La Regione Toscana approva il Piano faunistico venatorio, Alleanza Verdi Sinistra vota contro

Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato il primo Piano faunistico venatorio regionale per la gestione del territorio e della fauna selvatica, che punta a superare definitivamente l'era delle competenze provinciali e del regime di proroghe in deroga che proseguiva dal 2015.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani lo ha definito «Iil Piano dell'equilibrio» e ha sottolineato che «La Toscana è una regione di 22.900 chilometri quadrati con 3,6 milioni di abitanti, un’estensione pari alla Lombardia ma con un terzo della sua popolazione e con la superficie boschiva più ampia d'Italia. In un territorio così ricco di risorse naturali e con una presenza antropica diffusa, definire regole chiare è un passo fondamentale, anche più importante di quanto possa esserlo in realtà maggiormente urbanizzate. Per questo motivo il Piano nasce con l'intento di trovare una sintesi virtuosa fra le tre componenti centrali della comunità locale: agricoltori, cacciatori e ambientalisti, tutte accomunate da un profondo legame e rispetto per l'ambiente».
A dire il vero gli ambientalisti, che avevano chiesto modifiche sostanziali del testo che non sono state accolte, non sembrano per niente contenti del nuovo piano faunistico venatorio e, se giani ha incassato il voto favorevole di PD, Movimento 5 Stelle e Centro e do bi uona parte ch<ella destra (con solo qualche astenuto) ha dovuto incassare anche il voto contrario del gruppo di Alleanza Verdi Sinistra che ha spiegato così la sua contrarietà: « Abbiamo votato contro al Piano Faunistico Venatorio. Sulla tutela della biodiversità e dell’ambiente nessun passo indietro. Serviva il coraggio di rompere con il passato e mettere al centro la tutela della natura toscana. Questo Piano invece è un atto che continua a privilegiare l’interesse venatorio rispetto alla protezione del nostro patrimonio naturale. Nonostante le nostre proposte e le richieste del mondo ambientalista, sono state confermate previsioni che non possiamo condividere: Nessun vincolo rispetto alle indicazioni scientifiche di ISPRA; Mantenuta la caccia alla volpe in tana, anche durante la riproduzione; Nessun stop totale alle munizioni al piombo; Nessuna reale stretta su richiami vivi e appostamenti fissi; Respinta l'estensione delle aree protette al 30% del territorio. Siamo in Consiglio Regionale per portare una svolta ecologista e di sinistra: quando la direzione è sbagliata non vogliamo sostenerla».
Sulle questioni ambientali Giani sembra avere un crescente problema con AVS, ma ha preferito ascoltare le richieste di alcune categorie come gli agricoltori: «Attribuiamo loro un ruolo primario per riportare i giovani e le donne alla terra in condizioni di sicurezza economica e operativa» e ha difeso il ruolo dei cacciatori con parole n molto simili a quelle con ile quali il governo Meloni difende la legge “sparatutto” in votazione in Parlamento. Dopo aver ricordato che in Toscana i cacciatori sono passati da oltre 200mila agli attuali 60mila, Giani ha detto che «La loro presenza è indispensabile per garantire la biodiversità, il contenimento delle emergenze e l'equilibrio ecologico: senza di loro ci troveremmo di fronte a uno squilibrio dai danni gravissimi».
Il presidente della regione ha poi cercato un impossibile equilibrio cercando di individuare gli ambientalisti “buoni”o Infine, il presidente ha richiamato il valore del mondo ecologista: «Dobbiamo sostenere le associazioni ambientaliste autentiche, che sono custodi ideali del paesaggio contro inquinamento e declassamento del territorio».
Giani ha concluso ricordando che «Questo è il primo Piano faunistico approvato direttamente dall'Ente regionale a ben 11 anni dal superamento dei singoli strumenti provinciali, un fatto importantissimo che rappresenta un modello operativo per l'intero Paese. Ringrazio i presidenti delle commissioni, i consiglieri di ogni schieramento per il lavoro di mediazione sugli emendamenti e il personale degli uffici regionali. Non potevamo rinviare ancora, dovevamo cogliere l'occasione e votare subito per dare risposte immediate e concrete a tutte le sfide che interessano la Toscana».
Non ha convinto per nulla Alleanza Verdi Sinisttra e la consigliera regionale Verde Diletta Fallani ha commentato: « Dopo due giorni di confronti e scontri Alleanza Verdì e Sinistra è l’unica forza politica di sinistra che ha votato contro il Piano. Siamo stati coerenti fino alla fine non tradendo chi ha creduto in noi. Chi ha visto quanto impegno ci ho messo in prima persona insieme con le associazioni e le persone che passo dopo passo hanno letto ogni singola pagina con me di quel Piano o mi hanno ascolta nei momenti complicati lo sa. Oggi insieme a Massimiliano Ghimenti e Lorenzo Falchi abbiamo portato la voce di quel mondo che per troppo tempo era rimasto fuori dall’aula. Avs c’è. Il resto sono tutte narrazioni…».
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