Rinnovo CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, firmata l'ipotesi di accordo
lentepubblica.it
Firmata all’ARAN l’ipotesi di rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027. Previsti incrementi retributivi medi di 162 euro lordi mensili, nuove tutele per i lavoratori e un capitolo dedicato all’Intelligenza Artificiale, una novità assoluta nella contrattazione pubblica italiana.
Dopo settimane di confronto tra le parti, è arrivata la firma dell’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centrali per il triennio 2025-2027. L’intesa è stata sottoscritta presso l’ARAN dalle organizzazioni sindacali rappresentative del settore, compresa la Cgil, mentre l’unica sigla a non aderire all’accordo è stata Usb.
Il nuovo contratto interessa circa 200 mila dipendenti pubblici impiegati nei ministeri, nelle agenzie fiscali e negli enti pubblici non economici, una platea che rappresenta una parte significativa dell’amministrazione statale.
Uno degli elementi più rilevanti dell’accordo riguarda la tempistica. Per la prima volta il rinnovo viene infatti definito durante il periodo di validità del contratto stesso, un risultato che segna una netta discontinuità rispetto al passato, quando i ritardi nei rinnovi contrattuali erano spesso la regola.
Il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha sottolineato come questo passaggio rappresenti un segnale importante per l’intero sistema delle relazioni sindacali nel pubblico impiego. Secondo Naddeo, la firma dimostra che la contrattazione collettiva può operare con maggiore rapidità ed efficacia, garantendo risposte tempestive alle esigenze del personale.
Aumenti in busta paga: fino a 221 euro per le Elevate Professionalità
Sul fronte economico, il contratto introduce incrementi retributivi distribuiti progressivamente nell’arco del triennio, con decorrenza dal 1° gennaio di ciascun anno.
A regime, dal 1° gennaio 2027, gli aumenti lordi mensili su tredici mensilità saranno i seguenti:
- Area Elevate Professionalità: 221 euro;
- Area Funzionari: 161,80 euro;
- Area Assistenti: 133,20 euro;
- Area Operatori: 126,60 euro.
L’incremento medio complessivo si attesta intorno ai 162 euro lordi mensili, una cifra che rappresenta il riferimento medio per l’intero comparto.
Le nuove misure economiche si inseriscono nel percorso di valorizzazione delle competenze e delle professionalità presenti nelle amministrazioni centrali dello Stato, con particolare attenzione alle figure maggiormente coinvolte nei processi di innovazione e trasformazione digitale.
L’Intelligenza Artificiale entra nel contratto nazionale
La vera novità dell’accordo riguarda però un tema destinato a incidere profondamente sull’organizzazione del lavoro pubblico nei prossimi anni: l’uso dell’Intelligenza Artificiale.
Per la prima volta nella storia della contrattazione delle Funzioni Centrali viene introdotto un intero titolo contrattuale dedicato a questa materia. Gli articoli dal 12 al 14 definiscono infatti una serie di principi e garanzie finalizzati a governare l’impiego degli strumenti algoritmici all’interno delle amministrazioni.
Le nuove disposizioni prevedono che i dipendenti debbano essere informati quando vengono adottati sistemi basati su algoritmi o tecnologie di IA. Inoltre, il contratto stabilisce un principio molto chiaro: nessuna decisione riguardante il rapporto di lavoro potrà essere assunta esclusivamente da sistemi automatizzati.
Restano quindi escluse valutazioni interamente affidate alle macchine in ambiti particolarmente delicati come:
- progressioni professionali;
- trattamenti economici;
- procedimenti disciplinari;
- valutazioni delle prestazioni.
Ogni attività supportata dall’Intelligenza Artificiale dovrà essere sottoposta a una verifica umana e il lavoratore avrà il diritto di conoscere i criteri utilizzati dal sistema, oltre alla possibilità di richiedere un riesame delle decisioni adottate.
Si tratta di un approccio che punta a conciliare innovazione tecnologica e tutela dei diritti, evitando che gli strumenti digitali possano trasformarsi in meccanismi opachi o incontrollabili.
Nuove figure professionali e più spazio alla formazione
L’accordo non si limita agli aspetti economici e tecnologici. Tra le innovazioni inserite nel testo compare anche il riconoscimento contrattuale della figura del social media e digital manager, un profilo sempre più presente nelle amministrazioni pubbliche chiamate a comunicare con cittadini e imprese attraverso canali digitali.
Parallelamente viene introdotto il cosiddetto “patentino delle competenze”, uno strumento pensato per valorizzare la formazione continua e favorire l’aggiornamento professionale del personale.
L’obiettivo è rafforzare la capacità delle amministrazioni di affrontare le sfide della digitalizzazione, promuovendo percorsi strutturati di crescita delle competenze.
La formazione viene quindi considerata non più soltanto come un’attività accessoria, ma come un elemento strategico per migliorare la qualità dei servizi pubblici e accompagnare l’evoluzione organizzativa della macchina amministrativa.
Ferie, lavoro agile e tutela della salute: le altre novità
Tra le modifiche più attese figura anche il superamento del sistema differenziato delle ferie per i neoassunti.
Dal 1° gennaio 2027, infatti, tutti i dipendenti del comparto potranno beneficiare dello stesso trattamento, eliminando una distinzione che negli anni aveva generato diverse discussioni.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai lavoratori che si trovano in condizioni di maggiore fragilità. Il nuovo contratto rafforza le garanzie previste per chi svolge attività in modalità agile o da remoto, introducendo strumenti di tutela aggiuntivi per le categorie più vulnerabili.
Sul fronte del welfare e della prevenzione sanitaria arriva poi una misura destinata ad avere un impatto concreto sulla vita dei dipendenti pubblici. Il contratto prevede infatti specifici permessi dedicati agli screening oncologici inseriti nei programmi del Servizio sanitario nazionale per i lavoratori over 50.
Queste assenze si aggiungeranno agli altri istituti già previsti per la tutela della salute, con l’obiettivo di favorire la prevenzione e incentivare la partecipazione ai programmi di controllo sanitario.
Un contratto che guarda al futuro della PA
L’ipotesi di rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 rappresenta uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni per il pubblico impiego statale. Oltre agli incrementi economici, l’accordo introduce strumenti che guardano alle trasformazioni in atto nella Pubblica Amministrazione, dalla digitalizzazione all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, passando per la formazione permanente e il rafforzamento delle tutele sociali.
La firma dell’intesa durante il periodo di vigenza del contratto costituisce inoltre un elemento che potrebbe segnare una nuova fase nelle relazioni sindacali del settore pubblico, caratterizzata da una maggiore capacità di programmazione e da tempi più rapidi nella definizione dei rinnovi contrattuali.
Il comunicato completo dell’ARAN su X
📣 COMUNICATO STAMPA ARAN
PA, FIRMATA ALL’ARAN L’IPOTESI DI CONTRATTO FUNZIONI CENTRALI 2025-2027: INCREMENTI MEDI LORDI DI 162 EURO MENSILI
Naddeo: “Per la prima volta firma durante periodo di vigenza, orgogliosi norme su intelligenza artificiale”
Roma, 9 giugno 2026 -… pic.twitter.com/VUQobY1g3y
— Aran (@aran_agenzia) June 9, 2026
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