Ringiovanimento del viso: microinnesti autologhi battono l’acido ialuronico. Lo rivela uno studio italiano

22 Giugno 2026 - 11:36
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Ringiovanimento del viso: microinnesti autologhi battono l’acido ialuronico. Lo rivela uno studio italiano

Pubblicato su JPRAS Open, rivista ufficiale della British Association of Plastic, Reconstructive and Aesthetic Surgeons (BAPRAS), uno studio clinico randomizzato controllato, tutto italiano, che evidenzia risultati superiori rispetto ai tradizionali trattamenti a base di acido ialuronico

Roma, 22 giugno 2026 – È firmato dal prof. Pietro Gentile, associato di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all’Università di Roma Tor Vergata e Presidente del “Regenerative Plastic Surgery International Congress”, uno studio scientifico che apre nuove prospettive nel trattamento delle rughe.

Pubblicato sulla prestigiosa rivista JPRAS Open, la ricerca – uno studio clinico randomizzato, dal massimo livello di evidenza scientifica (EBM Level 1) – dimostra come l’impiego di microinnesti autologhi contenenti fibroblasti (Am-FBs), ottenuti direttamente dal paziente e utilizzati per il trattamento dell’invecchiamento cutaneo del volto, rappresenti una soluzione efficace e sicura per migliorare la qualità della pelle, ridurre le rughe e aumentare l’elasticità cutanea.

Lo studio, intitolato “Autologous fibroblast therapy for facial rejuvenation: A randomized open-label controlled study” ha coinvolto 40 pazienti affetti da segni lievi o moderati di invecchiamento facciale, caratterizzati da assottigliamento dermico, perdita di elasticità e presenza di rughe.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo di studio trattato con microinnesti autologhi contenenti fibroblasti (20 pazienti) ottenuti attraverso procedure di “manipolazione minima”; un gruppo di controllo trattato con skin booster a base di acido ialuronico (20 pazienti). Entrambi i gruppi hanno ricevuto tre trattamenti nel corso dei primi tre mesi, con successivi controlli clinici fino a un anno.

Dopo 12 mesi di follow-up, il gruppo trattato con fibroblasti autologhi ha mostrato una riduzione significativamente maggiore delle rughe, un miglioramento dell’elasticità cutanea, migliori punteggi WSRS e livelli di soddisfazione più elevati rispetto al gruppo trattato con acido ialuronico (p < 0,01).

“Questo studio conferma come la chirurgia plastica rigenerativa possa offrire, in pazienti selezionati, nuove opportunità terapeutiche nel trattamento dell’invecchiamento cutaneo. Utilizzando cellule autologhe del paziente, è possibile stimolare i naturali processi di rigenerazione dei tessuti, ottenendo risultati duraturi e mantenendo elevati standard di sicurezza. I dati raccolti dimostrano che i microinnesti contenenti fibroblasti rappresentano una valida alternativa alle metodiche tradizionali impiegate nel ringiovanimento del volto”, spiega il prof. Gentile.

La pubblicazione rafforza il ruolo delle terapie cellulari autologhe nella medicina estetica e nella chirurgia plastica rigenerativa, aprendo nuove prospettive per trattamenti sempre più personalizzati e biologicamente orientati. Uno studio italiano che contribuisce ad affermare a livello internazionale il ruolo della medicina rigenerativa nel ringiovanimento del volto.

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