Saldi estivi, la spesa media scende a 201 euro a famiglia. Ma il primo giorno è a +3%
Si sono aperti con il tradizionale côté di polemiche i saldi estivi 2026 che, a partire da sabato e fino al 2 settembre a Milano e in Lombardia — con l’unica eccezione della provincia di Bolzano, dove i saldi partiranno il 16 luglio — rappresentano un appuntamento strategico per il retail, soprattutto di moda, ma che continuano a perdere la centralità di un tempo. A livello nazionale l’Ufficio Studi di Confcommercio stima una spesa media di 201 euro per famiglia, pari a 91 euro pro capite, per un giro d’affari complessivo di 3,2 miliardi di euro. Un dato in leggera flessione rispetto alla stima di spesa del 2025, pari a 203 euro di spesa media.
Tornando al dato 2026, le rilevazioni di Confesercenti-Ipsos restano più caute: il 28% degli italiani dichiara di voler ridurre gli acquisti rispetto al 2025, complice il caro vita.
A Milano il primo weekend racconta una città in equilibrio. Secondo il Centro Studi di Confcommercio Milano, i saldi estivi 2026 valgono 127,1 milioni di euro: quasi 471mila famiglie milanesi, il 60% del totale, effettueranno acquisti, per una spesa media di 270 euro. Secondo l’associazione, è stato discreto l’afflusso nelle vie dello shopping più centrali del capoluogo, grazie anche alla presenza dei turisti stranieri. Partenza più in sordina, invece, come previsto, per le zone semicentrali e più periferiche della città. Nel primo giorno di vendite lo scontrino medio dei milanesi è stato di 100 euro, contro i 125 euro degli stranieri, che hanno rappresentato il 30% della clientela nelle vie del centro, con una presenza significativa di svizzeri e belgi.
Secondo il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, nel primo giorno dei saldi estivi si è registrato un incremento medio del 3 per cento. “Le prime rilevazioni confermano le proiezioni della vigilia e restituiscono un quadro incoraggiante per il commercio di moda: i consumatori hanno risposto positivamente, tornando nei negozi alla ricerca di qualità, stile e convenienza. Quest’anno – prosegue Felloni – abbiamo assistito a una politica degli sconti più equilibrata, con riduzioni di prezzo differenziate e meno aggressive rispetto al passato. Questo ha consentito ai consumatori di cogliere interessanti opportunità di acquisto senza compromettere eccessivamente la marginalità delle imprese, un elemento fondamentale in una fase in cui i costi continuano a pesare sulla competitività dei negozi”.
Resta il tema di fondo che accompagna i saldi da alcune stagioni: la diffusione di promozioni continue durante l’anno ha ridotto il carattere eccezionale dell’appuntamento estivo, spingendo i consumatori verso acquisti più selettivi.
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