Salari bassi nel turismo? “Maître e barman fino a 35 mila euro, Front Office Manager oltre 40 mila”: le stime di Confindustria Alberghi

04 Luglio 2026 - 18:03
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Salari bassi nel turismo? “Maître e barman fino a 35 mila euro, Front Office Manager oltre 40 mila”: le stime di Confindustria Alberghi

Turismo, oltre 1,66 milioni di contratti nel primo semestre 2025. Confindustria Alberghi: “Settore sempre più attrattivo”

Il turismo si conferma tra i comparti più importanti dell’economia italiana, con una crescita dei flussi turistici superiore al 4% e un contributo al Prodotto interno lordo che supera i 237 miliardi di euro, secondo i dati ENIT. È quanto evidenzia Confindustria Alberghi, che richiama i risultati delle ricerche realizzate dall’Università degli Studi Roma Tre per l’Ente Bilaterale Turismo del Lazio (EBTL) sull’occupazione e sulle retribuzioni nel comparto. Secondo l’associazione, lo studio restituisce un quadro del mercato del lavoro più articolato rispetto ad alcune recenti rappresentazioni del settore, evidenziando una realtà caratterizzata da crescita occupazionale, possibilità di sviluppo professionale e strumenti contrattuali in grado di valorizzare il lavoro.

Nel primo semestre del 2025 le imprese turistiche hanno attivato oltre 1,66 milioni di contratti di lavoro. Il dato registra un incremento del 15,5% rispetto al 2022, del 4% sul 2023 e risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Oggi il turismo rappresenta il 21,9% della domanda complessiva di lavoro in Italia: oltre un’assunzione su cinque avviene infatti nel comparto turistico.

Confindustria Alberghi sottolinea inoltre come il contratto collettivo nazionale applicato dalle aziende aderenti all’associazione e sottoscritto da CGIL, CISL e UIL preveda retribuzioni annue lorde che vanno da circa 21 mila euro per le figure di livello D1, come addetti alle pulizie e all’ospitalità, fino a oltre 34 mila euro per i General manager di livello A1, ai quali si aggiungono assistenza sanitaria integrativa e premi di risultato definiti dalla contrattazione di secondo livello.

Nelle aziende più strutturate associate ad Aica, evidenzia ancora l’organizzazione, le retribuzioni effettive risultano superiori ai minimi contrattuali. Un Front Office Manager percepisce mediamente quasi 42 mila euro l’anno, mentre figure come Maître, Chef de Rang, Barman, addetti al ricevimento e camerieri raggiungono compensi compresi tra i 30 e i 35 mila euro annui, anche grazie ai premi di risultato, al welfare aziendale e alle mance. Su queste ultime, Confindustria Alberghi ricorda l’introduzione dell’imposta sostitutiva al 5%, misura che ha favorito la diffusione delle mance tracciate, incrementando il reddito netto dei lavoratori e rendendo il settore più attrattivo.

L’associazione respinge quindi l’immagine del turismo come comparto caratterizzato da salari bassi, facendo riferimento alle recenti analisi diffuse dalla Filcams CGIL. I dati evidenziano inoltre come il settore continui a rappresentare uno dei principali canali di accesso al mercato del lavoro: il 57% degli occupati ha meno di 35 anni, mentre cresce anche la presenza dei lavoratori over 55 (+3,8%). In aumento anche l’occupazione dei lavoratori stranieri (+3,7%), un andamento che riflette la capacità del comparto di attrarre profili diversi in una fase segnata dalla carenza di personale.

“Il turismo è uno dei settori più dinamici del Paese e offre concrete opportunità di crescita professionale”, dichiara Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi. E ancora: “Le nostre imprese associate ricercano figure sempre più qualificate, con competenze linguistiche, digitali e organizzative, e investono ogni giorno nella formazione, nella sicurezza, nel welfare e nella valorizzazione delle persone. I dati di Roma Tre e EBTL dimostrano che rappresentiamo un settore attrattivo per i giovani, perché nelle nostre aziende sono diffusi percorsi professionali di crescita verticale, che consentono anche agli Addetti al ricevimento e al Front office di arrivare a ricoprire ruoli di General manager. Le criticità del mercato del lavoro esistono, ma il vero nodo è il dumping contrattuale, generato dai contratti pirata. Per questo chiediamo che il dibattito distingua tra le imprese che applicano i contratti collettivi e investono nella qualità del lavoro e chi, invece, ricorre a strumenti che comprimono salari e tutele. Solo rafforzando la contrattazione di qualità sarà possibile valorizzare il lavoro nel turismo, tutelare i lavoratori e sostenere la competitività del settore”.

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