Robert Bilott, l’uomo che ha sfidato gli inquinanti eterni

Esistono storie in cui un singolo individuo, armato solo di documenti e determinazione, riesce a scuotere le fondamenta di colossi industriali apparentemente intoccabili. La storia di Robert Bilott è una di queste. Alla fine degli anni ‘90, mentre lavorava presso lo studio legale Taft Stettinius & Hollister LLP come difensore di grandi aziende, Bilott - che tuttora collabora con lo stesso studio, ma è anche docente presso la Yale School of Public Health - scelse di cambiare schieramento per accogliere la richiesta di aiuto di un agricoltore del West Virginia. Quella decisione diede il via a una battaglia legale durata oltre vent’anni, che portò alla luce lo scandalo dei PFAS e del PFOA: le cosiddette “sostanze chimiche eterne” che si sono accumulate nel sangue di quasi tutta la popolazione mondiale. Oggi, dopo accordi transattivi multimiliardari, la pubblicazione del suo libro Exposure e il film di Hollywood (Dark Waters) che ne ha raccontato l’impegno, Bilott prosegue la sua lotta. Lo abbiamo intervistato per fare il punto sulla battaglia contro l’inquinamento globale.
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