Red Rebels, a Roma sfila la protesta di Extinction Rebellion

Ieri pomeriggio una ventina di Red Rebels di Extinction Rebellion hanno sfilato a Roma, da Piazza San Giovanni ai giardini di via Carlo Felice. Figure iconiche rosse ideate nel 2018 nel Regno Unito da Douglas Francisco e Justine Squire, rappresentano il sangue versato a causa della crisi ecoclimatica e che connette tutti gli esseri viventi.
«Attualmente nel mondo – spiegano gli attivisti di Extinction Rebellion – ci sono 59 conflitti attivi, il numero più alto dalla fine della seconda guerra mondiale, e nel 2025 il numero di vittime dei conflitti è stato il più alto degli ultimi 25 anni. Oltre a un enorme carico di morte e di ferite fisiche e psicologiche, la guerra è anche causa di devastazioni ambientali e di elevate emissioni di gas serra: interi territori sono resi inabitabili, come la Striscia di Gaza, che, come riportato dall’Unep, il Programma per l’Ambiente dell’Onu, dal 2023 ha perso il 97% delle sue colture arboree. Anche le infrastrutture per la gestione dell’acqua sono state pesantemente danneggiate, con una perdita dell’84% della capacità di immagazzinamento e del 31% di desalinizzazione e il probabile inquinamento della falda acquifera».
Conflitti che hanno a tutti gli effetti una portata globale, almeno sotto il profilo ambientale: l’Università Roma Tre ha infatti stimato che, complessivamente, le attività militari sono responsabili del 6% delle emissioni globali di gas serra. Emissioni che contribuiscono all’intensificarsi di eventi estremi, che a loro volta causano vittime ogni anno: ondate di calore in primis, di cui abbiamo avuto uno sfiancante anticipo in questo fine maggio.
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