Sciopero dei Taxi, nel weekend la città si blocca: rischio caos
Roma si appresta a vivere un “sabato di passione” sul fronte della mobilità urbana. Per l’intera giornata di sabato 27 giugno 2026, le principali sigle sindacali del settore hanno indetto uno sciopero dei taxi di 24 ore, una mobilitazione che minaccia di mandare in tilt la circolazione e i collegamenti in un momento cruciale della stagione turistica. Nonostante l’astensione collettiva sia parzialmente mitigata dalle fasce di garanzia e dallo svolgimento dei servizi indispensabili, l’impatto sulla città si preannuncia pesante, condizionando pesantemente gli spostamenti di migliaia di persone.
Le ragioni della protesta
Il cuore della contestazione risiede in una frattura ormai profonda tra la categoria delle auto bianche e l’amministrazione comunale. I tassisti denunciano da mesi una situazione di concorrenza sleale e abusivismo che, a loro dire, danneggia gli operatori regolari. I principali imputati sono i servizi di Noleggio con Conducente (NCC) che operano arrivando da fuori regione e le golf cart, accusati di esercitare il servizio senza rispettare le regole vigenti.
La critica più aspra è però rivolta direttamente al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. Nel comunicato diffuso dalle sigle sindacali si legge una dura accusa di inerzia: “Scioperiamo per protestare contro le dilaganti forme di abusivismo che oramai da troppo tempo avanzano nel comparto del trasporto pubblico non di linea, nel sostanziale disinteresse dell’amministrazione capitolina. Oramai da più di quattro anni attendiamo dal sindaco Gualtieri e dall’assessore alla Mobilità Patanè misure concrete per contrastare un fenomeno che altera la concorrenza e danneggia utenti ed operatori regolari”.
I rischi per la cittadinanza e i turisti
Per chi vive o visita Roma, lo sciopero di 24 ore rappresenta una minaccia concreta alla fluidità degli spostamenti. Il rischio di caos e forti disagi riguarda trasversalmente diverse fasce di utenza:
- residenti e turisti: la vita quotidiana nella Capitale risulterà “complicata e non di poco”, specialmente in una giornata di fine giugno;
- aeroporti di Fiumicino e Ciampino: i collegamenti da e per gli scali aeroportuali sono tra i servizi più a rischio. Senza il regolare flusso di taxi, i turisti in arrivo o in partenza potrebbero trovarsi bloccati o costretti a lunghe attese per mezzi alternativi.
Sebbene alcuni osservatori notino con ironia che la cronica penuria di vetture a Roma renda talvolta difficile distinguere un giorno di sciopero da uno ordinario, la totale assenza programmata del servizio rischia di creare colli di bottiglia insormontabili nelle aree nevralgiche della città.
Una categoria divisa
Nonostante l’ampia adesione di sigle come Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl e molte altre, lo sciopero non vede un fronte compatto. Uil Trasporti Lazio e Uritaxi hanno infatti deciso di dissociarsi, sebbene per motivazioni differenti. La Uil, pur condividendo le criticità del settore, ha criticato la mancanza di un coinvolgimento più ampio nella promozione dell’iniziativa.
Ancora più netta la posizione di Uritaxi, uno dei sindacati più rappresentativi a Roma, che ha espresso il timore che un disservizio così prolungato possa essere controproducente. Secondo l’organizzazione, l’astensione potrebbe essere utilizzata come un “pretesto per dimostrare una carenza strutturale e spingere per il rilascio di nuove licenze”, un esito che la categoria storicamente cerca di evitare per proteggere il valore delle autorizzazioni attuali. In questo clima di tensione e divisione, Roma si prepara a una giornata in cui la mobilità sarà, inevitabilmente, l’ennesima vittima di un braccio di ferro che dura da anni.
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