Samah Jabr, psichiatra palestinese: «L'occupazione invade prima la terra, poi le nostre case, poi la pelle: l'obiettivo è arrivare alla mente. E da noi non c'è mai un "dopo", né un posto sicuro»
La dottoressa ha scritto con Maria Nadotti Trauma infinito, dove racconta cosa significhi trattare un trauma collettivo ancora in corso. Tra ragazzi che hanno interiorizzato la vergogna della colonizzazione e l’«amore rivoluzionario» che rimane la risorsa più preziosa
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