Roggero entra in carcere: «Mattarella mi dia la grazia. Pentito? Sì, ma vi volevo vedere al posto mio»

Mario Roggero è entrato nel carcere di Bollate per iniziare a scontare la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante l’assalto alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese, il 28 aprile 2021. Ma prima di varcare i cancelli della casa circondariale il gioielliere ha trasformato il suo ingresso in carcere in un duro atto d’accusa contro la giustizia italiana e in un appello al presidente della Repubblica.
Roggero: mi aspetto la grazia, Mattarella l’ha concessa allo scafista che ha ammazzato 30 persone
“Il presidente Mattarella ha graziato uno scafista che ha ammazzato 30 persone, ha graziato la Minetti, penso dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza”, ha dichiarato ai cronisti. Poche ore prima, la moglie aveva depositato una domanda di grazia e i suoi legali avevano chiesto il differimento dell’esecuzione della pena.
“Io mi aspetto una grazia. Questa mattina mia moglie ha depositato una richiesta di grazia, ha richiesto anche una sospensione temporanea della pena però non è arrivata nessuna risposta in sette ore”, ha aggiunto Roggero, che non ha nascosto la propria amarezza: “Mi sento profondamente deluso”.
“Una condanna come la mia è il massimo per i delinquenti”
Il 72enne commerciante piemontese ha quindi annunciato di voler proseguire la battaglia giudiziaria anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. “Penso di subire un’ingiustizia, ma ho ancora speranza. Io me l’aspetterei la grazia. Questa mattina mia moglie ha depositato la richiesta, ha chiesto anche una sospensione temporanea della pena. Passo il testimone agli italiani che effettivamente porteranno avanti la mia battaglia, andremo davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo e dopodiché vedremo”.
Alla domanda se fosse pentito del suo gesto, Roggero ha risposto: “Certamente, diciamo che effettivamente e col senno di poi. Però bisogna trovarsi in quel momento”. E, alla domanda se rifarebbe la stessa cosa, ha aggiunto “non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia ti spara per primo”. Aggiungendo : “Ho reagito perché in quel momento ho avuto paura”.
Infine Roggero, che prima dell’assalto in cui due banditi rimasero uccisi, aveva già subito cinque rapine e una spaccata, ha attaccato pesantemente il sistema giudiziario: “Questo è il massimo per i delinquenti che sono facilitati a continuare a rapinare e a rubare, tanto sono impuniti e anche risarciti”.
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