Rigenerazione urbana, ora tocca ai municipi: ci saranno 30 giorni per proporre nuove aree

Genova. Il progetto di rigenerazione urbana predisposto dalla giunta Salis – che nei giorni scorsi ha approvato la proposta di deliberazione che, almeno in questa fase, prevede la valorizzazione di 32 aree dismesse o sottoutilizzate sul territorio comunale – è arrivato questa mattina in commissione, dove è stato presentato ufficialmente al Consiglio comunale, per la sua prossima discussione in aula. Un passaggio che aprirà una seconda fase che prevede la discussione a livello territoriale, con la possibilità da parte dei municipi genovesi di integrare la lista dei siti interessati.
Presenti in aula, tra gli auditi, anche il presidente del Municipio II Centro Ovest Michele Colnaghi, l’assessora allo sviluppo economico del Municipio IV Media Valbisagno Claudia Benassi e Maria Rosa Rossetti, assessore del Municipio IX Levante con delega tutela e valorizzazione delle vallate e dell’entroterra.
Dopo l’eventuale approvazione in Sala Rossa, infatti, scatteranno i 30 giorni per presentare osservazioni da parte di circoscrizioni e cittadini: “Il ruolo cruciale lo hanno i municipi – ha spiegato l’assessora all’urbanistica Francesca Coppola – le osservazioni saranno valutate e recepite in base alla conformità degli strumenti che abbiamo avuto. Chiaramente il discrimine e se su determinate aree ci siano o meno già delle progettazioni in corso. La nostra intenzione infatti è quella di puntare proprio laddove non c’è niente“.
“Stiamo parlando di una misura molto importante e allo stesso tempo molto concreta – ha aggiunto in aula – e che ci consentirà di intervenire su aree molto complesse, alcune delle quali abbandonate a sé stesse da decenni. Le normative vigenti ci consentono di avere a disposizione strumenti e agevolazioni che possano favorirne il recupero e la rifunzionalizzazione. L’obiettivo alla base è molto semplice: rendere queste aree e questi spazi nuovamente attrattivi, promuovendo sviluppo, qualità urbana e sviluppo, anche economico, per il territorio interessato e, a pioggia, su quello circostante. Con questa misura proseguiamo il lavoro per costruire una città sempre più capace di recuperare il proprio patrimonio esistente, sostenere investimenti di qualità e generare nuove opportunità di sviluppo urbano ed economico. Per la nostra amministrazione la rigenerazione parte dalla pianificazione e dalla visione complessiva del territorio e non con progetti spot”.
Al centro di questa proposta la possibilità di una prevedere un procedura dedicata e semplificata: per la prima volta, infatti, sarà utilizzata anche a Genova la possibilità di prevedere un uso temporaneo per le aree in questione, in modo da evitare cambio di destinazioni d’uso all’interno del piano urbanistico comunale, come previsto dalla norma regionale 23/2018. “L’uso temporaneo è pensato per poter venire incontro a nuovi orizzonti di investimento in maniera più accessibile, lasciando aperta la possibilità di attivare progettazioni più soft – ha spiegato l’assessora – Una modalità già adottata da alcune città italiane, come Palermo. E’ una carta in più per sbloccare idee e investimenti in aree che potrebbero avere nuove potenzialità“.
In questo solco è intesa anche la durata della concessione, prevista per 5 anni con la possibilità di prorogarla fino ad un totale di dieci: “Chiaramente ogni progetto sarà valutato individualmente e si potranno trovare un assetto dedicato alla zona e alle intenzioni dell’investitori”. Oltre a questo sono stati pensati una serie di incentivi finalizzati ad attrarre idee e imprese, grandi e piccole, ma anche progetti culturali e di comunità: incentivi legati a demolizione e ricostruzione nel rispetto delle normative urbanistiche; possibilità di cumulare le agevolazioni con gli strumenti previsti dalle Zone Logistiche Semplificate e l’utilizzo di destinazioni d’uso temporanee per favorire percorsi di recupero e sperimentazione urbana”. Come richiesto durante la commissione, anche le aziende partecipate potranno partecipare a questo percorso con progetti dedicati: durante i lavori in Sala Rossa, infatti, da maggioranza e opposizione è arrivata compatta la richiesta di poter prevedere aree per la logistica di Amt e Amiu, che, soprattutto a ponente, vivono da tempo penuria di spazi.
Le richieste dell’opposizione
Durante la commissione diversi anche gli interventi della minoranza. “Serve un approccio a 360° e devono essere coinvolti anche i privati per far si che questa iniziativa non rimanga solo sulla carta – ha richiesto l’ex vicesindaco e ex assessore ai lavori pubblici Pietro Piciocchi, oggi leader dell’opposizione – credo che tra le linee di incentivo debba essere inserita anche una rimodulazione con aliquote agevolate per l’Imu, che spesso è una voce di spesa molto pesante per le aziende, soprattutto in fase iniziale di investimento”.
Paola Bordilli, Lega, ha chiesto chiarimenti sui divieti: “Nella delibera sono previsti i divieti per quanto riguarda le medie e le grandi superfici di vendita, crediamo che debba essere inserito un vincolo anche per quanto riguarda i centri commerciali – ha detto in aula, trovando la disponibilità dell’assessora Coppola – Mentre credo che sia necessario trovare una regolamentazione, in base alle zone, anche per le sale da ballo”.
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