Renault punta al net zero: cosa cambia per l’auto

2 Giugnoe 2026 - 08:41
0
Renault punta al net zero: cosa cambia per l’auto

Renault aggiorna gli obiettivi climatici: taglio emissioni, più elettrico, riciclo e batterie al centro della strategia industriale.

Renault Group aggiorna la propria traiettoria climatica e porta al centro della strategia industriale un nuovo pacchetto di obiettivi approvati dalla Science Based Targets initiative, con traguardi al 2035 e l’ambizione di arrivare al net zerosull’intera catena del valore entro il 2050. La notizia conta per il settore automotive perché sposta ancora una volta il confronto sulla sostenibilità dal solo prodotto finale all’intero sistema industriale: fabbriche, energia, fornitori, materie prime, batterie, uso dei veicoli e riciclo.

Per un costruttore automobilistico, oggi, ridurre le emissioni non significa soltanto vendere più auto elettriche. Significa ripensare il modo in cui un veicolo viene progettato, prodotto, alimentato e dismesso. È su questo terreno che Renault prova a rafforzare il proprio posizionamento, in una fase in cui l’industria europea dell’auto deve conciliare transizione energetica, margini sotto pressione, costi industriali elevati e una domanda di veicoli elettrici ancora disomogenea tra i mercati.

Il Gruppo francese rivendica un percorso avviato già nel 2019, quando fu tra i primi costruttori automobilistici ad adottare obiettivi climatici basati sulla scienza. Ora arriva un nuovo impegno, articolato su due livelli. Da una parte ci sono gli obiettivi di riferimento al 2035, costruiti tenendo conto delle attuali condizioni del mercato globale dell’auto, delle politiche pubbliche e dello sviluppo delle infrastrutture energetiche. Dall’altra ci sono gli obiettivi approvati dalla SBTi, più stringenti nella parte relativa alle emissioni indirette della catena del valore.

Il cuore della strategia riguarda le emissioni scope 1 e 2, cioè quelle generate direttamente dalle attività industriali del Gruppo e dall’energia acquistata. Renault punta a ridurle del 72% entro il 2035 rispetto al 2019, un obiettivo approvato dalla Science Based Targets initiative. È un passaggio rilevante perché interviene sulla macchina produttiva: efficienza energetica degli stabilimenti, maggiore utilizzo di energia decarbonizzata, riduzione dei consumi per veicolo e revisione dei processi industriali.

Il secondo fronte, più complesso, riguarda le emissioni scope 3, cioè quelle legate alla produzione e all’utilizzo dei prodotti lungo tutta la filiera. Qui si misura la parte più difficile della transizione, perché dipende da fattori che un costruttore può indirizzare ma non controllare interamente: mix energetico dei Paesi in cui circolano i veicoli, disponibilità di rinnovabili, fornitori di materie prime, produzione delle batterie, comportamenti dei consumatori e velocità con cui le politiche pubbliche sostengono il passaggio all’elettrico.

Renault indica un obiettivo minimo di riduzione del 40% delle emissioni scope 3 entro il 2035 rispetto al 2019 come riferimento prudenziale, non approvato dalla SBTi. In parallelo, però, comunica anche un livello più ambizioso approvato dalla Science Based Targets initiative: taglio del 57% delle emissioni scope 3 nello stesso orizzonte temporale. La differenza tra i due numeri è significativa e racconta bene la tensione tra scenario industriale realistico e traiettoria climatica desiderata. Per arrivare al secondo traguardo non basta la sola evoluzione interna del Gruppo: serve una decarbonizzazione più rapida dell’intera catena del valore dell’auto.

La strategia si inserisce nel piano futuREady, che conferma alcune direttrici già note ma cruciali per il prossimo decennio. Renault prevede 16 nuovi modelli elettrici, un ulteriore taglio del 25% dell’energia per veicolo prodotto entro il 2030, il ricorso al 30% di materie provenienti dall’economia circolare e progressi sulle batterie in termini di densità energetica, con miglioramenti indicati tra il 10% e il 40% entro il 2030. Il tema batterie è particolarmente sensibile, perché incide su costi, autonomia, peso dei veicoli, impronta carbonica e competitività rispetto ai costruttori asiatici.

Il richiamo all’economia circolare non è secondario. Acciaio, alluminio e polimeri riciclati possono ridurre la dipendenza da materie prime vergini e attenuare l’impatto ambientale della produzione. Ma il passaggio richiede filiere più mature, standard industriali affidabili e una capacità di recupero su larga scala. In questo senso la sostenibilità diventa anche una questione di approvvigionamento, controllo dei costi e resilienza industriale.

Il messaggio implicito è chiaro: la transizione climatica dell’auto non può essere affrontata come una somma di iniziative isolate. Per Renault, il percorso verso il net zero al 2050 passa da una combinazione di elettrificazione, efficienza produttiva, energia rinnovabile, riciclo e coinvolgimento dei fornitori. È una strategia che risponde alle richieste regolatorie europee, ma anche alla necessità di rendere credibile il posizionamento ambientale del marchio in un mercato sempre più attento alla misurabilità degli impegni.

Resta il nodo economico. La riduzione delle emissioni richiede investimenti, riconversione industriale e una filiera in grado di accompagnare il cambiamento senza scaricare tutti i costi sul prezzo finale delle auto. È qui che si giocherà una parte decisiva della competizione: non solo chi saprà produrre veicoli più puliti, ma chi riuscirà a farlo mantenendo margini, accessibilità e capacità produttiva in Europa.

Per il settore automotive, l’aggiornamento degli obiettivi Renault è quindi più di un annuncio ambientale. È un segnale sulla direzione della competizione industriale: la decarbonizzazione diventa parte integrante della strategia di prodotto, del rapporto con i fornitori e della solidità economica dei costruttori. La sfida, ora, sarà trasformare gli obiettivi approvati in risultati misurabili lungo tutta la catena del valore.

Scheda

Gruppo: Renault Group
Tema: nuovi obiettivi climatici basati sulla scienza
Anno base: 2019
Obiettivo scope 1 e 2: -72% emissioni entro il 2035
Obiettivo scope 3 approvato SBTi: -57% entro il 2035
Obiettivo minimo scope 3 di riferimento: -40% entro il 2035
Target lungo termine: net zero sull’intera catena del valore entro il 2050
Piano industriale: futuREady
Nuovi modelli elettrici previsti: 16
Energia per veicolo prodotto: -25% entro il 2030
Materie da economia circolare: 30%
Batterie: densità energetica in aumento dal 10% al 40% entro il 2030

L'articolo Renault punta al net zero: cosa cambia per l’auto proviene da Affaritaliani.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User