SANITÀ AGLI ITALIANI ALL’ESTERO, VIA LIBERA DEFINITIVO DEL SENATO: COSA CAMBIA PER GLI ISCRITTI AIRE
Approvata la legge voluta da Andrea Di Giuseppe. Maggioranza compatta, opposizioni critiche sul contributo da 2.000 euro
Dopo anni di richieste da parte delle comunità italiane residenti all’estero, arriva il via libera definitivo del Parlamento alla riforma dell’assistenza sanitaria per gli iscritti all’AIRE.
L’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge n. 1730, già votato dalla Camera dei Deputati, che modifica la normativa vigente e introduce nuove forme di accesso al Servizio Sanitario Nazionale per gli italiani residenti nei Paesi extra Unione Europea e non aderenti all’EFTA.
La proposta, presentata dal deputato eletto all’estero Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), è stata approvata con 72 voti favorevoli, 3 contrari e 54 astensioni, diventando ufficialmente legge dello Stato.
Cosa prevede la nuova legge
La riforma modifica l’articolo 19 della Legge 833 del 1978, consentendo agli italiani iscritti all’AIRE residenti in Paesi extra UE di aderire volontariamente al Servizio Sanitario Nazionale.
Per ottenere la tessera sanitaria sarà necessario versare un contributo annuale di 2.000 euro, cifra che potrà essere aggiornata tramite decreto ministeriale.
La legge prevede inoltre:
- l’estensione della copertura ai figli minorenni del titolare della tessera sanitaria;
- l’esenzione dal contributo per alcune categorie previste dalla norma;
- l’adozione di successivi decreti attuativi per definire le modalità operative di iscrizione.
Fino ad oggi questi cittadini potevano accedere gratuitamente soltanto ad alcune prestazioni urgenti e non programmabili durante la permanenza in Italia.
Una svolta attesa da milioni di connazionali
Secondo i promotori della legge, il provvedimento corregge una storica disparità che penalizzava milioni di italiani residenti all’estero.
Per decenni l’iscrizione all’AIRE è stata percepita da molti come una perdita di diritti, soprattutto sul piano sanitario.
La nuova normativa punta invece a rafforzare il legame tra lo Stato e le comunità italiane nel mondo, offrendo uno strumento volontario per mantenere un rapporto diretto con il sistema sanitario nazionale.
Gemmato: «Gli italiani all’estero vogliono continuare a curarsi in Italia»
Nel corso del dibattito parlamentare il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha evidenziato come la riforma risponda a una richiesta arrivata direttamente dalle associazioni degli italiani all’estero.
«Con questo provvedimento rispondiamo a una richiesta delle associazioni degli italiani residenti all’estero che vogliono continuare a curarsi in Italia», ha dichiarato, sottolineando come il Servizio Sanitario Nazionale italiano continui a essere considerato tra i migliori al mondo.
Menia: «Un atto di solidarietà verso gli italiani nel mondo»
Tra gli interventi più significativi quello del senatore Roberto Menia (Fratelli d’Italia), che ha ricordato come il provvedimento nasca da una problematica denunciata da anni dalle comunità italiane oltreconfine.
Menia ha respinto le accuse secondo cui la legge introdurrebbe una sorta di sanità a pagamento.
«Fino ad oggi questo diritto non esisteva. Nessuno toglie qualcosa a qualcuno. Per la prima volta viene offerta una possibilità che prima non c’era», ha spiegato.
Il senatore ha definito la riforma «un atto di attenzione e di solidarietà verso gli italiani sparsi nel mondo», ricordando il contributo storico degli emigrati italiani alla crescita del Paese.
Forza Italia: «Italia e italiani all’estero sono una cosa sola»
Convinto sostegno anche da parte di Forza Italia.
La senatrice Daniela Ternullo ha definito il provvedimento «un concreto riconoscimento della considerazione che nutriamo per la vastissima comunità italiana che risiede oltre i confini nazionali».
Secondo Forza Italia la riforma rafforza l’unità del Paese e garantisce agli italiani all’estero una maggiore tutela nell’esercizio dei propri diritti.
La Lega: «Più tutele senza gravare sulla collettività»
Favorevole anche la Lega.
La senatrice Stefania Pucciarelli ha evidenziato come la misura sia volontaria e non introduca nuovi oneri per la collettività.
«I nostri connazionali all’estero rappresentano una risorsa straordinaria per il Paese e meritano attenzione e rispetto», ha dichiarato annunciando il voto favorevole del gruppo.
Le critiche delle opposizioni
Più articolata la posizione delle opposizioni, che hanno scelto in larga parte la strada dell’astensione.
Giacobbe (PD): «Passo avanti ma il contributo è troppo alto»
Il senatore eletto all’estero Francesco Giacobbe ha riconosciuto che la legge affronta finalmente una problematica reale che riguarda milioni di italiani.
Tuttavia ha criticato la scelta di fissare un contributo unico di 2.000 euro indipendentemente dal reddito del richiedente.
«Gli italiani all’estero rappresentano una risorsa strategica per il Paese. Avremmo voluto una contribuzione più equa e proporzionata alle condizioni economiche delle persone», ha dichiarato annunciando l’astensione del Partito Democratico.
Italia Viva: «Provvedimento utile ma migliorabile»
Anche Italia Viva si è astenuta.
La senatrice Annamaria Furlan ha riconosciuto che la norma affronta una disparità esistente ma ha criticato il mancato accoglimento delle proposte migliorative presentate dall’opposizione.
Secondo Italia Viva il testo avrebbe dovuto prevedere agevolazioni specifiche per giovani e pensionati.
M5S: «La tessera sanitaria diventa un abbonamento»
Molto duro l’intervento del Movimento 5 Stelle.
Il senatore Orfeo Mazzella ha contestato l’impostazione stessa della legge, definendo il contributo di 2.000 euro una sorta di «abbonamento al Servizio Sanitario Nazionale».
Secondo il M5S la salute dovrebbe restare un diritto universale e non essere subordinata a una quota fissa uguale per tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche del cittadino.
AVS: «Manca la progressività»
Critica anche Alleanza Verdi e Sinistra.
Il senatore Tino Magni ha sostenuto che il contributo fisso rischia di generare nuove disuguaglianze, poiché non tiene conto del reddito né delle condizioni personali degli iscritti.
Il voto contrario del MAIE
L’unica voce apertamente contraria è stata quella del senatore Mario Borghese, che ha votato contro il provvedimento in dissenso rispetto al proprio gruppo.
Borghese ha sostenuto che la priorità avrebbe dovuto essere garantire l’assistenza sanitaria gratuita ai pensionati italiani residenti all’estero, giudicando eccessivo il contributo annuale previsto dalla legge.
Una riforma destinata a far discutere
Con l’approvazione definitiva del Senato si chiude un iter parlamentare durato diversi mesi e si apre ora la fase più delicata: quella dei decreti attuativi che dovranno definire tempi, modalità e procedure di adesione.
Per il Governo e la maggioranza si tratta di una riforma storica che rafforza il rapporto con gli oltre sette milioni di italiani nel mondo.
Per le opposizioni il provvedimento rappresenta un primo passo, ma ancora insufficiente e penalizzante per molte categorie.
In ogni caso, dopo anni di dibattito, il tema della sanità per gli italiani all’estero è finalmente entrato stabilmente nell’agenda politica nazionale.
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