Ruben Amorim al Milan? La "profezia" del tecnico portoghese del 2017
Il tecnico portoghese scala posizioni per prendere la guida del Milan, lui stesso "profetizzò" lo scenario nove anni fa.
Ruben Amorim al Milan? Uno scenario già "profetizzato" nove anni fa.
Continua il casting per la panchina rossonera e il tecnico portoghese, reduce dalla deludente esperienza al Manchester United, ha scalato posizioni con il passare delle ore, finendo per diventare uno dei candidati favoriti per raccogliere l'eredità di Massimiliano Allegri.
In queste ore sono tornate in auge alcune dichiarazioni dello stesso Amorim, che appena dopo il ritiro dal calcio giocato ipotizzava di poter allenare un giorno il Diavolo.
IL RITIRO NEL 2017
Tutto risale al 2017, quando Ruben Amorim terminava la sua carriera da calciatore (centrocampista) con il Benfica. La realizzazione di un sogno, come rivelato da lui stesso nel novembre dello stesso anno.
Intervistato dalla testata portoghese Tribuna Expresso per parlare del percorso subito intrapreso per diventare allenatore, Amorim spiegava che l'altro sogno nel cassetto era poter andare un giorno al Milan. Di più, "profetizzò" di poterlo fare da allenatore.
LA "PROFEZIA" DI RUBEN AMORIM
Così il tecnico portoghese spiegò a Tribuna Expresso nel 2017
"Quando ho firmato per il Benfica era un sogno? Sì, ora è più normale, è completamente diverso. Ma ho firmato per il Benfica con il cuore. Per dare un'idea, a quel tempo avrei guadagnato di più in un club tedesco che mi avesse voluto di quanto abbia mai guadagnato al Benfica, persino nel mio ultimo anno, quando avevo già rinnovato il contratto e godevo di un certo status. Ricordo di aver incontrato un agente tedesco, che era in contatto con Carlos Gonçalves, che era il mio agente, e si è messo le mani nei capelli, non riusciva a capire come fosse possibile che avessi firmato per il Benfica, che non mi avrebbe dato nemmeno la metà di quello che mi offrivano i tedeschi. E questo senza contare i bonus. Oggi guardi il Benfica ed è un quattro volte campione, ha un'organizzazione incredibile, ma quando sono arrivato io era un Benfica diverso. Giocatori portoghesi? Impossibile! Mi hanno detto mille volte di scegliere altre squadre perché, venendo da un club più piccolo, non avrei avuto possibilità, mi sarei solo bruciato. Sono andato controcorrente e sono riuscito a farcela.
All'epoca, fu una decisione che presi senza un motivo preciso, seguendo solo il mio cuore. E sono felice. Perché da bambino adoravo guardare il Benfica e il Milan. Ricordo di aver visto le registrazioni del Milan con Maldini, Baresi, Gullit, Rijkaard, Savicevic... I miei sogni d'infanzia erano giocare per il Benfica e per il Milan. Uno l'ho realizzato. Ora devo fare l'allenatore nell'altro (ride, ndr)".
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