Sara Kelany inchioda Scarpinato con domande scomode sulle inchieste mafia-appalti: “Risponda in Antimafia”

Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia, pone, in una lettera aperta pubblicata su Il Tempo, una serie di domande al Senatore Guido Scarpinato, vice presidente della Commissione Antimafia, e nel recente passato magistrato del pool antimafia in Sicilia. L’esponente di FdI chiede al parlamentare di riferire su alcuni fatti del passato direttamente a Palazzo San Macuto e non in altra sede. Le fa eco, oggi, Raoul Russo, anch’egli parlamentare di FdI, che si allinea alle richieste di chiarimento della Kelany e chiede all’ex magistrato di dimettersi dalla commissione.
Le parole di Kelany
“Avremmo voluto che il senatore Scarpinato, in un sussulto di dignità e rispetto istituzionale- scrive Kelany sul quotidiano romano-, venisse in Antimafia a riferire sulle vicende che portarono alle stragi del 1992. Aspettiamo invano da anni e dunque le domande che gli avremmo voluto fare nelle sedi istituzionali”. Le domande della Kelany riguardano alcune vicende di Scarpinato, quando ancora svolgeva le sue funzioni di magistrato, come la presunta vendita di un suo immobile al doppio del valore alla famiglia di Fauci, imprenditore vicinissimo a Cosa Nostra e la possibile coincidenza con lo stralcio della posizione dello stesso Fauci dall’inchiesta mafia-appalti.
L’archiviazione
Poi le domande si spostano sui giorni immediatamente precedenti la strage di via D’Amelio, quando Roberto Scarpinato firma insieme al collega Guido Lo Forte la richiesta di archiviazione per decine di indagati del fascicolo “Mafia-Appalti”, l’inchiesta che oggi la procura di Caltanissetta ritiene essere una delle concause della morte di Paolo Borsellino e verosimilmente di Giovanni Falcone. Tra i nomi liquidati in quella richiesta c’è quello di Salvatore Fauci, imprenditore siciliano finito nel mirino del ROS per i suoi rapporti con Angelo Siino, definito il ‘ministro dei lavori pubblici’ di Cosa Nostra. Kelany chiede di sapere se è vero che quattro anni dopo, il 30 agosto 1996, Scarpinato avrebbe venduto un immobile di famiglia a Sciacca alla società ‘Cesa’, amministrata da Rosaria Di Grado, moglie di quello stesso Salvatore Fauci, con un prezzo pattuito di 690 milioni di lire, per un immobile che le stime dell’epoca valutavano intorno ai 300 milioni: più del doppio, dunque. Scarpinato darà chiarimenti nella sede parlamentare come sollecita FdI?
Venga a rispondere in Commissione
“Avranno o no gli italiani-continua Sara Kelany- diritto ad ottenere delle risposte a questa domande semplici: perché ha archiviato la posizione di Fauci? Perché ha venduto allo stesso soggetto un immobile al doppio del prezzo di mercato? Domande che da trent’anni restano senza risposta ed alle quali l’oggi senatore Scarpinato rifiuta pervicacemente di rispondere, scudandosi con il ruolo di commissario in commissione antimafia”.
“Ed è irrispettoso affermare-conclude l’articolo di Sara Kelany su Il Tempo- come Scarpinato afferma, di aver risposto in decine di interviste, perché le risposte, se si ha il coraggio e soprattutto se non si ha nulla da nascondere, si danno nelle sedi preposte, dove la mistificazione della realtà diventa più complessa. C’è molto altro da chiedere al senatore Scarpinato e, grati dell’ospitalità che il direttore ci accorda, seguiteremo a domandare, finché non avremo le risposte che l’Italia, dopo anni di depistaggi e insabbiamenti, ha il diritto di ottenere”.
Russo: “Scarpinato chiarisca in antimafia”
Il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo, capogruppo della commissione Antimafia riprende l’articolo pubblicato su Il Tempo dalla collega di partito. “Continuiamo a ribadire la necessità da parte del senatore Scarpinato di fare luce sui tanti interrogativi ancora irrisolti che coinvolgono la sua figura, considerato il ruolo avuto in passato nella magistratura antimafia, quindi abbia il coraggio di risolvere il conflitto di interesse che lo vede protagonista come componente della commissione Antimafia, si dimetta e si faccia audire su questo tema che necessita chiarezza”, scrive il parlamentare.
Sallemi: “Scarpinato si faccia audire, necessario tutelare la credibilità delle istituzioni”
Interviene sul tema anche il senatore di Fratelli d’Italia, Salvo Sallemi, componente della Commissione Antimafia. “Come scrive oggi Il Tempo emergerebbero dubbi riguardo l’onorevole Scarpinato e la vendita di una sua proprietà all’imprenditore Fauci, noto alle cronache per i suoi contatti con ‘cosa nostra’. Siamo dinanzi a una circostanza che non può restare nel dubbio e Scarpinato devo risponderne. E rinnoviamo la richiesta di dimissioni affinché sia fatta chiarezza sul dossier Mafia e Appalti che per la procura di Caltanissetta è stato centrale nell’omicidio del giudice Borsellino. Un passaggio che riteniamo fondamentale per proteggere la credibilità delle istituzioni”.
L'articolo Sara Kelany inchioda Scarpinato con domande scomode sulle inchieste mafia-appalti: “Risponda in Antimafia” sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)