Rubio a Roma per il disgelo. Giovedì sarà ricevuto dal Papa e cercherà di ricucire i rapporti dopo gli attacchi di Trump
Trump rompe, Rubio aggiusta. Il Tycoon ama l’iperbole e il teatro (vedi Groenlandia, Iran, Venezuela, Cuba). Il segretario di Stato sgonfia tutto, o perlomeno ci prova. Tutti e due sono d’accordo: il poliziotto buono e il poliziotto cattivo. Il momento è delicato: Usa – Europa sono al punto più basso possibile. Si è creata una frattura che è difficile sanare. Dopo il primo mandato di Trump, le élite europee avevano creduto ad un tentativo di ricucitura da parte di Washington.
Oggi quel limite è stato superato, è rimasta la percezione di una America non più affidabile. Trump in particolare ha attaccato Germania e Italia. Evidente la componente simbolica: sono i Paesi sconfitti nella Seconda Guerra Mondiale e questo pesa nell’immaginario Trumpiano. Ecco perché gli Stati Uniti vogliono ridurre la loro presenza militare in Europa, ma il Tycoon ha aggiunto una dimensione punitiva.
Di qui le recenti tensioni e le dichiarazioni tedesche percepite come offensive e le esitazioni italiane sull’uso di basi strategiche come Sigonella; esitazioni che hanno molto irritato Washington. Per gli USA le basi europee sono diventate cruciali, vista la vulnerabilità di quelle Mrdiorientali. Gli europei però temono le ricadute economiche ed energetiche del conflitto e cercano di porre limiti. Ma la posizione della Unione Europea resta fragile. Per di più non esiste una vera linea comune, ma una somma di 27 posizioni nazionali.
Operazione pace
Rubio a Roma per il disgelo. Giovedì sarà ricevuto dal Pontefice e proverà a ricucire con il governo Meloni dopo le tensioni su Hormuz. L’America è pronta a tendere una mano all’Italia che potrebbe tornare a fare il ruolo di “pontiere”. Molte però le cose da discutere a cominciare dai nuovi dazi sulle auto e al ritiro dei militari Usa. Tariffe doganali al 25% per i veicoli della UE.
Il capo della Casa Bianca, sempre più imprevedibile, è tornato ad utilizzare le tariffe doganali come arma di ricatto, mentre lo spettro della guerra aleggia sull’Iran. Trump non è soddisfatto delle proposte di Teheran e minaccia attacchi. Nel contempo vende armi agli alleati in Medioriente per 8,6 miliardi. Intanto, il blocco dello Stretto di Hormuz spinge gli ayatollah a ridurre la produzione di greggio vista l’impossibilità di esportarlo.
Oggi in Armenia vertice sull’energia
Oggi a Erevan, capitale dell’Armenia, il segretario di Stato Rubio cercherà di ricucire il rapporto. Rubio, di origini cubane e fede cattolica, conta molto sul proseguio della sua missione settimanale a Roma. Le parole dure sul Papa e il conseguente scontro con la Meloni obbligano Rubio alle capriole diplomatiche.
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