Salernitana-Ravenna nei playoff Serie C, Mandorlini torna all'Arechi 15 anni dopo il coro "Ti amo terrone": cos'era successo
All'Arechi ci sarà un'accoglienza molto calda per l'allenatore del Ravenna, un vecchio "nemico".
Il sorteggio dei playoff di Serie C ha accoppiato la Salernitana con il Ravenna in quelli che sono di fatto i quarti di finale che poi porteranno la rosa di pretendenti alla Serie B a scremarsi fino alle quattro che si giocheranno le semifinali e quindi il match per la promozione. La squadra di Cosmi quindi se la vedrà con quella di Mandorlini in un incontro che in Campania attendono da 15 anni. Il ravennate, infatti, fu protagonista di uno spiacevole episodio nel 2011 quando, dopo aver battuto i granata nella finale per la B, li insultò con un coro discriminatorio.
La doppia sfida Salernitana-Ravenna si preannuncia come una delle più equilibrate e attese della tornata di playoff di C. La gara d’andata è in programma domenica 17 maggio a Salerno, mentre il ritorno si giocherà il 20 maggio in Romagna. Sarà sì l’incontro tra due delle squadre più equipaggiate ma anche, se non soprattutto, quello tra i granata e Andrea Mandorlini, il tecnico del Ravenna che con gli avversari ha dei trascorsi parecchio turbolenti.
L’ex giocatore dell’Inter tornerà all'Arechi a distanza di 15 anni dalla finale playoff del 2011, il momento in cui si è avuta la frattura tra l’allenatore e la tifoseria di Salerno, una tensione che poi è sfociata in un coro cantato da Mandorlini, insieme ai tifosi veneti, e che valse al tecnico un deferimento. In realtà, da allora Mandorlini ha già incontrato la Salernitana una volta ma lontano dall'Arechi: era il 6 ottobre del 2018 e il ravennate era alla guida della Cremonese che, in casa, fece 0-0 con i campani
Torniamo però a quanto successe nell’estate del 2011. Entrambe in Serie C, Verona e Salernitana si affrontarono nella finale dei playoff per accedere alla B. L’andata al Bentegodi si chiuse sul 2-0 per i padroni di casa, il ritorno invece sancì il successo per 1-0 della Salernitana ma la promozione del Verona. Prima, durante e dopo però fu caos.
Nella conferenza pre-partita del ritorno, Mandorlini disse: “I nostri avversari piangono, dicono che se non andranno in B ci sarà un fallimento sicuro (cosa che poi accadde, ndr). Diciamo che la Salernitana ha già avuto tanti aiuti in campo, sono più che sufficienti, dovrebbero andare avanti le società che hanno i conti a posto".
La partita fu molto tesa e anche il post partita fu segnato da diversi episodi di tensione con una rissa sfiorata in sala stampa tra Mandorlini e alcuni giornalisti salernitani
Il picco però si ebbe qualche settimana dopo, nel luglio del 2011. Alla presentazione della squadra che sarebbe stata impegnata di lì in avanti nel campionato di Serie B, il mister dell'Hellas Verona, Andrea Mandorlini, lanciò un coro con alcuni frasi razziste contro i salernitani che lui stesso cantò insieme agli ultras veneti.
Microfono alla mano, Mandorlini disse: “Credo sia giusto rendere omaggio a degli avversari leali e sportivi e anche simpatici. Quindi, tutti insieme, ti amo terrone”. Questo l’incipit per un coro cantato poi a lungo e a squarciagola dai giocatori, dall’allenatore e dai tifosi presenti. Ben presto quelle immagini crearono un polverone che portarono poi Mandorlini, tempo dopo, a scusarsi.
"All'inizio del mio intervento ho reso omaggio agli avversari. Anzi, ho addirittura zittito il coro offensivo contro la Salernitana. E ci sono anche le immagini che confermano questo. Quella canzoncina, era solo goliardia, tant'è che l'ho cantata in compagnia di Maietta ed Esposito, il primo calabrese, l'altro napoletano doc", disse l’allenatore. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport aggiunse: "Chiedo scusa, non volevo offendere. È stata una goliardata, un coro che facevano i giocatori al rientro da Salerno. Prima di quella partita avevo ricevuto minacce di morte, mi avevano consigliato di farmi accompagnare a casa la sera, di stare attento. Con ironia, un mese e mezzo dopo, ho cantato quella canzone con i tifosi”. A Sky poi aveva chiosato così: "Era solo ironia fuori luogo per sdrammatizzare dopo aver vinto contro la Salernitana. Se avessi saputo di creare un caos, non avrei mai intonato quel coro".
Per quell’episodio, Mandorlini fu deferito e multato per 20mila euro. In seguito fu fischiato in diverse piazze del Sud e bersagliato soprattutto dai tifosi della Nocerina. In una gara del marzo 2012 gli fu offerta una maglietta omaggio da un piccolo tifoso rossonero, con la scritta "Benvenuto al Sud", che l’allenatore rifiutò.
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