ULTIMA ORA | Terremoto in Venezuela, 35 italo-venezuelani dispersi: tre morti e cinque feriti
Tajani aggiorna il bilancio dei connazionali coinvolti. La Farnesina e l’Ambasciata italiana a Caracas seguono le ricerche. Nel Paese si continua a scavare tra le macerie
CARACAS – Si aggrava il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela. Tra le persone delle quali non si hanno ancora notizie figurano 35 cittadini italo-venezuelani.
L’aggiornamento è stato fornito dal ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, che ha inoltre confermato la morte di tre italo-venezuelani e il ferimento di altri cinque connazionali.
La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e l’Ambasciata d’Italia a Caracas, sta mantenendo un contatto costante con le autorità locali e con le famiglie delle persone coinvolte. Le verifiche risultano particolarmente complesse a causa dei gravi problemi nelle comunicazioni, delle interruzioni dell’energia elettrica e delle difficoltà nel raggiungere alcune delle zone maggiormente colpite.
Due scosse violentissime
Il disastro è stato provocato da due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5, registrati nella serata del 24 giugno a distanza di appena 39 secondi l’uno dall’altro nella regione settentrionale del Venezuela.
Le scosse hanno provocato crolli e danni gravissimi soprattutto nello Stato costiero di La Guaira, a nord di Caracas, ma conseguenze pesanti sono state segnalate anche in altre aree del Paese.
Il bilancio generale rimane provvisorio e continua ad aumentare. Le autorità parlano di almeno 920 vittime, migliaia di feriti e oltre 50mila persone delle quali non si hanno ancora notizie.
Interi edifici residenziali, strutture commerciali, ospedali e infrastrutture sono stati danneggiati o distrutti. Migliaia di famiglie hanno trascorso la notte all’aperto, temendo nuove scosse e il possibile cedimento degli immobili già lesionati.
Si scava anche a mani nude
Nelle località maggiormente colpite si continua a scavare senza sosta. In numerose aree sono stati gli stessi residenti e i volontari a iniziare le ricerche, utilizzando pale, attrezzi improvvisati e, in alcuni casi, persino le mani nude.
Le squadre specializzate provenienti dall’estero stanno raggiungendo il Venezuela per collaborare con i soccorritori locali. La priorità rimane individuare eventuali sopravvissuti intrappolati sotto le macerie e portare assistenza alle migliaia di persone rimaste senza una casa.
L’angoscia delle famiglie italiane
L’attenzione dell’Italia è rivolta soprattutto ai 35 italo-venezuelani che risultano ancora dispersi. Il numero potrebbe essere aggiornato nelle prossime ore, man mano che verranno ripristinate le comunicazioni e completate le verifiche negli ospedali, nei centri di accoglienza e nelle zone isolate.
La comunità italiana in Venezuela è numerosa e profondamente radicata nel territorio. Per questo motivo la Farnesina continua a raccogliere segnalazioni e informazioni sui cittadini che potrebbero essere rimasti coinvolti nel sisma.
Le prossime ore saranno decisive. Dietro ogni nome ancora inserito nell’elenco dei dispersi ci sono famiglie che attendono una telefonata, un messaggio o una qualsiasi notizia capace di riaccendere la speranza.
Il bilancio resta drammatico e inevitabilmente provvisorio. In Venezuela la terra continua a tremare, mentre la corsa contro il tempo per salvare altre vite non si è ancora fermata.
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