroilluminazione che è estremamente imprecisa. A volte ci vogliono più rotazioni del polso per far sì che si attivi. Una vera noia che rovina tanto l'esperienza d'uso complessiva. Speriamo in un aggiornamento correttivo, visto che giocare con le impostazioni (anche sviluppatori) non ha portato ai risultati sperati.

Dal punto di vista hardware è comunque uno smartphone smeplice. Non c'è NFC per i pagamenti, non c'è GPS per il posizionamento e non c'è connettività 4G. C'è anche un piccolo speaker e un microfono, ma non sono per le telefonate, quanto piuttosto per per le applicazioni e la dettatura vocale.

Quello che rende veramente interessante questo prodotto, ancora prima delle sue funzionalità è la sua comunità. Di fatto questo prodotto è molto più un piccolo computer al polso di quanto sia invece un accessorio estensione del nostro smartphone (che comunque di fatto rimane necessarrio per il funzionamento). Le centinaia di app e quadranti presenti nello store di Pebble ne sono la dimostrazione. Molte sono pensate per i modelli originali, ma ancora perfettamente funzionanti. Di fatto la comunità ha continuato a tenere in vita un progetto ufficialmente chiuso fino al momento della riapertura 10 anni dopo. Questo vale anche per i quadranti. Sono tantissimi e si adattano perfettamente allo schermo dello smartwatch. Alcune app e quadranti hanno delle funzioni a pagamento e nel caso l'acquisto è fuori dallo store di Pebble.

Rispetto alla nostra prova del Pebble 2 Duo a novembre questo Pebble Time 2 si è dimostrato da subito molto più maturo. L'app per smartphone ha una prima configurazione chiara e semplice e una volta messo in funzione l'orologio le opzioni per gestirlo sono tantissime. Esperienza molto diversa rispetto a quella che sembrava una beta solo pochi mesi fa. A dimostrazione di quanto lo sviluppo di questa famiglia di prodotti segua una traiettoria che è molto diversa rispetto alle classiche aziende di tecnologia.

La gestione delle notifiche è più che buona, con la possibilità di rispondere ai messaggi di chat, grazie ad una buona dettatura vocale. Non si possono inviare però messaggi senza che prima ci sia un messaggio a cui rispondere. Le notifiche poi rimangono sullo schermo a lungo rimanendo quindi visibili anche alle altre persone, così come rimangono nella lista delle ultime notifiche anche dopo essere state cancellate. Non sono difetti che drasticamente rovinano l'esperienza d'uso, ma che comunque dimostrano che nonostante la velocità di miglioramento il sistema abbia ancora varie parti da smussare.

C'è anche una parte di fitness e salute, con il tracciamento del movimento giornaliero e del battito cardiaco, oltre che la possibilità di registrare l'attività fisica. Il tracciamento di tutta questa parte di salute è più che discreta e anche il sonno viene registrano come buona precisione, pur senza raccogliere dati particolarmente "raffinati" (per esempio manca la fase REM). Non è un prodotto per chi intende tracciare la propria salute, ma quello che ne otterrete è comunque più che discreto per un prodotto venduto nel 2026. Pur senza nessuna pretesa, mancando per esempio anche il GPS per il tracciamento della posizione.

L'autonomia di questo Pebble Time 2 è di circa 10 giorni, senza arrivare alle 3 settimane promesse. Il fondatore ha però promesso miglioramenti in tal senso nel prossimo futuro. La ricarica è possibile tramite un piccolo accessorio magnetico che potete usare come portachiavi e collegarlo ad un cavo USB-C quando vi dovesse servire.

Pebble Time 2 viene venduto a 225$, ovvero circa 197€. È un prodotto interessante, ma che ha tantissimi limiti. Mettendo le sue funzionalità e il suo hardware a fianco a qualsiasi altro smartwatch di pari prezzo questo Pebble Time 2 ne uscirebbe con le ossa rotte. Ma non è per questo un prodotto pessimo (come era di fatto Pebble 2 Duo al lancio lo scorso anno). È un prodotto fatto da nerd per nerd. In cui tutto è modificabile, installabile e gestibile a piacimento. L'estensione del vostro essere smanettone al polso.

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