Politica in fibrillazione, Vannacci avanza a scapito del centrodestra. Le riformiste del Pd contro Elly Schlein
Politica in fibrillazione: avanza Vannacci a scapito del centrodestra, insorgono le riformiste nel Pd al grido “non siamo l’arredamento del campo largo”. I sondaggi di fine mese dicono che il “generale sarà decisivo” (Istituto Piepoli su un campione di 500 individui maggiorenni). La platea del teatro Parenti di Milano, sere fa, ha assistito alle confessioni di cinque donne riformiste dem che non ne vogliono sapere di una “sinistra-sinistra”, cioè stare in una coalizione con M5S e Avs. Pensano che sa più utile per battere il centrodestra meloniano affidarsi ad un progetto riformista, indipendente sia al cartello di centrosinistra che alla coalizione di centrodestra. Una parola. Le Politiche del 2027 agitano le acque.
Il Generale Vannacci in marcia
Il sondaggio dell’Osservatorio Delphi ha fotografato la crescita costante di Futuro Nazionale, il partito di Vannacci: ha raggiunto già il 7,2%. L’opinionista toscano Andrea Scanzi a “Otto e mezzo” ha avvertito che il generale arriverà al 10%. Ha spiegato: “E se la sinistra continua con questo atteggiamento elitario, si prenderà l’ennesima batosta”. Anche lo scrittore e alpinista Mauro Corona, 75 anni, ha detto nel salotto di Bianca Berlinguer che Vannacci “conquisterà un 10%”. L’Istituto Piepoli è andato oltre. In sintesi: se Futuro Nazionale va da solo vince il campo largo, Se resta nel centrodestra “come vuole il suo elettorato”, mantiene le attuali percentuali. “Due terzi degli elettori di Vannacci hanno comunque fiducia in Giorgia Meloni il cui gradimento in quattro anni non è mai sceso sotto il 40%. Questo spiega anche che un Futuro Nazionale fuori dal centrodestra qualche sua frazione potrebbe spostarsi anche nelle altre forze”.

I riformisti del Pd e fuori dal Pd
Cinque donne, cinque amiche, cinque riformiste progressiste, un tempo tutte nel partito Democratico, oggi invece in partiti diversi e con idee distinte su come interpretare al meglio il riformismo. Le cinque donne si sono ritrovate sul palcoscenico del teatro Franco Parenti di Milano per discutere “le strade possibili contro populismo e estremismo”. Titolo della serata: “C’è ancora domani”. Relatrici: Pina Picerno, Marianna Madia, Elisabetta Gualmini, Lia Quartapelle, Simona Malpezzi. Due di loro (Quartapelle e Malpezzi) sono ancora nel partito di Elly Schlein, mentre la vice presidente dell’Europarlamento, Pina Picerno, ha da poco lasciato i Dem per fondare Spazio Aperto. L’ex ministra Madia è entrata da indipendente in Italia Viva, mentre Elisabetta Gualmini ha aderito ad Azione di Calenda. Tutte hanno convenuto che “il rancore ci fa perdere, comunque no alla sinistra-sinistra”. Tranciante Pina Picerno: “Per cambiare il mondo ci vogliono avanguardie coraggiose. Ora serve una avanguardia liberale, europeista e riformista”. Stessa espressione usata nel 1976 da Indro Montanelli per convincere gli italiani a votare Dc. Non sarà facile convincerle tutte ma su un punto concordano, come dice Gualmini: “Questo non è più un centrosinistra ma una sinistra-Sinistra”.
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