Sanità, la riforma Bucci al primo “tagliando”: garantiti gli stipendi per i dipendenti dell’ex Evangelico

Genova. Via libera in consiglio regionale al disegno di legge con le modifiche alla riforma della sanità della giunta Bucci per evitare l’impugnativa da parte del Governo. La novità principale è un emendamento, presentato da Orgoglio Liguria e Vince Liguria e approvato all’unanimità, che garantisce lo stipendio dei lavoratori dell’ospedale San Carlo di Voltri in vista del passaggio ad Aom e la possibilità di ridiscutere i contratti.
“La norma prevede un percorso graduale e ordinato – spiega l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò -. Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore il passaggio, tramite comando, del personale sanitario del San Carlo di Voltri, che consentirà di avviare l’integrazione organizzativa, gestionale e assistenziale con l’Azienda ospedaliera metropolitana. Dal 1° gennaio 2027 diventerà invece effettivo il trasferimento giuridico e patrimoniale dell’ospedale, in concertazione con le organizzazione sindacali. Una scelta che punta a rafforzare la rete ospedaliera metropolitana, migliorare il coordinamento dei servizi e valorizzare le professionalità presenti nella struttura”.
Il provvedimento chiarisce inoltre il perimetro del riconoscimento scientifico dell’Ircss San Martino, interviene sul funzionamento delle conferenza dei sindaci e rafforza il ruolo dell’area Liguria Salute di Ats Liguria quale struttura strategica per la programmazione sanitaria regionale e per la gestione delle procedure di acquisto e realizzazione delle nuove infrastrutture ospedaliere.
“Abbiamo dato vita ad un’operazione in cui Aom garantirà tra l’1° luglio e il 31 dicembre gli stipendi del personale permettendo, se vi sarà necessità, a quest’ultimo di ridiscutere dei propri contratti. Grazie a questo documento – spiega Federico Bogliolo, consigliere di Vince Liguria – verrà data la possibilità a tutti i lavoratori, che in data 30 giugno prestano servizio presso o a favore dell’ospedale, di avere un lasso di tempo di 6 mesi in cui poter ridiscutere, anche tramite il dialogo con i sindacati, le proprie posizioni per mezzo di questo percorso di transizione e non dover preoccuparsi per il loro stipendio”.
“Il disegno di legge è finalizzato ad adeguare la legge regionale sul riordino del servizio sanitario regionale, recentemente modificata, agli impegni assunti dal presidente della giunta regionale nei confronti del Governo e agli esiti delle successive interlocuzioni con il ministero competente”, aggiunge Marco Frascatore di Orgoglio Liguria, presidente della commissione Sanità che ha illustrato la relazione.
“Questa modifica alla riforma sanitaria di dicembre voluta da Bucci è la dimostrazione più evidente di un processo sbagliato nel merito e nel metodo – insiste il Pd con Enrico Ioculano, vicepresidente della commissione Sanità -. Non siamo di fronte a normali aggiustamenti tecnici o a fisiologici perfezionamenti di un provvedimento complesso. Siamo davanti al tentativo di correggere errori che erano evidenti fin dall’inizio e che erano stati puntualmente segnalati da chi conosce il sistema sanitario, dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali, dagli amministratori del territorio e dalle opposizioni. La vera questione è il metodo con cui Bucci governa. Un metodo fondato sull’arroganza. Ogni osservazione viene vissuta come una resistenza da superare e non come un contributo da valorizzare”.
“La controriforma della sanità ligure, approvata a dicembre dal centrodestra, viene modificata prima ancora che diventi pienamente operativa. Per rispettare gli accordi presi da Bucci con la premier Meloni e per evitare la bocciatura della Corte costituzionale, la maggioranza fa un altro dietrofront, pochi giorni dopo avere approvato un provvedimento d’urgenza per chiudere un buco di bilancio da 119 milioni di euro nella sanità pubblica ligure – accusano Selena Candia, capogruppo regionale di Avs, e il collega Jan Casella -. Le conseguenze concrete sono disastrose. Prima della controriforma Bucci, il Micone di Sestri Ponente e il Gallino di Pontedecimo lavoravano col pronto soccorso di Villa Scassi in un unico sistema: stessa azienda, stessa catena di comando, stessi protocolli. Per colpa di questa giunta, si sono trovati separati da un confine amministrativo che prima non esisteva, nel momento in cui Villa Scassi è passata alla nuova azienda metropolitana. Stesso problema riguarda l’ospedale San Carlo di Voltri. Chi coordina l’emergenza e chi la eroga materialmente appartengono a due aziende diverse, senza un protocollo vincolante che tenga insieme i due livelli. Con l’uscita del San Carlo, il Micone diventa l’unico presidio dell’Ats rimasto in tutto il ponente genovese, da Sampierdarena a Voltri.
“Oggi abbiamo toccato con mano il fallimento della destra regionale: se una riforma approvata pochi mesi fa deve già essere corretta per evitare l’impugnativa del Governo, per noi il fiasco è chiaro come la luce del sole – aggiunge Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle -. E non ci vengano a parlare di manutenzione tecnica: qui si tratta piuttosto di un impianto nato fragile, costruito in fretta e scritto senza un reale confronto. Ridicolo poi il tentativo di mascherare il proprio fallimento con la classica foglia di fico: non è integrazione quanto si sta palesando con la nuova Azienda ospedaliera metropolitana. È semmai un evidente accentramento amministrativo e decisionale. Ma la sanità non si governa accentrando strutture: si governa garantendo prima di tutto personale, reparti aperti, posti letto, pronto soccorso funzionanti, liste d’attesa ridotte e servizi vicini ai cittadini”.
“Il provvedimento approvato dal Consiglio regionale rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rafforzamento e modernizzazione della sanità ligure. Non si tratta di una nuova riforma, ma di un intervento che consolida un modello organizzativo fondato sull’integrazione delle strutture, sulla valorizzazione delle professionalità e su una maggiore capacità di risposta ai bisogni dei cittadini – dichiarano invece i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia -. L’obiettivo è costruire una sanità sempre più efficiente, coordinata e vicina ai territori, superando frammentazioni che negli anni hanno limitato le potenzialità del sistema. In questa direzione vanno sia il percorso di integrazione del San Carlo di Voltri nella rete ospedaliera metropolitana sia il rafforzamento degli strumenti di programmazione e governance regionale”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)